Avellino-Pistoia 83-67: ultimo quarto stellare, ma che fatica!

La partita può essere ben riassunta dalle parole di coach Vincenzo Esposito: “trentadue minuti di buon basket sono stati buttati nel cesso con 8 minuti di pallacanestro scellerata”. Pistoia ha giocato bene, Avellino è stata sotto nel punteggio per gran parte della partita. Quando, però, i lupi hanno innalzato il livello del proprio gioco (soprattutto della difesa, con 7 recuperi nell’ultimo quarto), Pistoia è calata, non trovando più la via del canestro (3/11 dal campo nel quarto periodo, e ben 9 palle perse), non riuscendo più a stoppare difensivamente l’atletismo dei due esterni biancoverdi e l’ottima regia di Marques Green, dando vita al devastante parziale di 34-12 dell’ultima frazione.

La partita non era iniziata con le migliori premesse: l’assenza di Adonis Thomas avrebbe richiesto uno sforzo ulteriore agli esterni, e Andrea Zerini a mezzo servizio avrebbe “regalato” tanti minuti al 31enne Maarten Leunen, mentre dall’altra parte c’era la verve dei giovani di Pistoia da tenere a bada. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gli esterni ex-Alabama – per la prima volta insieme nello starting five – si prendono la scena: 22 per Randolph e 19 per Obasohan, con un PalaDelMauro incantato dalle loro giocate. Leunen, in campo per 33 minuti, si gestisce come solo un giocatore della sua esperienza può fare, chiudendo con 0 punti e un solo tiro dal campo, ma 10 rimbalzi e 4 assist. Al resto, ci pensa Marques Green: 10 punti, 7 assist e 6 recuperi, oltre alla solita, immensa leadership del floor general della Sidigas Avellino, pronto a rilevare un Ragland bravo a mantenere a galla la squadra, ma bisognoso di un po’ di panchina per evitare le solite forzature del talento di West Springfield. Il reparto lunghi, d’altra parte, sembra stia entrando in ritmo partita: ci sono ancora vari errori, ma – come già si sapeva – il materiale c’è, ed è ottimo. Mentre Fesenko semina il panico nell’area avversaria, subendo 9 falli, pur se servito poco dai compagni, Cusin chiude con 14 punti e 7/8 dal campo. Forse il primo, vero segnale dal lungo della Nazionale, che comunque avrà ancora da lavorare insieme al suo collega ucraino.

Riscattata, dunque, la sconfitta subita in terra milanese, si pensa già alla prossima partita: martedì si va in Serbia (ancora senza Thomas) ad affrontare il Mega Leks per il primo turno di FIBA Champions League. Squadra giovane (l’età media è di 21 anni), fisicamente ben messa, con la stella Rade Zagorac, classe 1995, selezionato allo scorso draft dai Boston Celtics (35esima scelta), che poi hanno scambiato i suoi diritti con i Memphis Grizzlies. La nuova avventura europea sta per avere inizio.

PAGELLE:
#0 Andrea Zerini s.v.: 7 minuti, giocati a mezzo servizio. Troppo poco per poter giudicare. Speriamo sia al 100% per la sfida di martedì.
#1 Joe Ragland 5.5: 15 punti (6/14 dal campo) e 5 assist. Gli va riconosciuto il merito di aver tenuto a galla la Sidigas. Tuttavia, si intestardisce troppo spesso, inizia a forzare e non sempre il suo talento riesce a tirarlo fuori da situazioni offensive ingarbugliate. È forse un po’ stanco, fisicamente e mentalmente: Leunen lo ferma mentre stava per attaccare bottone con Antonutti. I quasi 8 minuti di riposo nell’ultimo periodo potrebbero giovargli.
#4 Marques Green 9: 10 punti con 3/5 dal campo, 7 assist, 6 rimbalzi, per un 21 di valutazione e un +16 di plus-minus. 5 assist e 4 recuperi nel solo ultimo quarto, quello della svolta. Annichilisce i playmaker avversari, mette ordine in campo, fa divertire il pubblico. Grazie, capitano!
#10 Maarten Leunen 7: è chiamato ad un grande sforzo, data la scarsa forma di Zerini, e – come sempre – “Martino” risponde presente. Resta in campo 33 minuti, e gestisce al meglio le sue energie. Senza aver realizzato alcun canestro, chiude con 13 di valutazione e +18 di plus-minus. Inutile soffermarsi ancora sul valore del giocatore.
#12 Marco Cusin 6.5: si inizia pian piano a vedere il reale valore del lungo della nazionale italiana. Gioca più convinto, schiaccia, tira dalla media. Ancora non è al massimo, ma intanto chiude con 14 punti, con il plus-minus più alto della squadra (+20).
#19 Giovanni Severini s.v.: anche per lui 7 minuti, tra primo e secondo quarto, per far rifiatare il pacchetto esterni orfano di Adonis Thomas. Raccoglie anche 4 rimbalzi.
#20 Levi Randolph 7: 22 punti con 8/16 dal campo e 4 rimbalzi in 33 minuti di utilizzo. Fatica un po’ ad entrare in partita, ma poi inizia a macinare gioco, esplodendo definitivamente nell’ultimo periodo (10 punti segnati). Alcune scelte sono rivedibili, ma il giudizio non può che essere positivo. Continuasse sempre così!
#32 Retin Obasohan 8.5: perde mezzo punto per alcune scelte rivedibili in attacco. A volte forza, ma semplicemente perché sa che nessuno – in Italia – può fermare i suoi mezzi atletici. Come detto da Sacripanti, “siamo una squadra di energia e anche un po’ di ignoranza sportiva“. Esalta il pubblico avellinese con le sue giocate, vola da una parte all’altra del campo. Gran colpo da parte di Nicola Alberani. All-around player come pochi, segna 19 punti, raccoglie 6 rimbalzi, smazza 3 assist, subisce 7 falli e ruba 5 palloni. 28 di valutazione e +20 di plus-minus. What else?
#44 Kyrylo Fesenko 6: merita la sufficienza il big man ucraino, che fa a botte in area con i lunghi avversari, subisce 9 falli, prende bene posizione, ma non viene servito come si dovrebbe, quindi il tutto risulta quasi inutile. In difesa soffre i lunghi avversari, più mobili di lui. Sfruttare al meglio la fisicità di Fesenko potrebbe rivelarsi determinante per costruire le future vittorie dei biancoverdi.

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