Alessandro Fabbro ad Albarsport.com: “Grandi emozioni ad Avellino”

Maggio 2013: guidato da Massimo Rastelli, l’Avellino vince il campionato di Lega Pro passando alla Serie B. Tra i ragazzi biancoverdi che hanno vissuto questa favolosa esperienza c’è anche Alessandro Fabbro, ex difensore della squadra irpina, che ai microfoni di Albarsport.com ha ricordato le sue tre stagioni passate in quel di Avellino.

Di seguito, l’intervista integrale all’ex Lupo.

Sei arrivato nel 2012 ad Avellino, proprio nell’anno in cui la squadra è riuscita a vincere il campionato di Lega Pro. Conoscendo il clima che si vive negli spogliatoi biancoverdi, come hai visto questo periodo negativo per l’Avellino?

«Dopo tre stagioni passate con l’US Avellino ovviamente mi è dispiaciuto molto, sia per la gente sia per i ragazzi che già conoscevo e con i quali ho passato dei bellissimi anni. Per ogni squadra, in una stagione vi sono alti e bassi e per l’Avellino quella di quest’anno è stata una stagione piena di bassi. Tutto ciò non è piacevole per una piazza che era arrivata a fare davvero bene e ad un passo dagli aspirati traguardi. Ma alla fine sono cose che nel calcio capitano; ci vuole sempre un pizzico di fortuna».

In seguito ad un’ulteriore e pesante sconfitta, questa volta contro il Trapani, la società ha deciso di richiamare Tesser ed esonerare Marcolin. Tu come hai valutato la precedente decisione della società di esonerare Tesser? Allenatore con il quale l’Avellino era comunque ad un passo dalla zona play-off…

«Se la società aveva preso questa decisione allora vuol dire che avevano pensato di poter fare di meglio. Ai miei occhi Tesser aveva fatto un grandissimo lavoro, ma bisogna sempre vedere quali erano i progetti iniziali concordati tra lui e la società. Chi non vive personalmente lo spogliatoio non può giudicare più di tanto le decisioni che vengono prese. L’Avellino usciva da due grandi anni con Rastelli e sicuramente non sarebbe stato facile per alcun allenatore ripartire senza conoscere l’ambiente, ma Tesser ha fatto davvero un ottimo lavoro».

C’è stato un periodo di circa un mese in cui vi erano contestazioni settimanali da parte dei tifosi proprio perché l’Avellino portava a casa più sconfitte che punti. Si era creata quasi una sorta di frattura tra i tifosi e la squadra. Da giocatore, cosa pensi si sia rotto? 

«Posso immaginare che i tifosi si aspettassero qualcosa in più da quelli che erano stati i programmi iniziali. Ovviamente si pensava di fare addirittura meglio rispetto agli anni precedenti ed arrivare a livelli più alti; le aspettative erano di sicuro maggiori. Magari il popolo avellinese si aspettava di più da quelli che sono i giocatori da sempre amati; per Gigi c’è sempre stato un grandissimo rispetto, è eccezionale ed è un calciatore fantastico della Serie B. E’ un mio compagno e sono rimasto davvero dispiaciuto nel sentire delle contestazioni».

C’è un episodio che ricordi particolarmente delle tue stagioni passate ad Avellino?

«Di episodi ce ne sono davvero tanti; dalle emozioni della serie C1 fino all’ultima partita sfortunata di Bologna. Ovviamente ci sono stati momenti sia positivi che negativi, ma tutti hanno contribuito a riempire un bagaglio importante sia per la mia carriera che per la mia stessa vita. Tutto questo grazie all’affetto della gente di Avellino che mi ha fatto vivere davvero tante emozioni».

E tu come stai vivendo questo nuovo percorso con la Lupa Roma? E, per quanto possibile mi sia chiederlo, quali sono i progetti per il prossimo anno?

«Sono ripartito tardi perché purtroppo non ho trovato subito una sistemazione valida ed ho rinunciato a tutto. Ho deciso di venire alla Lupa Roma non pensando principalmente alla mia carriera calcistica, quanto per fare un’esperienza di vita nella città di Roma e soprattutto per ricaricarmi anche dalla delusione di non essere rimasto ad Avellino, dove penso di aver dato davvero il massimo. Calcisticamente parlando, questa stagione non è stata delle migliori, ma non mi pento di nulla. Per quanto riguarda il prossimo anno, è ancora presto per parlarne».

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Classe '96. Studentessa in Scienze della Comunicazione, appassionata di giornalismo, viaggi e da sempre grande amante di calcio e dell'Irpinia.