Antonio Iannuzzi ad albarsport.com: “Emozione tornare al PalaDelMauro”

fonte foto: orlandinabasket.it

L’intervista ad Antonio Iannuzzi, cestista della Betaland Capo d’Orlando: “Un’emozione giocare in Serie A. Il mio obiettivo è migliorare sempre di più”.

Rivelazione della prima metà di regular season nella Serie A 2016/17, la Betaland Capo d’Orlando si accinge a consolidare un posto per la qualificazione alle prossime Final Eight 2017, in programma a Rimini dal 17 al 19 febbraio. Tra i protagonisti di questo grande avvio di campionato, spicca sicuramente Antonio Iannuzzi, alla sua prima stagione in massima serie. Classe 1991, originario di Cesinali (in provincia di Avellino), Antonio ci racconta con immenso piacere le tappe fondamentali della sua carriera e ci svela i segreti dei recenti successi della compagine siciliana.

Ciao Antonio. Una grandissima vittoria contro Sassari che avvicina sempre più Capo d’Orlando alle prossime Final Eight.

Sì, è andata bene. Nei primi minuti di gara, Sassari aveva preparato bene il piano di partita e con i loro punti di forza ci hanno messo in seria difficoltà, arrivando persino a un vantaggio di quindici lunghezze. Poi, però, nella ripresa siamo riusciti a imporre il nostro gioco, fino a ribaltare l’esito dell’incontro. Sono rimasto molto sorpreso dalla nostra reazione e ora siamo sempre più vicini alla qualificazione alle Final Eight. E’ un campionato molto livellato, in cui ogni squadra cerca di fare affidamento sulle proprie potenzialità per cercare di raggiungere i propri obiettivi. Nessuna partita è scontata come sembra e noi stiamo dando la dimostrazione di ciò partita dopo partita. Nessuno si aspettava un inizio di stagione così brillante da parte nostra.

Sei sicuramente soddisfatto di quest’inizio di stagione. Qual è il segreto della rivelazione Capo d’Orlando?

Siamo un gruppo affiatato, ci piace giocare insieme, per la squadra, senza peccare di egoismo. Facciamo girare molto la palla e siamo tutti coinvolti nella partita. Personalmente, per me si tratta del primo campionato disputato in massima serie, ed è davvero emozionante giocare con stelle del calibro di Diener e Archie. Avere al fianco cestisti di questo calibro ti dà fiducia e tranquillità. Sicuramente ha influito anche questo fattore sulle mie ottime prestazioni negli ultimi tempi, oltre alle motivazioni e alla voglia di ottenere risultati eccellenti con tanto lavoro.

Torniamo un attimo indietro nel tempo: a soli 15 anni, dalla Scandone Avellino (dove hai mosso i primi passi), sei partito alla volta di Siena, all’epoca campione d’Italia e fucina di grandi talenti. Quali sono i ricordi e le sensazioni di quegli anni fantastici?

Ho vissuto sensazioni belle. Avevo un desiderio: quello di crescere professionalmente in uno dei settori giovanili più efficienti d’Italia, di fare del basket il mio lavoro. Sapevo che andando a Siena sarei potuto crescere molto sia come persona che come cestista. All’epoca non mi aspettavo una chiamata dalla Mens Sana e per me è stata una grandissima esperienza che mi ha formato davvero tanto.

E poi tantissime esperienze in seconda e terza serie, prima di arrivare in Serie A: quali sono le annate che ricordi con più affetto?

Con molta felicità, ricordo tutti gli anni che ho fatto: sono serviti per crescere ulteriormente sia dal punto di vista tecnico che umano. Soprattutto, però, rievoco con molto piacere la stagione 2011/12 vissuta a Ferentino, dove abbiamo ottenuto una storica promozione in Lega Due. Anche i successivi due anni a Matera sono stati per me bellissimi: peccato per la stagione 2012/13, dove il sogno promozione si è spento soltanto in finale. Ma, in generale, tutte le esperienze che ho vissuto da professionista sono state importanti per la mia carriera.

Torniamo al discorso campionato. Il prossimo 27 dicembre sarai ad Avellino per la sfida contro la Sidigas: quali saranno le emozioni che proverai nel ritornare al PalaDelMauro?

Sicuramente sarà per me un grande orgoglio tornare nel palazzetto dove ho iniziato a giocare a pallacanestro. Sono andato via dall’Irpinia a soli 15 anni, forse i tifosi biancoverdi di più recente data non si ricorderanno della mia storia, ma sarà senz’altro emozionante per me riabbracciare la mia famiglia e i miei amici nella terra dove sono cresciuto. Sono sicuro che anche per loro sarà motivo di orgoglio vedermi giocare al PalaDelMauro, da sempre caloroso e pronto a incitare la Scandone in qualsiasi momento.

Concludiamo l’intervista con una proiezione nel futuro: qual è il sogno che Antonio Iannuzzi insegue?

Non mi piace fare progetti a lungo termine, non saprei cosa aspettarmi. Il mio obiettivo è soltanto quello di migliorarmi partita dopo partita, anno dopo anno: solo così potrò meritarmi un’altra chance in Serie A. Sicuramente il sogno di ogni cestista è quello di giocare in Nazionale, in Eurolega o disputare un’Olimpiade, ma sarebbe sciocco dire “io voglio arrivare qui”, ora che sto avendo i primi approcci con la massima serie. Non voglio pensare a cosa potrà o vorrei potesse essere il prosieguo della mia carriera: troppe aspettative potrebbero far esaltare la situazione. Per ora voglio soltanto pensare a crescere sempre di più.

Intervista realizzata da Manuel Merolla