Avellino Calcio, dimenticare Bassano per crescere: ora tocca a Toscano

Smaltita, in parte, la delusione per la prima uscita ufficiale dell’Avellino Calcio 2016-17, è il momento di analizzare le lacune e i punti interrogativi destati dalla squadra di Mimmo Toscano contro il Bassano, in una partita che ha fatto dimenticare immediatamente quanto di buono fatto nel ritiro di Sturno.

Così come nella stagione 2015-16, il reparto che sembra vacillare di più al momento è, senza dubbio, la difesa. A confermare ciò sono i due gol incassati dall’undici biancoverde: due gol figli di distrazioni imperdonabili, imperdonabili per calciatori che, a breve distanza di tempo, dovranno cominciare un campionato di Serie B duro e logorante.

Di certo, dopo una sola partita, non è il momento di gettare la croce su squadra e allenatore, di esprimere giudizi affrettati, di abbattersi; forse, è il momento di riordinare le idee, di risolvere i problemi fisici e tattici, di restituire fiducia ed entusiasmo agli encomiabili tifosi, giunti numerosissimi al “Rino Mercante” nonostante l’inversione di campo per il ritardo registrato dai lavori per il cambio del manto erboso del “Partenio-Lombardi”.

Dopo l’eliminazione, sicuramente prematura, dalla Coppa Italia, ora bisogna dedicarsi esclusivamente al debutto in campionato con il Brescia. Una partita non decisiva, ma molto importante per una serie di fattori: innanzitutto perché rappresenta, in primo luogo, l’esordio in casa davanti a una cornice di pubblico non indifferente, e, in secondo luogo, la ghiotta occasione per cambiare rotta e dimenticare la bruciante sconfitta in terra veneta.

Una delle certezze venute a mancare è sicuramente il modulo propugnato da Mimmo Toscano durante quest’estate: l’allenatore calabrese, alla mezzora del primo tempo del match di Tim Cup, ha rivoluzionato tatticamente l’Avellino per via dell’infortunio di D’Attilio, passando dal 3-4-3 ad un 4-2-4 super offensivo e molto confuso, che ha lasciato più di un dubbio nella testa dei supporters irpini. Sorprendente è stata la scelta di schierare D’Attilio titolare sulla fascia destra, così come sarebbe sorprendente non veder arrivare nessuno dal mercato: il duo Taccone-De Vito, infatti, è chiamato a lavorare in entrata, perchè lo scacchiere dell’ex trainer della Ternana ha necessariamente bisogno di un centrocampista centrale e, probabilmente, di un tornante di ruolo, considerando che Gavazzi è ancora fuori per infortunio ed è adattato in quella posizione, e Belloni non è sembrato trovarsi a suo agio sulla linea mediana.

Insomma, è finito il tempo delle chiacchiere ed è arrivato il momento di lavorare duramente, perchè evidentemente i metodi del professor La Porta non sono bastati per cambiare marcia in mezzo al campo, almeno per adesso. Nessun alibi, nessuna giustificazione. La batosta del “Rino Mercante” lancia segnali preoccupanti, sui quali bisognerà riflettere per cercare di ripartire alla grande, con il piglio giusto e la grinta che contraddistingue chi indossa la maglia biancoverde.

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Francesco Rosa, 20 anni, è un ragazzo di Avellino, attuale studente di giurisprudenza, con una immensa passione per lo sport, in particolare per il calcio; è legatissimo alla squadra della sua città e a quella del suo paese.