Allegri a Il Corriere dello Sport: “Dobbiamo migliorare nel gioco, Kean ragazzo fortissimo”

L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, ha concesso un’intervista al Corriere dello Sport, in cui ha ricordato, innanzitutto, il difficile impatto con il mondo bianconero, che non lo aveva accolto nel migliore dei modi: “La situazione non era facile. C’era stato il cambio di allenatore dopo 1 settimana di ritiro, ma ero sereno, perché sapevo che avrei trovato una grande squadra. Quando ho firmato il contratto per la prima volta con questa società, chiesi di inserire un bonus per la Champions, mi diedero del matto, ma invece siamo arrivati in finale”.

Il tecnico livornese è poi tornato sul presente, parlando degli obiettivi stagionali: Siamo i favoriti per la vittoria dello scudetto, che sarebbe il sesto consecutivo, e così raggiungeremmo un traguardo storico. Vogliamo vincere anche la Supercoppa e la Coppa Italia. Non sarà facile, ma dobbiamo provarci. Per la Champions, ora affrontiamo il Lione per la qualificazione, in una doppia sfida che sa di eliminazione diretta. Ma sono fiducioso, ho un’ottima squadra, ma sappiamo di dover migliorare nel gioco”.

L’ex guida tecnica di Milan e Cagliari ha ripercorso anche i suoi primi passi con il pallone tra i piedi: “Ricordo che la prima volta che ho giocato avevo 9 anni. Un mio amico più grande mi disse che, se volevo giocare, dovevo dire di voler giocare come terzino, ruolo che nessuno voleva fare. Poi il mister mi mise davanti alla difesa. I miei mi seguiano quando giocavo e l’anno scorso, dopo avermi visto in tv, mia madre mi chiamò per dirmi di non urlare troppo, altrimenti mi sarei sentito male”.

A crescere, però, non sono stati solo i giocatori, ma anche lo stesso Allegri: “Quando ero calciatore, non avevo la testa giusta, ma quello che ho fatto sul campo l’ho usato da allenatore. I dati dicono che i migliori allenatori sono gli ex centrocampisti. Il centrocampista sta nel cuore del gioco, partecipa a tutte le fasi, conosce le fasi di attacco, di difesa e, più di tutto, quelle di impostazione del gioco. Il bravo allenatore è quello che fa meno danni. Devi saper interpretare la partita, prepararla bene e fare i cambi giusti. Un buon allenatore deve saper insegnare calcio, e bisogna prestar attenzione ad alimentazione e psicologia. Io parlo con i miei giocatori, anche individualmente. Ridare motivi ad un giocare in crisi è uno dei compiti più difficili. Io difendo sempre i miei giocatori”.

Il calciomercato ha rivoluzionato l’organico a disposizione del trainer toscano: “Abbiamo cambiato 16 giocatori in 2 anni, ma non siamo spaventati. La società ha acquistato 6 grandi giocatori che, come ho fatto con Dybala l’anno scorso, devo far inserire nel modo migliore”.

Molti allenatori criticano l’eccessiva durata della sessione estiva di mercato: “Credo sia sbagliato che il mercato duri così tanto. Deve essere chiuso il 15 luglio, cosicché durante il ritiro e il precampionato i giocatori siano tranquilli e gli allenatori possano impostare la squadra con i giocatori che già ci sono. Ciò va contro il livello tecnico del nostro calcio e le conseguenze si vedono nei risultati delle nostre squadre nei turni preliminari delle coppe europee. Il mercato di gennaio, poi, dovrebbe essere anticipato a novembre, per dare serenità ai ragazzi”.

Il miglior giocatore capitato sotto la sua ala?Seedorf è il miglior giocatore che abbia mai allenato, ma ho avuto tanti campioni. Per me, il miglior allenatore del mondo è quello che vince di più, per questo dico Ancelotti e Guardiola. Non c’è un solo metodo per allenare bene e vincere tanto. Ci sono allenatori che preparano bene le partite e le perdono, e altri a cui capita il contrario”.

Discorso giovani sempre attuale: “I migliori giovani italiani sono Donnarumma, Romagnoli, Rugani, Locatelli, Pellegrini, Berardi. I nati nella seconda metà degli anni 90 giocheranno, dopo i mondiali 2022, in una nazionale fortissima. Kean? E’ veramente forte. In attacco siamo messi bene, ma si è meritato una chiamata in prima squadra”.