Analisi Avellino-Trapani 1-3: Vicolo Cieco

Lo spettacolo andato in scena ieri al Partenio è stato quanto di peggio ci si potesse aspettare. Non solo l’Avellino ha perso, lo ha fatto nel peggior modo possibile: senza combattere. La sensazione è che la squadra sia in uno stato completamente anarchico, con gli uomini spogliatoio non più in grado di trascinare gli altri e che, anzi, si fanno tirare giù al livello dei più disinteressati.

La mediocrità non è più una sensazione

Questa rosa è mediocre. Per me questa non è più una sensazione, è una certezza. Non c’è modulo che regga, non c’è continuità che giovi, l’unica certezza quando scende in campo l’Avellino quest’anno è che, più prima che poi, la difesa verrà bucata, il centrocampo inizierà a ristagnare e gli attaccanti si troveranno 30 metri più avanti rispetto al resto della squadra. Il classico “palla lunga e pedalare” impallidisce dinanzi al gioco espresso dai biancoverdi, lo storico “catenaccio” di Mondonichiana memoria altro non è, tristemente, che un’ambizione. Faccio addirittura fatica a parlare dei cross dalla trequarti che ogni partita il pubblico del Partenio è costretto a sorbirsi. L’unica verità è che i giocatori non sono adatti e che nessuno riuscirebbe a farli sembrare un po’ più decenti di così. Ah, a proposito. Non è che io fossi un fan di Tesser, tutt’altro, ma vedendo questo disastroso Avellino di queste ultime giornate una domanda mi è balenata per la testa: Non è che il buon vecchio Attilio, piuttosto che il problema, fosse un valore aggiunto per questa squadra? La risposta non la conosco e il mio pensiero sul tecnico ex Novara rimane lo stesso, ma il beneficio del dubbio non si nega a nessuno. A voi le conclusioni.

Il vicolo cieco

Poste queste condizioni e accettate le conseguenze di quello che si è scritto, ora bisogna trovare le soluzioni. E questa è la parte peggiore. Non solo all’orizzonte non si intravede uno straccio di possibilità per questa squadra, ma anche la situazione-tecnico appare quanto meno oscura. Vorrei non soffermarmi ancora su questa, per me e spero per tutti, nebulosa figura di Marcolin che fino ad ora è riuscito solo a mostrarci il numero di moduli che conosce e quanto, invece, poco capisca i giocatori, ma devo. L’ennesima formazione sbagliata, l’ennesimo cambio di uomini, gli ennesimi cambi improvvisati, lo rendono assolutamente indifendibile. Passi il cambio che ha visto entrare in campo Pucino, perchè ormai la partita era andata e la testa anche, ma quello nel quale si sono avvicendati Mokulu e Tavano proprio no. In primis sul 2-0 l’utilità di togliere il centravanti per inserire un giocatore brevilineo non ha spiegazione logica, in secundis decidere di rimanere a cinque dietro dovendo recuperare quel gap mi fa pensare che l’unico scopo fosse quello di non andar via con un parziale troppo pesante.

Ora, stanti l’incapacità di questo tecnico e la scelta di questa mattina della società che ha optato per il ritorno di Tesser, il futuro rimane avvolto nell’ombra e difficile da decifrare. Se vogliamo prendere per vere le parole di Taccone degli scorsi giorni che aveva reso noto come i giocatori avessero chiesto di non accettare le dimissioni di Marcolin, allora dobbiamo anche domandarci quale fosse il motivo. Qualcuno ha, ingenuamente, pensato che fosse per quello che l’ex commentatore di Sky stava dando alla squadra, ed è stato prontamente smentito dalla prestazione di ieri sera; la mia verità, che proprio perchè mia è contestabile, è che probabilmente lo spogliatoio non volesse di nuovo Tesser. Se volete credermi, e non voglio farlo neanche io statene certi, allora questa squadra è davvero in un vicolo cieco. Spero di essere smentito da quella persona seria e professionale che è Attilio Tesser il quale non meritava questo trattamento, aldilà delle competenze tecniche e dei giudizi personali.

Post scriptum

Mi ero permesso, qualche settimana fa, di criticare i tifosi per il loro atteggiamento nei confronti di Castaldo e della squadra. Oggi faccio un passo indietro, non perchè abbia cambiato idea su quell’episodio ma perchè ieri, con la squadra in balia della più in forma delle squadre della serie cadetta, delle proprie lotte interne e del proprio livello tecnico mediamente basso, la curva non ha mai smesso di cantare e di sostenere la squadra, evitando contestazioni sterili e cercando di destare i propri beniamini da questo stato catatonico in cui sono caduti. Chapeau, questo è, a mio modesto parere, essere veri Tifosi (con la T maiuscola).

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