4 Maggio 2014, Perugia Calcio Promosso in Serie B

Due anni fa, il 4 maggio 2014, è stata scritta una pagina importante per la storia del Perugia Calcio. Una data che non rappresenta una semplice promozione in Serie B, ma una rinascita per il popolo biancorosso, per i tifosi, per la città e per tutti coloro che hanno sempre avuto il Grifo nel cuore. Dopo aver toccato il fondo per l’ennesima volta nei suoi 110 anni di storia, il Grifo ha rialzato la testa e contro tutto e tutti è riuscito a spiegare le sue ali nel calcio che conta.
Dimenticare i trascorsi sarebbe impossibile, ma ciò che va ricordato è l’inizio del grande cammino dei grifoni, nel 2010, dalla Serie D, al calcio Professionistico, fino alla tanto agognata Serie B: una grandissima cavalcata dal fallimento alla gloria.

Non è facile riuscire a spiegare la grande gioia provata quel giorno, un pieno sfogo delle delusioni accumulate, delle derisioni e della rivincita su quei personaggi che si sono permessi di infangare il nome del Perugia Calcio.
Il timore di una nuova sconfitta mi riempiva il cuore, tanto da non riuscire a rimanere a letto. Partii da casa prima delle 9, così da essere al “Curi” tra una dei primi. Il clima rispecchiava il mio stato d’animo, una giornata nuvolosa e ventosa e non particolarmente primaverile. L’attesa sembrava infinita e l’ansia stava lacerando il mio stomaco.
All’apertura dei cancelli mi precipitai dentro lo stadio che si riempi in meno di due ore, nella mia breve vita da tifosa non avevo mai assistito a un Curi così: la città si era riversata sugli spalti e non era entrata una persona che non avesse addosso qualcosa di biancorosso.
Coreografia, inno e formazione passarono veloci insieme al vento, la partita era iniziata e non ne avevo ancora la cognizione.
La tensione si poteva percepire tra i tifosi, in campo, sulle panchine e in tutta Perugia.
Come un lampo, al 18° minuto, il numero 7 Marco Moscati, riesce a concludere in rete il pallone della promozione con un potente tiro di destro e lo stadio esplode. Tutto intorno a me era in subbuglio, ma io non riuscivo a muovermi e neanche a parlare, tanta era la sorpresa.
Da lì agli ultimi minuti rimasi come impietrita con la paura che saliva al solo pensiero di fallire negli ultimi istanti della gara (come successo in passato del resto), ma eravamo quasi al traguardo e tutto lo stadio gridava “Serie B! Serie B!..”
Il triplice fischio non arrivava mai e so per certo che nessuno lo abbia sentito, tranne i giocatori, che all’improvviso cominciarono a correre sotto la Nord: senza che me ne accorgessi, le lacrime avevano cominciato a rigarmi il viso e per la prima volta, in quello stadio, furono di gioia.”

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Vive a Perugia, ma studia presso la facoltà di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell'Università di Siena. Appassionata di letteratura, sport e grande sostenitrice del Perugia Calcio.