Flop di Mercato della Juventus post-Calciopoli: da Andrade a Diego, da Krasic a Martinez

Nonostante la Juventus domini da oltre 5 anni la nostra Serie A, la bella e gloriosa Signora del calcio italiano, come tutti d’altronde, ha attraversato anche momenti non positivi nel corso della sua lunghissima storia, complici alcuni flop di mercato e scelte non sempre ortodosse.

Gli anni successivi al processo di Calciopoli, alla fine del quale la Juve si vide privata di due scudetti e retrocessa in Serie B, rappresentano un periodo che i tifosi bianconeri non ricordano certo con grande felicità: continui cambi in panchina, prestazioni e posizioni in classifica non accostabili ad una squadra come la Juventus, che tuttavia continuava ad aggrapparsi alla classe dei suoi immensi campioni come Gigi Buffon, Alessandro Del Piero, Mauro Camoranesi, Pavel Nedved e David Trezeguet.

Quegli anni bui potrebbero considerarsi come il prezzo da pagare per vedere la Signora rinascere, attraverso la vittoria di cinque campionati consecutivi, due coppa Italia, tre Supercoppe italiane ed il ritorno in Champions League da protagonisti con prestazioni illustri ed una partecipazione alla finale dell’edizione 2015, che ha visto i bianconeri sfiorare la coppa dalle grandi orecchie.

Facendo un salto indietro e procedendo con ordine, ci va di riportare alla mente dei tifosi juventini più nostalgici alcuni giocatori, che probabilmente non faranno riaffiorare splendidi ricordi, ma il cui richiamo potrebbe strappare un sorriso o creare curiosità riguardo il percorso seguito da questi calciatori nel corso degli anni.

Per ciò che riguarda i portieri, non ci siamo sentiti di indicare nessun flop, dal momento che la porta bianconera viene difesa costantemente da un mostro sacro quale Gigi Buffon, che da circa un ventennio sbaraglia qualsivoglia tipo di concorrenza.

DIFENSORI

Jorge Andrade: sfortunata la sua esperienza juventina; arrivato nel 2007, con i migliori auspici, per la cifra di 10 milioni di euro dal Deportivo la Coruna, non riesce ad esprimersi al meglio ed è tormentato dagli infortuni, che lo costringeranno ad un prematuro ritiro.

Jean-Alain Boumsong: dura circa due anni la sua esperienza a Torino, in cui colleziona 2 gol in 33 presenze. Tuttavia non sempre dimostra affidabilità; spesso è distratto e impacciato ma continua la sua carriera nell’Olympique Lione e nel Panathinaikos, ritirandosi nel 2013.

Domenico Criscito: breve e sfortunata la sua permanenza in bianconero, dove vanta solo 8 presenze. Troverà fortuna altrove; in particolare al Genoa e allo Zenit San Pietroburgo, in cui milita tutt’ora.

Dario Knezevic: parentesi breve e travagliata anche per lui, il quale continua la sua carriera al Livorno e al Rijeka.

Lùcio: difensore monumentale nel Bayern Monaco e grande protagonista dell’Inter del Triplete, alla Juventus gioca solo una partita, ma viene considerato un intralcio data la sua veneranda età e il suo elevatissimo ingaggio.

Paolo De Ceglie: considerato uno dei migliori prospetti del calcio italiano, col passare del tempo non dimostra il suo valore e diventa uno scomodo inconveniente. Viene mandato in prestito al Parma, al Genoa e al Marsiglia, per poi tornare alla Juventus da eterna riserva mai utilizzata.

Angelo Ogbonna: difensore discreto, proveniente da una stagione esaltante da capitano del Torino, arriva per una cifra che si aggira intorno ai 12 milioni di euro e con i migliori presagi; questi non rispettati. Nella Juventus figura poco e male. Prosegue la sua carriera al West Ham.

CENTROCAMPISTI

Tiago Mendes: centrocampista che ha dimostrato il suo valore nel corso della sua carriera, ma non alla Juve, dove fatica a trovare spazio e tradisce le grandi previsioni fatte su di lui. Farà la sua fortuna nell’Atletico Madrid.

Felipe Melo: gioca in bianconero per due anni; la sua esperienza è pessima, dal momento che l’operazione che lo porta a Torino si aggira intorno ai 25 milioni di euro, ma non porta i frutti sperati. Nella sua carriera diventerà una delle colonne portanti del Galatasaray, ma farà ritorno in Italia all’Inter, dove milita tutt’ora.

Diego: la sua avventura bianconera comincia con il botto, ma pian piano la squadra cala insieme a lui, che viene considerato come uno dei maggiori indiziati dell’ennesima stagione negativa. Ricordato per le sue giocate di classe e la sua discontinuità, tratto caratterizzante di molti brasiliani passati in Italia e non solo, proseguirà la sua carriera tra Germania, Spagna e Turchia, per poi fare definitivo ritorno in patria al Flamengo.

