Avellino-Reggio Emilia 97-54: asfaltata la Reggiana, è 2-2!

Dopo la splendida vittoria in Gara-3, era importante mandare un segnale forte alla Grissin Bon Reggio Emilia in vista del ritorno al PalaBigi per Gara-5. E i biancoverdi, a quanto pare, quel segnale l’hanno mandato: 97-54 per impattare la serie sul 2-2.

Sulla partita c’è ben poco da dire: dominata sotto ogni aspetto, dal primo al quarantesimo minuto, contro una Reggio Emilia che sembrava esser rimasta ad Ariano Irpino, dove ha scelto di stare in ritiro per preparare al meglio le due gare in trasferta. Reggio è sembrata molle nei primi minuti, mentre i biancoverdi erano più in palla che mai, travolgendo gli avversari fin dalle prime battute (30-10 il parziale alla fine del primo quarto). Le cifre parlano da sole: 125-28 la valutazione complessiva, 23-9 gli assist, 45-26 i rimbalzi, tirando con il 57.8% da due, il 52.6% da tre e il 93.8% ai liberi.

6 uomini – SEI – in doppia cifra, tutto il roster a referto ha messo piede in campo, permettendo così a Sacripanti di gestire al meglio il minutaggio dei suoi, e solo Parlato e Norcino – entrati nelle battute finali – non hanno messo a segno un canestro (anche per sfortuna, ammettiamolo). Le note più liete, a prescindere da ogni valutazione tecnica o tattica del caso, sono state le prestazioni di Green, Veikalas e Ongwae. Per i primi due, si sapeva, sarebbe stata solo questione di tempo; il terzo era un’incognita, buttato nella mischia in una delle gare più importanti della storia della Scandone, a causa dell’assenza di Acker per un grave lutto familiare.

Una Sidigas che, dopo aver superato il record per il massimo scarto inflitto nella sua storia e nella storia dei Playoffs italiani, non deve però rilassarsi. Domani si torna in campo al PalaBigi. I favoriti sono ancora i Reggiani, e il fattore campo è uno dei motivi principali. Serve l’ennesima impresa di questa Scandone. I 43 punti di distacco di Gara-4 non contano più nulla, ora si riparte dallo 0-0. O dal 2-2, se preferite. Lasciateci continuare a sognare in pace.

PAGELLE:
Ragland 7: 15 punti e tanta, tanta leadership, in una squadra in cui questa proprio non manca. Un giocatore d’altro livello, e lo dimostra con alcune giocate clamorose. Quando è concentrato, vederlo giocare è un piacere per gli occhi.
Green 7: 10 punti e 6 assist, con 4 palle perse. Si è definitivamente “svegliato”. Stavolta è lui a mettere in difficoltà Needham (che chiude con 3/8 al tiro e 5 palle perse), per poi “ubriacare” Della Valle, che può solo corrergli dietro in campo, sbeffeggiato dal pubblico.
Veikalas 7.5: finalmente si sblocca. Non segna ancora da oltre l’arco (0/3), ma chiude con 13 punti, 5 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi. Il +36 di plus-minus (più alto della squadra) la dice lunga sull’impatto avuto su questo match. Era importante, vista l’assenza di Acker, un suo sforzo maggiore, ed è arrivato. Welcome back, Benas!
Leunen 6: un po’ in ombra rispetto al solito, a causa dei tanti minuti concessi a Pini, e le ottime prestazioni di Buva e Cervi. Il +28 di plus-minus, però, secondo della squadra, fa chiaramente capire quanto sia importante questo giocatore, anche quando è “in ombra”. Leader silenzioso.
Ongwae 8: un voto in più perché era all’esordio stagionale. Kenyano, classe 1991, catapultato in una delle gare più importanti della storia della Sidigas. Dopo un inizio difficile, con tanto di fallo antisportivo commesso, e qualche difficoltà nella marcatura su Della Valle, si scrolla di dosso la pressione, si sblocca e fa divertire il pubblico. Grande atleta, sfrutta le lunghe leve e la sua reattività per difendere ottimamente sugli avversari, per correre in campo aperto o superare gli avversari in 1vs1. Chiude con 9 punti. Chi ben comincia…
Cervi 7: 10 punti e 8 rimbalzi per l’ex Reggiana. Insieme ai suoi compagni di reparto, continua a dominare nel pitturato, che senza Vereemenko è decisamente più “libero”, anche a causa di un Golubovic non molto nella serie.
Severini 6.5: gioca 12 minuti, e tiene bene il campo, segnando una tripla e mettendo la sua solita energia in difesa. Un’arma da non sottovalutare.
Nunnally 6.5: solo 11 punti segnati (4/6 dal campo), ma 7 falli subiti e 4 assist. Tira poco, ma gioca con intelligenza, mettendosi al servizio della squadra, provando a sbloccare Veikalas e Ongwae per il futuro della serie.
Pini 7: 19 minuti in campo, 5 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 2 recuperi. Qualche limite tecnico c’è, ma capisce la pallacanestro e, quando è così, non si può che far bene.
Buva 8: 19 punti e 7 rimbalzi. Golubovic, Polonara o chicchessia, quando decide di dominare, nessuno può mettersi tra lui e il ferro. Il pitturato è casa sua.

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