Che Fine Ha Fatto Beppe Morfù: dall’Avellino ad allenatore di calcio

«CORRE SULLA FASCIA PIÙ VELOCE DI CAFÙ, BEPPE MORFÙ, BEPPE MORFÙ!»

Nato a Cosenza nel 1977, la carriera di Giuseppe Morfù inizia a soli 17 anni quando, con la Rossanese (serie D) fa il suo debutto nel mondo dei grandi.

Nonostante il calcio gli regalerà grandi soddisfazioni, Morfù riuscirà a calpestare l’erbetta dei campi di Serie B solo due volte: una con la Reggina (1996-1997 con una sola presenza) e una, più tardi, con l’Avellino.

Il centrocampista classe ’77 infatti arriva in Irpinia all’inizio della stagione 2002-2003, al termine della quale squadra biancoverde di Salvatore Vullo conquisterà la tanto bramata promozione in B, grazie alle grandi prestazioni di alcuni protagonisti, come Raffaele Biancolino, Gigi Molino e il portiere Domenico Cecere.

Ed è proprio qui ad Avellino che Morfù viene rinominato “il pendolino”. «Durante un allenamento, Mister Vullo per spronarmi voleva dire che mi avrebbe fatto fare il pendolare della panchina. afferma il centrocampista in un’intervista di qualche anno fa.Ma disse “Pendolino” ed allora cominciai a correre su quella fascia. Per tutti, compagni, tifosi ed anche voi giornalisti, divenni il pendolino. E’ solo un piccolo episodio di tanti atteggiamenti che ci cementarono e ci unirono fino a raggiungere un obiettivo insperato alla vigilia».

E quindi con il pendolino, ed il resto della squadra affiancata dai tanti tifosi, l’Avellino riesce a conquistare la B.

Avellino Squadra 2002

Morfù però lascerà la piazza avellinese e di conseguenza la nuova serie, con il mercato di Gennaio, per passare al Chieti, allora in Serie C1, andando a segno solo una volta. Al termine della stagione però, ritornerà ad Avellino per l’ultima volta, giocando 15 partite e segnando un solo goal.

Nei successivi anni militerà in varie squadre, tra le quali Frosinone, Catanzaro, Pisa, Perugia, Carpi.

Vicino all’ennesimo ritorno ad Avellino, Morfù rifiuta l’invito in città da parte di Dionisio: «Se debbo essere sincero sono stato testardo. Dionisio era stato molto persuasivo, mi aveva convinto. Gli arrivi di Puleo, di Tisci e di Romano mi invitavano a tornare in una città che in fondo mi ha voluto bene. Poi la sirena della seconda divisione mi ingannò: accettai il Vico Equense, ma dopo solo qualche settimana iniziarono i pentimenti. Pazienza. Infondo qualche errore nelle carriere di tutti c’è sempre».

Dal Vico Equense in C2, nel 2010 passa al Monterotondo in Serie D che segnerà per sempre la sua carriera. A causa di uno scontro in allenamento infatti, Morfù si procura un bruttissimo infortunio al ginocchio che lo costringe ad appendere le scarpette al chiodo.

Ora è tornato nella sua Rossano Calabro, ha costruito un centro sportivo e fondato una scuola calcio, dopo aver seguito il corso di allenatore di base.
«Continuerò a calcare i campetti polverosi che mi hanno sempre attratto da bambino. Quei campi insabbiati da dove sono partito. La vita continua, il calcio è stato un momento importante per me, ma ora c’è dell’altro».

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Classe '96. Studentessa in Scienze della Comunicazione, appassionata di giornalismo, viaggi e da sempre grande amante di calcio e dell'Irpinia.