Analisi Avellino-Brescia 1-1, un punto che fa ben sperare

Nella serata di sabato è cominciata la Serie B anche per l’Avellino Calcio: debutto delicatissimo a causa del turbolento mese di agosto, caratterizzato dalla disfatta di Bassano, che ha sancito l’eliminazione dei lupi dalla Coppa Italia, dal rumoroso pareggio nel test di Lioni con la Vultur Rionero ed, infine, dalla vittoria in amichevole col Cosenza, che ha inaugurato il manto erboso del Partenio e ha visto concretizzarsi la prima vera contestazione stagionale della Curva Sud.

L’Avellino, nella sua seconda uscita ufficiale, ha ben figurato davanti al proprio pubblico con una prestazione di grande corsa e sacrificio. Mimmo Toscano ha cambiato le carte in tavola, rinunciando al 3-4-3 e passando al 3-5-2, con diverse novità fra i titolari: la prima riguarda l’estremo difensore perché, a scendere in campo, è stato Boris Radunovic, che ha vinto il ballottaggio con Frattali ed è stato protetto da una robusta difesa a tre composta da Donkor, Biraschi e Diallo, orfani dell’esperto Gonzalez; a centrocampo Belloni e Asmah hanno spinto n maniera convincente sulle fasce, forti del lavoro in fase di copertura di capitan D’Angelo, Omeonga e l’ultimo arrivato Lasik, bravo anche nell’impostare la manovra biancoverde. In attacco pochi dubbi, almeno per il momento, con la coppia Mokulu-Castaldo chiamata a trascinare gli irpini in questo campionato.

Dopo le tante polemiche che hanno accompagnato l’estate avellinese, finalmente i tifosi hanno potuto apprezzare una squadra grintosa, che ha lottato su ogni pallone e che ha lanciato segnali molto positivi per il campionato che verrà. Siamo alla prima giornata, ed è impossibile esprimere giudizi precisi, ma ciò che traspare è un Avellino pronto, in particolare, dal punto di vista atletico; i ragazzi di Toscano hanno corso per novanta minuti, mettendo in campo tutto l’impegno e tutti i mezzi a loro disposizione.

Procedendo con ordine, si potrebbe giudicare sufficiente la prova del portiere Radunovic, se non fosse per il piazzamento parzialmente sbagliato della barriera in occasione del gol di Caracciolo. Ottima la prova dei tre di difesa, tra i quali ad emergere è stato senza dubbio Davide Biraschi, sempre puntuale e preciso negli interventi, ma ora pronto a vivere una nuova esperienza con la maglia del Genoa; Donkor e Diallo, nonostante l’espulsione di quest’ultimo nel finale, sono stati attenti e concentrati nel complesso, amministrando gli attacchi del Brescia senza troppi problemi.

Superba la prova di Niccolò Belloni sulla destra, che ha fatto il solco sulla corsia di competenza, creando diverse grane ai difensori bresciani e dimostrando grandissima personalità. In spolvero anche Lasik e Omeonga, brillanti nel primo tempo e calati leggermente di intensità nel secondo. Sono finiti gli aggettivi per il capitano Angelo D’Angelo: il solito guerriero non molla un centimetro, si danna ed incarna alla perfezione lo spirito di questa squadra. A sinistra, da sottolineare la prova di Asmah; il ragazzo, proveniente dall’Atalanta, ha dimostrato di avere una velocità impressionante che, con il tempo, dovrà imparare a sfruttare sempre meglio.

In avanti, come sempre generoso Benjamin Mokulu, che fa a sportellate per tutta la partita e serve l’assist per il gol del pareggio. Infine c’è lui. Nel bene e nel male, c’è sempre Gigi Castaldo, che anche stavolta ci mette lo zampino e dà vita ad una prestazione di livello elevato.

Insomma, Toscano può dormire sonni tranquilli e guardare alle prossime partite con più serenità. La squadra sembra ritrovata, la risposta del pubblico è stata encomiabile ed inoltre c’è ancora qualche giorno di mercato per cercare di limare ancor più questo Avellino e, chissà, per piazzare il colpo che possa portare grande entusiasmo in città. L’etica da portare avanti è sempre la stessa, ovvero quella del sacrificio e del duro lavoro, per portare a casa il dichiarato obiettivo stagionale della salvezza.

Adesso testa al posticipo di domenica pomeriggio, che vedrà i lupi impegnati nell’insidiosissima trasferta di Chiavari contro la Virtus Entella. Si riparte con maggiore fiducia, con consapevolezza nei propri mezzi e con lo stesso amore incondizionato dei tifosi per questa maglia e per questi colori.

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Francesco Rosa, 20 anni, è un ragazzo di Avellino, attuale studente di giurisprudenza, con una immensa passione per lo sport, in particolare per il calcio; è legatissimo alla squadra della sua città e a quella del suo paese.