Avellino – Reggio Emilia 74-72: Ragland allo scadere fa ripartire la Sidigas!

30 maggio, PalaBigi di Reggio Emilia, Gara-7 di semifinale scudetto. Contro una Grissin Bon trascinata dal duo lituano Kaukenas-Lavrinovic, i lupi devono arrendersi, nonostante la buona prestazione. La sfida che ha chiuso il campionato della Sidigas, lo riapre a distanza di quasi quattro mesi. Il palcoscenico è diverso, i protagonisti sono quasi gli stessi, la voglia è sempre la stessa.

Dopo i primi due quarti giocati praticamente alla pari, è Reggio Emilia a mettere la freccia, toccando addirittura il +9 (47-56) grazie al canestro di un ottimo Polonara nel finale di terzo quarto. Tocca poi a Levi Randolph, uno dei volti nuovi dello spogliatoio Sidigas, suonare la carica, segnando 8 punti all’inizio dell’ultimo periodo, prima che i senatori dessero la spallata finale alla Grissin Bon. Il finale, ormai, lo conosciamo tutti. Lo abbiamo visto decine di volte, ed ogni volta l’adrenalina sale sempre più. Un fallo dubbio su Polonara, sbilanciato da un Adonis Thomas poco furbo, il 2/2 di Polonair, e la tripla di Joe Ragland, che intanto andava già ad esultare.

Una piccola rivincita, che forse non cancellerà la sconfitta subita in Gara-7 qualche mese fa, ma che – almeno – lascia ben sperare per il futuro biancoverde. I senatori, ormai, li conosciamo; i volti nuovi, d’altra parte, fanno ben sperare. Levi Randolph, classe 1992, laureato in Marketing, dopo aver giocato per l’università dell’Alabama, è stato firmato dai Celtics lo scorso anno. Durante la preseason, viene mandato in DLeague, dove resta per tutto l’anno. Oggi, alla ricerca di palcoscenici importanti, si presenta con 16 punti (come detto, 8 a inizio ultimo quarto) partendo dalla panchina. Accanto a lui, il suo compagno di università, Retin Obasohan, belga classe 1993, nominato studente-atleta dell’anno, membro del miglior quintetto e del miglior quintetto difensivo della SouthEastern Conference. Atleta spaventoso, con tanta voglia di apprendere e stupide. Adonis Thomas, classe 1993 che, dopo aver firmato con i Detroit Pistons lo scorso anno, si fa male e resta fuori una stagione intera. Sarà la stagione del riscatto per lui. Non abbiamo l’esperienza dell’anno scorso, ma abbiamo l’atletismo, la fisicità e la strafottenza di questi tre giovani dalle belle speranze. Tre scommesse di Nicola Alberani.

Accanto a loro, l’esperienza e lo strapotere tecnico, mentale, fisico di Joe Ragland, dall’alto dei suoi 180 centimetri, che – se decide di giocare – diventa impossibile da bloccare. Come detto da Sacripanti, è nel momento migliore della sua carriera e – a quanto pare – ha capito di poter (e dover!) essere il leader di questa Sidigas. Nei momenti di difficoltà, si carica i suoi sulle spalle e li porta con sé. E poi Green, Leunen, Cusin, Zerini, Fesenko (che ieri non ha giocato per un problema alla caviglia). Un mix perfetto per divertirsi e far divertire. I tifosi sono pronti, la squadra lo sarà a breve.

Intanto, c’è una finale da giocare. L’ennesima rivincita. Stavolta, si deve tornare ancor più dietro nel tempo, fino alla finale di Coppa Italia. Avellino-Milano. La sfida, oggi, sarà più ardua: Milano ha speso tanto in estate… e sembra anche abbia speso bene. Sulla carta, ha un roster che potrebbe far bene anche in Europa, figurarsi in Italia. Ma, si sa, gli Avellinesi sono duri a morire, e siamo certi che i “senatori” abbiamo già impartito varie lezioni ai giovani su questo concetto. Magari sarà – ancora una volta – Milano a trionfare, ma la Sidigas venderà cara la pelle. E poi, usando una citazione inflazionata dell’ambiente cestistico, “nella partita secca può succedere di tutto”. Questo è il momento, dunque. Azzanniamoli.