Analisi Perugia-Avellino 3-0: Lupo divorato dal Grifo, Toscano sulla graticola

Non c’è molto da aggiungere. Il risultato parla chiaro. L’Avellino paga dazio anche al Curi di Perugia, dal quale esce con le ossa rotte sotto qualsiasi punto di vista. Sono passate otto partite, non più poche per esprimere qualche considerazione.

All’inizio del campionato si era detto di aspettare, che il vero Avellino sarebbe venuto fuori con il tempo ma, arrivati a questo punto, le prestazioni parlano chiaro, i campanelli d’allarme cominciano ad accumularsi e, soprattutto, ad essere sempre più preoccupanti. Otto partite rappresentano una porzione di stagione non indifferente. Basti pensare che su 24 punti a disposizione, l’Avellino ne ha messi 6 sul tabellino della classifica: è arrivata la quarta sconfitta dell’annata 2016-17 (la quinta se consideriamo l’imbarazzante prestazione di Bassano del Grappa in Coppa Italia), i gol fatti sono sempre meno (5), quelli subiti sempre di più (12).

L’unica vittoria centrata dai Lupi, la scorsa settimana contro la Pro Vercelli, aveva portato una leggera ventata di speranza, “cancellata” immediatamente dall’inguardabile prestazione di Perugia. Tuttavia, anche il punteggio pieno ottenuto contro i piemontesi aveva lasciato luci e ombre, dal momento che la partita era stata decisa da episodi favorevoli e la difesa era apparsa distratta e poco concentrata in occasione dei due gol subiti. Ombre e impressioni poco positive confermate in quel di Perugia. A questo punto nemmeno i pareggi ottenuti con Vicenza e Trapani si possono considerare positivi, considerando che sono proprio le due compagini appaiate in fondo alla classifica in compagnia dell’Avellino. I numeri parlano chiaro, ma a dare un minimo di speranza è la classifica ancora molto corta e il tasso tecnico delle dirette concorrenti, non poi così elevato rispetto a quello dei biancoverdi.

Andando ad analizzare la sconfitta in terra umbra, il migliore in campo dei lupi è Pierluigi Frattali. Il portiere romano rileva Radunovic, impegnato con la Nazionale, ed evita l’imbarcata: nonostante i tre gol subiti, sui quali non ha nessuna colpa, effettua due parate importanti che non consentono ai padroni di casa di trasformare un risultato rotondo in goleada. La difesa, partita dopo partita, appare sempre più deconcentrata, sempre più in balia degli avversari: il trio Gonzalez-Jidayi-Diallo fa acqua da tutte le parti: il primo è sempre in ritardo, è lento e macchinoso nei movimenti e non dà nessun tipo di garanzia al pacchetto arretrato, di cui dovrebbe essere uno dei leader; Jidayi, chiamato a sostituire Djimsiti al centro della difesa, appare impacciato ed è responsabile, insieme al suo compagno di reparto uruguaiano, del terzo gol di Di Carmine; ancor di più lo è Diallo, in occasione dei primi due gol dei biancorossi. Il centrale classe ’97 si fa sovrastare da Monaco, e consente di girarsi a Di Carmine, al quale vanno grandi meriti per aver segnato praticamente da terra.

Al di là della difesa, ciò che preoccupa alla stessa maniera è il centrocampo: male Belloni ed Asmah che non riescono quasi mai a saltare l’uomo. In mezzo al campo, in totale confusione D’Angelo e Omeonga, che commettono anche errori grossolani. Soumarè, nonostante i suoi palesi limiti, è l’unico che prova a creare occasioni da gol con qualche tentativo da fuori. L’ingresso del rientrante Lasik non dà i frutti sperati.

In avanti le cose non vanno meglio: Ardemagni lascia il campo per infortunio, ma per un tempo intero non vede il pallone. L’uscita dal campo dell’ex di turno lascia l’attacco dell’Avellino privo di qualsiasi peso proprio come i suoi due compagni Verde e Camara, entrato al posto del centravanti milanese. I due fantasisti irpini, incapaci di avventarsi sui lanci lunghi provenienti dalla difesa, vengono divorati dalla retroguardia del Perugia, che deve solo amministrare il netto vantaggio maturato già dopo la mezz’ora della prima frazione di gioco.

Le colpe dell’ennesima debacle vanno dilazionate ed attribuite a tutti. In primis, però, a mister Mimmo Toscano, che dopo otto partite non ha ancora trovato la quadratura del cerchio e, soprattutto, fatica a trovare una continuità di risultati. La squadra gioca male e, ad ogni partita, si riscontrano svariati problemi in ogni reparto. Come se non bastasse, ci si mette anche la sfortuna; i Lupi, infatti, sono privi di molti giocatori per infortunio, ma il tempo delle scuse e delle giustificazioni è finito. Non si può più aspettare il vero Avellino. Bisogna fare qualcosa ed in fretta, prima che sia troppo tardi. Forse è arrivato il momento che la società si faccia qualche domanda, perché questi risultati e queste prestazioni non sono assolutamente degni del nome e della tifoseria dell’Avellino. L’unico encomio da fare, in una situazione così drammatica, è per i numerosissimi tifosi biancoverdi che, nonostante tutto, dimostrano costantemente il loro amore per questa maglia e per questa città.

Il prossimo turno di campionato vedrà i Lupi impegnati contro lo Spezia di Mimmo Di Carlo, avversario ostico e attrezzato contro il quale l’Avellino dovrà reagire in maniera concreta sotto tutti i punti di vista. Partita che sa, proprio come quella contro la Pro Vercelli, di ultima spiaggia per il tecnico calabrese, che dovrà preparare al meglio la partita del Partenio e cercare di tappare tutti i buchi creati dagli svariati infortuni.

Potrebbero interessarti:

L’Analisi di Rino Scioscia post Perugia-Avellino

Gonzalez a Contatto Sport: “A Perugia abbiamo perso tutti”

About Francesco Rosa 50 Articoli
Francesco Rosa, 20 anni, è un ragazzo di Avellino, attuale studente di giurisprudenza, con una immensa passione per lo sport, in particolare per il calcio; è legatissimo alla squadra della sua città e a quella del suo paese.