Caserta-Avellino, Sacripanti: “Sarà una partita difficile”

Questa mattina al Pala Del Mauro c’è stata la consueta conferenza stampa di coach Pino Sacripanti. L’allenatore biancoverde ha voluto toccare diversi punti in questa mattinata, tra i quali c’è stata ovviamente la partita di domenica contro Caserta.

Andremo a giocare una gara difficile, Caserta infatti si gioca tanto della salvezza perché il PalaMaggiò è un campo caldissimo con tanta spinta della gente. Noi non ci accoppiamo benissimo poiché hanno un roster molto atipico e ruotano tre lunghi come Jones, Hunt e Slokar. Hanno poi solo quattro/cinque sterni.”  ha dichiarato il coach avellinese, che in seguito ha parlato anche del play titolare di Caserta, Peyton Siva, e dell’esterno Micah Downs, i maggiori pericoli della Juve.

Hanno Peyton  Siva che ritengo sia un playmaker di altissimo livello, ed anche Downs è di  grande talento, con palla in mano è molto bravo ed efficace anche nel giocare spalle a canestro sfruttando il suo fisico ed il suo atletismo. Contro Reggio Emilia hanno costretto gli avversari a doversi adeguare con un quintetto piccolo e veloce. Dobbiamo restare concentrati per quaranta minuti sui nostri obiettivi, ed evitare di giocare la stessa gara dell’andata.

Un altro argomento su cui Sacripanti si è espresso sono stati i play-off, e soprattutto la preparazione che la squadra sta svolgendo in vista di questi.

Stiamo svolgendo allenamenti specifici proprio per abituarci al ritmo estenuante dei play-off. Sedute brevi ma intense con alcun elementi che svolgono anche del lavoro differenziato. Sto effettuando anche delle precise rotazioni con tempi  ben definiti d’accordo  col nostro preparatore fisico ed atletico Silvio Barnabà.

Infine, il coach ha voluto ancora tessere le lodi della squadra, e di due giocatori come Leunen e Green, che stanno facendo una stagione super.

La cosa che abbiamo fatto bene è quella di aver costruito la squadra con una certa chimica e  nella quale si possa esprimere al meglio il proprio talento. Leunen per esempio, se giocasse a sessantadue anni potrebbe fare ancora la differenza perché ha una intelligenza unica. Green poi  sembrava un giocatore finito. Sono però contento che siamo riusciti a gestire le emergenze fisiche tenendo grande rispetto di ogni giocatore, non obbligando mai nessuno  a forzare.

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Si dice che Dio crei le pietanze e il diavolo ci metta le spezie... ma forse questo piatto era un po' troppo piccante per te.