Analisi Avellino-Trapani 0-0: Lupo, hai perso il vizio del gol?

Dopo la bruttissima battuta d’arresto di Chiavari, tutti i tifosi dell’Avellino si aspettavano una reazione da parte della squadra contro il Trapani, che avrebbe dovuto portare alla prima vittoria stagionale. Sì, la prima vittoria stagionale. Perché il dato preoccupante è racchiuso proprio in queste parole. I lupi, nelle prime quattro uscite ufficiali, compresa la partita di Bassano del Grappa in Coppa Italia, non hanno ancora portato a casa bottino pieno, incassando quattro gol e, soprattutto, segnandone soltanto uno.

Lo scetticismo avvertito intorno all’Avellino durante questa estate si conferma e, soprattutto, a questo punto la ragione sembra essere dei tifosi più critici. Considerando la gestione di Massimo Rastelli e quella di Attilio Tesser, questa è la partenza peggiore degli ultimi tre anni per i lupi; dopo i preoccupanti segnali di Chiavari, che avevano fatto accendere più di un campanello di allarme, la compagine biancoverde conferma di avere svariati problemi, soprattutto dal punto di vista tattico.

Dopo il pareggio di sabato contro la formazione siciliana, la domanda che sorge spontanea è la seguente: due punti persi o uno guadagnato? In campo si è visto un Avellino solido e ordinato dal punto di vista difensivo, ma disorganizzato e sterile davanti. Spesso sconclusionate le trame offensive dei giocatori biancoverdi, che hanno creato alcuni pericoli alla retroguardia granata soltanto con pochi lanci lunghi. Non si può definire avvolgente la manovra dell’Avellino proprio perché il centrocampo sembra non parteciparvi così attivamente. Buona la prova della difesa, ma il Trapani, privo di molti dei suoi pezzi pregiati, ha avuto le sue chances, confermandosi una delle squadre più insidiose del campionato e, soprattutto, bestia nera dei lupi. Tirando le somme, il punto di sabato è assolutamente guadagnato, ma è giusto aspettarsi di più da questi uomini, che, come abbiamo già detto più volte, sembrano ancora in cerca di una precisa identità.

Analizzando il match e le prove dei singoli, ottima la prova del portiere Radunovic, che si riprende il posto da titolare ed è protagonista nel finale con una parata che tiene a galla l’Avellino. Sospiro di sollievo per la difesa, che dopo l’insufficiente prestazione di Chiavari, si riscatta. Il rientrante Diallo è duro e irruento nei contrasti, ma la sua foga è frutto indubbiamente di una buona personalità e di una gran voglia di fare; Gonzalez si conferma sempre più leader del pacchetto arretrato con una prestazione da protagonista, mentre la nota più lieta è certamente l’arrivo di Berat Djimsiti, che si presenta nel migliore dei modi al pubblico del “Partenio-Lombardi”, trasmettendo sicurezza ai compagni con una prova rocciosa.

A centrocampo le cose vanno diversamente. Dopo le due brillanti prove con Brescia e Virtus Entella, cala Niccolò Belloni, che non riesce a scandagliare la difesa avversaria con i suoi dribbling; sembra dover ancora smaltire i carichi pesanti Gavazzi, apparso fuori forma e non al centro del gioco biancoverde; male Paghera e Lasik che non riescono a mettere ordine in mezzo al campo e a dare il loro contributo. Senza infamia e senza lode il debutto di Luca Crecco, che corre e si danna per tutta la partita.

Non convince il tandem Castaldo-Ardemagni: sono infimi i pericoli creati e il gioco espresso è di scarso livello. Da due attaccanti così ci si aspetta molto di più. Il peso dell’attacco biancoverde ricade soprattutto sui due bomber, che nella partita di sabato non sono stati in grado di reggerlo. Solo venti minuti per Daniele Verde, il giocatore che i sostenitori irpini richiedono a gran voce tra i titolari, e che chiaramente non riesce ad esprimere il suo potenziale appieno.

Sono passate solo tre giornate e non sappiamo cosa aspettarci da questo campionato, ma soprattutto da questo Avellino; è ancora presto per disperarsi perché il tempo per fare bene c’è, ma è lecito veder sorgere qualche dubbio. Nemmeno la spinta dell’encomiabile Curva Sud ha scosso l’undici avellinese, che negli ultimi minuti di gioco con il Trapani ha dato impressione di accontentarsi di uno scialbo pareggio, di non avere quella grinta da lupi che ha sempre contraddistinto chi ha indossato la maglia del Lupo.

Il gioco scarseggia e Toscano ha la responsabilità di dare un segnale alla squadra e all’ambiente. Che sia 3-4-3, che sia 3-5-2, ciò che tutti attendono è una prova di orgoglio, già a partire dalla complicatissima trasferta di Verona, che ha perso punti per strada nelle infuocate trasferte di Salerno e Benevento.

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Francesco Rosa, 20 anni, è un ragazzo di Avellino, attuale studente di giurisprudenza, con una immensa passione per lo sport, in particolare per il calcio; è legatissimo alla squadra della sua città e a quella del suo paese.