Claudio Capone ad Albarsport.com: “Playoff Scudetto? La Scandone può andare lontano”

Ph: Fabrizio Nigro - IlCiriaco.it

All’indomani dell’ultima partita casalinga della Sidigas Avellino, capace di battere 85-69 anche la Betaland Capo d’Orlando, è intervenuto ai microfoni di Albarsport.com Claudio Capone, colui che portò il sodalizio irpino in Serie A1 con una tripla allo scadere.

Questa l’intervista realizzata in esclusiva dalla nostra redazione basket:

1) La Scandone gioca forse la migliore pallacanestro del campionato: pensa che questo sia possibile perché in squadra non ci sono “prime donne” che monopolizzano l’attacco?

“Sicuramente, è un fattore molto determinante, si vede chiaramente la mano dell’allenatore. Sacripanti è uno dei primi allenatori a livello italiano, probabilmente sottovalutato, ma lui ha fatto la differenza quest’anno, sia dal punto di vista tattico che tecnico. E’ una squadra senza prime donne, ma vede in giocatori come Joe Ragland un punto di riferimento, a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà.”

2) Quanto conta la leadership di gente come Green e Ragland nel roster della Scandone?

“Questa squadra è un mix fenomenale. Green e Ragland danno grande sicurezza alla squadra e nei momenti difficili sono bravi a ricucire alcuni strappi e a tenere unito il gruppo. Contro Capo d’Orlando hanno fatto la differenza, contro una squadra incerottata, vincendo meritatamente. Ci sono tanti margini di miglioramento e Sacripanti lo sa, quindi penso si possa fare molto bene anche in futuro. A livello psicologico Sacripanti è bravissimo, perché è bravo a tenere sulla corda tutti, dal primo all’ultimo.”

3) L’incredibile serie di vittorie ha riavvicinato il pubblico di Avellino alla Scandone: crede si sia riaccesa la passione nel cuore dei tifosi dei lupi?

“I tifosi sono sempre stati il sesto uomo in campo. Questo gruppo ha preso esempio dagli Original Fans, un gruppo sempre unito e sempre propositivo. Anche ai miei tempi non c’era mai una critica feroce, ma sempre propositiva ed obiettiva, sempre per il bene della squadra e della Sidigas. Il fattore campo sarà importantissimo e Avellino lo ha sempre avuto, quindi sarà difficile per tutti andare a giocare al PaladelMauro.”

4) Dopo la trasferta di Venezia, sarà il momento di pensare solo ed esclusivamente ai playoff: quanto lontano può andare la Scandone di Sacripanti e quale, secondo lei, può essere il miglior avversario al primo turno?

“Il vantaggio della Sidigas è il fatto che è in continua crescita, perché questa serie di vittorie aiuta solo a crescere l’autostima dei giocatori. Giocatori come Ragland e Green, poi, possono far valere la loro esperienza e prendere in mano gioco e squadra. Nei playoff sarà un capitolo a parte, perché si giocano tante partite a pochi giorni di distanza, quindi sarà importante arrivarci in uno stato di forma ottimale. Il gruppo di Sacripanti mi ha dato una grandissima impressione a livello fisico oltre che mentale, quindi è un ottimo punto di partenza in vista dei playoff. Venezia, Trento o Sassari? Penso che bisogna guardare in casa propria, come è abituato a fare Sacripanti, anche perché in questo momento Avellino parte sempre favorita, per gioco e forza del gruppo. Dietro c’è una programmazione e una società seria, quindi Alberani e Sacripanti potranno portare presto la Sidigas ad altri livelli.”

5) Impossibile non chiudere con un momento amarcord legato a quel suo “famoso” tiro, una tripla che i tifosi biancoverdi difficilmente dimenticheranno. Che emozioni provò in quell’occasione? Ricorda un episodio in particolare?

“All’epoca si respirava un’aria di gruppo straordinaria. Racconto sempre un particolare: la sera prima di quel famoso tiro stavamo in albergo a divertirci e a giocare a biliardo, in un clima di serenità. Ho vissuto, anche da infortunato, la crescita di un gruppo straordinario, sul quale la stampa non avrebbe puntato un euro a inizio anno. Quella sera c’era un’aria di famiglia, consapevole di avere una curva straordinaria alle spalle, che ci seguì con tantissimi pullman in occasione di quella trasferta così importante. Quel tiro ha cambiato davvero la storia della Scandone”.

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About Pietro De Conciliis 601 Articoli
Nato il 26 dicembre 1996, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione (ramo Editoria) dell'Università degli Studi di Salerno (Fisciano). Aspirante giornalista e uno dei quattro amministratori di albarsport.com.