Avellino Calcio, Enzo De Vito: “Volevamo i play-off”

Con un Avellino reduce dalla dolorosa sconfitta di sabato pomeriggio contro il Latina (3-0 per la squadra di casa), le critiche non sono di certo diminuite, sia riguardo la squadra poco reattiva ed aggressiva, sia sulla società, sottolineando soprattutto l’incapacità di quest’ultima per quanto riguarda il mercato di riparazione sbagliato e sul cambio tecnico non apprezzato dagli stessi tifosi. A questo proposito, Enzo De Vito in mattinata ha cercato di placare le ulteriori critiche venute fuori dagli animi dei tifosi irpini dopo l’ennesima figuraccia della squadra.

“E’ un periodo particolare per la squadra che ha bisogno di concentrarsi sul lavoro e guadagnare il prima possibile i punti per la salvezza. I ragazzi hanno bisogno di tranquillità, se ci sono delle responsabilità per questa situazione, sono mie e dei calciatori e di nessun altro. Ma vorrei ricordare a tutti che siamo dodicesimi in classifica, abbiamo 44 punti, – 8 dai play-off e + 7 dai play-out, e mi sembra si sia celebrando un funerale. A Latina abbiamo fatto una prestazione vergognosa, ma insieme a quella di Novara è stata l’unica partita in cui abbiamo dimostrato di non riuscire a tenere il campo. Con tutte le altre squadre a prescindere dal risultato siamo usciti sempre a testa alta”.

“Anche lo scorso anno – continua De Vito – dopo il pareggio di Varese nello stesso periodo ci si era scagliati contro la vecchia guardia. Io dico solo che non bisogna dare giudizi affrettati perché il campionato non è ancora finito. La sconfitta di Latina per me resta un episodio singolare, dovuto anche a degli avvenimenti singolari che solo chi è in malafede non vuol vedere. Il tecnico ha dovuto effettuare due sostituzioni per infortunio dopo neanche mezzora di gioco. La gara è stata condizionata e comunque fino al gol di Boakye siamo  stati in partita. Dobbiamo cacciare gli attributi, ma ribadisco, Latina resta un episodio”.

De Vito riapre inoltre il capitolo Tesser (secondo alcuni ancora da chiudere definitivamente) “Tesser è ancora un dipendente dell’Avellino ne parleremo più avanti del suo esonero, abbiamo sfoltito la rosa e questo è un merito. Lo scorso anno sono arrivati Mokulu (chi era? Domanda il ds) e Trotta. In questa piazza sono passati calciatori come Bittante, Izzo, Zappacosta, Thiam per citarne alcuni. Quest’anno ci sono tre calciatori pronti per la serie A. Il tempo dà ragione a chi ce l’ha e viceversa. Aspetterei e valuterei prima di dare giudizi. Ho ancora due anni di contratto, ma a giugno ci incontreremo e valuteremo il mio operato e tireremo le somme. Dopo Rastelli abbiamo iniziato un altro ciclo, con l’esonero di Tesser abbiamo parlato di mini fallimento perchè volevamo spronare la squadra, evitare l’appiattimento, dare obiettivi ad una stagione che rischia di diventare inutile. Il nostro obiettivo quest’anno era confermare i play-off, ma non si può parlare di fallimento dopo tutto quello che abbiamo fatto. Abbiamo preso undici pali, sbagliato qualche rigore in più. Ecco quest’anno possiamo dire che gli episodi non ci sono stati favorevoli”.   

Sul patron avellinese Walter Taccone, il direttore non nasconde il dispiacere: “Vederlo soffrire in questo modo mi dispiace perché noi sappiamo quanta passione e impegno ci mette nell’Avellino. Ci ha sempre messo la faccia in tutte le circostanze. E’ giunto il momento che io e la squadra ci mettessimo la faccia per quanto accaduto e d’ora in poi le vittorie che otterremo le dedicheremo a lui”.

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Classe '96. Laureanda in Scienze della Comunicazione, appassionata di giornalismo, viaggi e da sempre grande amante di calcio e dell'Irpinia.