Avellino-Torino 86-83: prima, sofferta vittoria del campionato!

Vincere facilmente, com’è noto, alla Sidigas non è mai piaciuto. Così, dopo aver toccato il -9, e poi raggiunto il +17 con una tripla di Leunen nel finale di secondo quarto (48-31), la Scandone lascia troppo spazio a una Torino mai doma che – trascinata da Peppe Poeta (16 punti alla fine) e dal talentuoso DJ White (doppia-doppia da 19 punti e 12 rimbalzi) – è brava a rientrare in partita, tanto da far tremare il PalaDelMauro negli ultimi minuti: 5 punti consecutivi di Poeta, infatti, avevano riportato la Fiat Torino sul -1, prima che Leunen segnasse i due tiri liberi del definitivo +3.

La partita, come da pronostico, si è rivelata dura: siamo ancora agli inizi, ed entrambe le squadre non hanno mostrato continuità nei 40 minuti, commettendo spesso errori banali, senza entrare nei meccanismi dei coach. Ad ogni modo, iniziare con una vittoria fa sempre bene, e aver vinto una partita sofferta carica ancor di più i giocatori e l’ambiente.

È innegabile che ci sarà tanto da lavorare: il settore lunghi, nonostante uno Zerini da 12 punti con 4/4 da tre punti e il solito Leunen da 12 punti con il 100% dal campo, è ancora un po’ in difficoltà. Cusin e Fesenko hanno faticato contro DJ White e, pur riconoscendo i meriti del lungo torinese, c’è da dire che i due centri biancoverdi avrebbero potuto far meglio. Cusin ha dato comunque un buon apporto in difesa, Fesenko – nell’altra metà campo – è riuscito a guadagnare spazio in area e tanti falli grazie alla sua mole (però ha tirato con 2/8 dalla lunetta). Ad ogni modo, niente di preoccupante: nonostante queste difficoltà iniziali, sono due lunghi di spessore, servirà solo un po’ di tempo per far venir fuori il loro vero valore.

Come il settore lunghi, anche tra gli esterni ci sono prestazioni altalenanti. Dei tre rookie, il più pronto si è rivelato Levi Randolph: 22 punti con 9/12 dal campo, 6 rimbalzi e 2 assist partendo dalla panchina. È entrato in campo con il piglio giusto, dando la giusta carica alla squadra. Mentre Randolph esordisce col botto, Retin Obasohan e Adonis Thomas faticano: per il belga, 2 punti con 1/4 in soli 11 minuti di utilizzo, dopo le buone prove viste in Supercoppa; per Thomas, invece, 6 punti con 2/6 dal campo e 4 palle perse in 21 minuti di utilizzo. Il discorso fatto per i due lunghi, comunque, vale anche per loro: il rodaggio non è ancora completato, e ci sono le potenzialità per fare tanto bene in un campionato italiano dal livello non eccezionale (per usare un eufemismo).

I due playmaker, Ragland e Green, commettono qualche errore di troppo, ma ormai abbiamo imparato a conoscerli: il primo segna 16 punti con 4/12 al tiro e 4 palle perse; il secondo segna 6 punti, perde tre palle, ma smazza 11 assist. Bene, ma non benissimo. Potevano fare di più – soprattutto Ragland, ma le attenzioni che ormai ha addosso il playmaker di West Springfield sono triplicate rispetto allo scorso anno.

Il tempo darà sicuramente ragione al duo Sacripanti-Alberani. Il coach ora avrà poco meno di una settimana per preparare la prossima, delicata sfida: si torna a Milano, contro un’EA7 che ieri – senza Raduljica, Gentile e Kalnietis – ha sofferto in quel di Capo d’Orlando. Due settimane dopo la sconfitta in finale di Supercoppa. La palla a due è prevista per domenica alle ore 12. Perché, si sa, la vendetta è un piatto che va servito freddo.