Brocchi esonerato se Milan non vince la Coppa Italia?

Ad Arcore crollano le certezze e crescono i dubbi del presidente Berlusconi nei confronti del neoallenatore rossonero Cristian Brocchi, anche se l’ultima cosa che farebbe l’ex Presidente del Consiglio sarebbe quella di ritornare sui suoi passi e riportare Mihajlovic sulla panchina del Milan.
Brocchi ha sicuramente calcolato bene quanto fosse rischioso stipulare un contratto di solo un mese e mezzo, che, peraltro, ha tra gli obiettivi societari il ritorno nelle Coppe Europee, da raggiungere anche tramite il bel gioco; tuttavia, non poteva prevedere di ritrovarsi fra le mani un gruppo così scarico e privo sia di affiatamento che di amor proprio. A ciò si aggiunge che sull’aspetto tecnico-tattico, questo Milan non è stato costruito per sviluppare gioco e un possesso palla prolungato come vorrebbe Berlusconi. “Rebus sic stantibus”, anche solo immaginare un confronto alla pari nella finale contro la Juve è pura utopia. Senza contare che fino alla finale di Roma, in calendario il 21 maggio, ci sono ancora 25 giorni e tre turni di campionato in cui il Milan dovrà difendere il sesto posto dall’assalto di un Sassuolo apparso in grande spolvero.
Brocchi ha quindi una possibilità su tre di rimanere in sella alla panchina: se Berlusconi venderà la società ai cinesi, saranno loro a decidere il tecnico, se invece Berlusconi dovesse rimanere padrone del Milan e l’ex allenatore della Primavera milanista riuscisse a vincere la Coppa Italia, Silvio lo confermermerebbe al timone, ma in caso di sconfitta il suo contratto non verrebbe sicuramente rinnovato. In caso di “non conferma” per la prossima stagione, Marcello Lippi resta la prima scelta sulla lista del presidente, con Montella, Paulo Sousa, e Garcia considerate “seconde scelte” di prestigio.
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