Calcioscommesse Avellino: Pisacane e Seculin rifiutarono i soldi del clan

C’è anche chi non si piegò. Il clan Vinella Grassi, molto vicino alla famiglia di Armando Izzo, secondo le ultime notizie provenienti dagli inquirenti, avrebbe spesso chiesto al calciatore di truccare partite di Serie B. Ma Izzo respingeva le offerte dicendo di non avere abbastanza potere all’interno dello spogliatoio.

L’amicizia con l’altro napoletano del gruppo biancoverde, Fabio Pisacane, molto più influente ad Avellino, mosse Izzo in una posizione di favore, tanto da chiedere al suo collega e amico di partecipare all’affare. Ma Pisacane, simbolo del calcio pulito e ambasciatore del calcio nominato da Blatter per aver denunciato un tentativo di combine nel 2012, rifiutò seccamente. “Io queste cose non le faccio”, la risposta dell’ex difensore dei lui al clan camorristico. Ma l’offerta di Accurso, esponente del clan, verrebbe accettata da Izzo. L’incontro tra i tre dovrebbe essere avvenuto tra marzo e aprile del 2014.

Non solo Pisacane, anche l’allora portiere dei lupi Andrea Seculin si oppose all’offerta del clan. Seculin doveva essere convinto dall’anello di congiunzione Ciccio Millesi, che gli avrebbe proposto un’offerta economica per truccare la sfida tra Modena e Avellino. Il portiere non ne volle sapere, e Millesi sarebbe corso ai ripari intercettando il difensore Maurizio Peccarisi. Izzo e Millesi, infatti, nelle due partite contestate dall’accusa, non scesero in campo.

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