Il Fascino e la Magia della FA Cup

FA CUP, FASCINO E MAGIA DELLA COPPA PIU' ANTICA DELLA STORIA DEL CALCIO

“La Coppa Italia è una competizione fuori dalla norma, è assurdo dare un vantaggio alla più forte. I tifosi non hanno l’anello al naso, e capiscono che l’intento è quello di far arrivare le squadre più blasonate alle semifinali, tutto ciò non è un bello spot per il nostro calcio, a differenza di questa partita che ha regalato grandi emozioni.”

Sono queste le parole di rabbia pronunciate da Gian Piero Gasperini al termine dell’ottavo di finale di ieri sera tra Atalanta e Juventus. Quella del tecnico orobico è una protesta che negli ultimi anni ha raccolto parecchi proseliti fra addetti ai lavori e semplici appassionati di calcio, sono anche stata fatte delle raccolte di firme, ma la FIGC sembra non sentire ragioni. Il format attuale della competizione tende infatti a favorire le società più forti che prendono parte al torneo soltanto agli ottavi e, per giunta, giocano la partita secca fra le mura amiche. Tale sistema “ammazza” in partenza i sogni dei piccoli club, che vedono ridotte al minimo le proprie possibilità di ribalta, proprio l’opposto di ciò che avviene in Inghilterra, nella tanto incensata FA Cup.

La FA Cup, o Coppa d’Inghilterra, è la più antica competizione calcistica al mondo, si gioca infatti con regolarità dal 1872. Il torneo prevede eliminazioni dirette con accoppiamenti casuali e senza teste di serie. Sempre la sorte determina anche quale squadra giocherà nel proprio stadio. Nel caso in cui la partita finisse in pareggio, essa si rigioca sul campo dell’altra compagine, il cosiddetto replay. In caso di ulteriore pareggio il regolamento prevede oggi tempi supplementari e calci di rigore. In passato, tuttavia, la partita si rigiocava sinché non si trovava un vincitore, e in alcuni casi servirono addirittura più di sei ripetizioni per averne uno.

Questo mix di elementi fa sì che la FA Cup diventi un torneo magico e praticamente unico al mondo. Una magia che viene innescata dall’incontro tra professionisti e dilettanti (la manifestazione riunisce infatti più di 700 squadre ogni anno), dalle serie regionali alla Premier League. Ed è qui che nasce l’incanto, dove “l’arrivare a fine mese” sfida il “Quale Ferrari compro questo mese”. Una giostra che dà un’occasione a tutti, che permette a chiunque di realizzare un sogno, fosse anche solo per novanta minuti.

Può così capitare, che un giovane studente di un’università dello Yorkshire, dopo una giornata passata sui libri, incontri un’operaio che ha appena timbrato il cartellino per raggiungere i propri compagni di squadra e sfidare nel piccolo stadio cittadino i campioni del Manchester United o del Liverpool.

Un sistema che come potete capire genera festa e amore per lo sport, che fa diventare piccoli centri di periferia il centro del mondo, almeno per una sera all’anno. Soprattutto però regala sorprese, perché è vero i valori tecnici tra le squadre possono anche essere diametralmente squilibrati sulla carta, ma poi c’è il campo e quello resta uguale per tutti, nelle misure e nelle regole e in quella magica sfera che da quasi 150 anni appassiona i popoli. A ciò si aggiunge che due grandi squadre possano affrontarsi sin da subito, liberando così lo spazio per qualche compagine delle serie minori che può per tanto continuare a sognare le luci della ribalta.

Il percorso verso la finale di Wembley è così ogni volta lungo e lastricato di imprevisti, per tutti, nessuno escluso. Non è un caso dunque che sia proprio questa competizione a regalare le più romantiche storie legate al calcio. Uno dei tanti esempi che si possono fare è quello del Sunderland, che alzò al cielo la FA Cup nel 1973. I Black Cats, che ai tempi militavano nella serie cadetta, superarono al replay Notts County, Reading e Manchester City nelle prime fasi del torneo, trovarono poi la vittoria contro il Luton Town e l’Arsenal per arrivare in finale contro il Leeds United. Ai tempi considerati una squadra praticamente imbattibile, campioni d’Inghilterra in carica e nuovamente dominatori di quel campionato in corso, ma come abbiamo detto in questa competizione alberga la magia, si entra in un’altra dimensione, dove il più delle volte la grinta e la voglia di emergere valgono più della tecnica. E infatti 1-0 per i biancorossi e trofeo in bacheca. In poche parole, il fascino della FA Cup.

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Studente di Scienze Politiche, più che un tifoso si definisce uno studioso del calcio. Oltre ad essere un modesto tuttologo è anche un Potterhead della prima ora. Sogno nel cassetto: Giornalista sportivo.
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