Milos Krasic: poco positiva la sua esperienza juventina; inizia benissimo, sembra veloce come una freccia, ma pian piano rallenta come il suo rendimento, che lo porterà ai margini della rosa e, soprattutto, a giocare altrove (Fenerbache, Bastia, Lechia Danzica).

Marcelo Estigarribia: protagonista in alcune partite del primo dei cinque scudetti consecutivi; pare un’ottima alternativa, ma si spegne anche lui. Il futuro del paraguaiano vede ancora l’Italia nella sua carriera, tant’è vero che giocherà per Chievo ed Atalanta.

Sergio Bernardo Almiron: si presenta come uno dei pezzi pregiati del centrocampo bianconero, ma troverà la sua dimensione in squadre di più basso profilo come Bari e Catania.

Mauricio Isla: Arriva insieme ad Asamoah, ma il giocatore visto a Torino è l’opposto di quello visto all’Udinese. Semplicemente irriconoscibile. Complice della sua involuzione i tanti infortuni. La sua carriera prosegue tutt’oggi nel Cagliari.

ATTACCANTI

Amauri: inserito nei flop, forse anche immeritatamente, ma il suo arrivo porta i fuochi d’artificio tra i bianconeri; è lui l’uomo chiamato a rialzare la Juventus con i suoi gol, ma i numeri dicono altro. Solo 17 i gol in 71 presenze, al cospetto dei 23 in 52 presenze segnati a Palermo. La sua carriera prosegue spalmandosi tra Firenze, Parma e Torino, questa volta sponda granata.

Sebastian Giovinco: talento cristallino, numeri incredibili sia a Parma che ad Empoli, ma alla Juve la sua esperienza è incolore; per lui qualche gol, ma mai decisivo. La sua scelta di vita sarà quella di proseguire la carriera calcistica negli Stati Uniti, in MLS.

Luca Toni: niente contro di lui. Campione straordinario, immenso. Tuttavia la sua parentesi juventina è tutt’altro che felice. Poche presenze, solo 2 i gol, tanti gli infortuni. La sua carriera va avanti e Luca continua a segnare.

Jorge Martinez: attaccante discreto; fa bene a Catania, ma forse il suo livello non è abbastanza elevato quanto quello della Juventus. La sua carriera continua in squadre che appartengono alla sua dimensione: Cesena, Cluj, Novara e Juventud.

Eljero Elia: il suo acquisto entusiasma tutti. Dotato di grande tecnica e velocità, ma gli infortuni e la volontà di Antonio Conte ne pregiudicano l’esperienza alla Juve. Dopo i bianconeri per lui Werder Brema, Southampton e Feyeenord.

Nicklas Bendtner: appena giunto, c’è grande scetticismo. I tifosi non si sbagliavano per niente. Solo 9 presenze. Nessun gol. Viene ricordato per la sua simpatia che per le sue doti di bomber. Tuttavia continua a girovagare giocando per l’Arsenal, il Wolsfburg e il Nottingham Forest.

Nicolas Anelka: grande palmares, grande giocatore. Sì, ma del passato. Alla Juve solo 2 presenze e tante polemiche per il super ingaggio. Il francese continua con West Bromwich, Atletico Mineiro e Mumbai City, con cui chiude la carriera.

Pablo Daniel Osvaldo: si accende e si spegne, come in tutta la sua carriera. La sua esperienza a Torino è breve ma intensa. Arriva quando i giochi sono già fatti. La sua carriera prosegue con Inter, Boca Juniors e Porto. Si ritira prematuramente per darsi alla musica. Il suo ritiro è il segno di un giocatore con grandissime potenzialità ma mai esploso definitivamente.

Kinglsley Coman: talento eccezionale. Alla Juve non trova lo spazio giusto per esprimersi, ma non sfrutta le poche chances che gli vengono concesse. Esploderà al Bayern Monaco.

Questo è, secondo la nostra modestissima opinione, l’elenco di tutti i flop e delle grandi delusioni della Juventus, la quale tra i tanti capolavori compiuti nel corso della lunga e gloriosa storia che la contraddistingue come la “Vecchia Signora”, vede anche alcune piccolissime lacune, che ci divertiamo a rilevare per punzecchiare una società che continua a dimostrare la propria forza e la propria competenza, oggi come allora.

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Francesco Rosa, 20 anni, è un ragazzo di Avellino, attuale studente di giurisprudenza, con una immensa passione per lo sport, in particolare per il calcio; è legatissimo alla squadra della sua città e a quella del suo paese.