1996: l’anno zero del calcio Nigeriano

Da sempre definita la squadra più europea d’Africa. Una Nazionale attenta alla tattica, per quanto il calcio africano possa espletarla, più che alla spettacolarità tipica delle selezioni del Continente Nero.

Una squadra che nei prossimi anni potrebbe rivelarsi una delle più interessanti del panorama Mondiale, se non lo è già. Un team ricco di talenti, che pone le sue basi sulla vittoria del Mondiale Under 17 del 2013 e del 2015, il quarto e il quinto della sua storia calcistica, e sul bronzo alle scorse Olimpiadi di Rio 2016. A livello Under 17 sono sette gli acuti delle Nazionali Africane in competizioni mondiali (oltre alle cinque vittorie nigeriane ci sono le due del Ghana nei primi anni novanta). Come dimenticare l’oro olimpico delle Super Aquile nel 1996, un undici che tra gli altri vantava giocatori del calibro di Jay Jay Okocha, Nwankwo Kanu e Sunday Oliseh. La conferma di come le soddisfazioni per gli africani arrivino in giovane età (e qui ci sarebbe da aprire tutto un discorso sulla realtà effettiva dell’anagrafe), e si disperdino a livello di Nazionale Maggiore. Ma stavolta potrebbe andare diversamente, e le basi sono da ricercare proprio in quell’anno indimenticabile per i nigeriani, il 1996.

Tre le stelle pronte a brillare, tutte nate in quell’annata: il primo è Kelechi Iheanacho. Si è già ritagliato uno spazio importante nel Manchester City, con Manuel Pellegrini prima e con Pep Guardiola poi. Dodici le reti segnate finora in Premier League dall’attaccante dei Citizens, otto nella scorsa stagione, quattro in quella attuale, impiegato anche da falso nueve dall’ex allenatore di Barcellona e Bayern Monaco. Mancino, esterno offensivo puro, nato con il 4-3-3, Iheanacho è pericolosissimo quando parte in velocità, ed ha una tecnica di base fuori dal comune. Stesso discorso valido per Alex Iwobi, che si sta facendo valere nello stesso campionato, ma con la maglia dell’Arsenal. Alex proviene da una famiglia di calciatori, nipote dell’icona del calcio nigeriano, Okocha. Un predestinato. E lavorare con Arsene Wenger, che in quanto a giovani talenti è uno dei migliori al mondo, lo sta aiutando nel suo percorso di crescita. Nei Gunners è diventato quasi un titolare, ed ha realizzato già due gol in questa stagione.

La generazione d’oro si arricchisce anche di Onyinye Ndidi, appena acquistato dal Leicester City di Claudio Ranieri per 22 milioni di euro, dopo essersi fatto notare in Europa League con la maglia del Genk. Centrocampista dal fisico statuario e dotato di un gran tiro, anche lui nato, ovviamente, nel 1996.

Intanto, nel 2017 ci sarà da registrare la delusione per la mancata qualificazione alla Coppa d’Africa, a causa delle cattive prestazioni nel doppio confronto con l’Egitto nelle fasi preliminari. Un punto di non ritorno per il movimento calcistico nigeriano, che in questi mesi, però, potrà guardare al futuro con fiducia nonostante tutto. L’attuale commissario tecnico, Salif Yusuf, sta puntando sulla “Golden Generation”, quella dei nati nella seconda metà degli anni ’90, cercando di integrare i più giovani con i “vecchi” della Nazionale Maggiore. Si fa per dire, visto che la rosa attuale delle Super Eagles ha un’età media di 24 anni.

Ai tre futuribili si vanno ad aggiungere i vari Musa, Onazi, Omeruo, Moses, Madu, tutti calciatori che vantano già una discreta esperienza nel calcio europeo. Il futuro dell’Africa è a tinte verdi.

About Aldo Pio Feoli 62 Articoli
Giornalista Pubblicista dal 2016, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno. È Social Media Official Supporter dell'U.S. Avellino 1912 per la Lega di Serie B.Albarsport.com è la piccola creatura, nata insieme ad altri tre folli, quasi per caso.
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