I 5 fattori per cui i fantagiochi creano dipendenza

Il fantacalcio? Un grande classico che non passerà mai di moda, certo. Ma recentemente si è assistito al proliferare di giochi per fantallenatori dedicati agli sport che una volta erano considerati di nicchia: dalla pallavolo, al basket, al tennis, senza dimenticare gli sport americani, pionieri del campo. Tutto ciò è possibile, ça va sans dire, grazie alla rete; non solo in quanto piattaforma su cui si gioca, ma anche perché ha reso molto più fruibili informazioni e statistiche sui vari campionati.

La voglia di mettersi alla prova come dirigenti sportivi virtuali sta letteralmente contagiando gli appassionati di sport a 360 gradi: una volta che si intraprende la carriera del fantallenatore, infatti, il rischio di cadere in una dipendenza è dietro l’angolo. Ecco perché.

1. FATTORE GIOCO D’AZZARDO

Homer Simpson spiegava a Lisa che “le scommesse sono una cosettina che fanno i papà per rendere il football più eccitante; un po’ come mettere i biscotti sbriciolati sopra il gelato”. Il bello di seguire lo sport è legato alle emozioni che sa regalare, per cui avere un interesse legato a una partita porta a seguirla in maniera più coinvolta. In questo i fantagiochi hanno un effetto simile a quello delle scommesse sportive, ma con il vantaggio di poter giocare anche senza rischiare un euro.

2. FATTORE CONTROLLO

Come ogni dipendenza che si rispetti, deve scaturire da un aspetto gratificante. Ebbene, poche cose lo sono più di azzeccare un investimento, come quello sulla vostra fantarosa: del resto, la sensazione di avere controllo sul futuro è psicologicamente molto importante. Se avete provato la piacevole ebrezza di una giornata da fantallenatori in cui tutto va per il verso giusto, non tornerete più indietro. Peccato che fare previsioni nello sport sia come indovinare che meteo farà tra una settimana: ci sono delle indicazioni di massima, ma l’effetto del caso alla fine sarà preponderante.

3. FATTORE TALENT SCOUT

Quante volte vedendo all’opera per la prima un giocatore giovane, ve ne siete innamorati e avete pensato: “questo qua ha le carte giuste per sfondare, e potrò dire di averci visto lungo”. Benissimo, l’abilità principale di un fantallenatore è proprio azzeccare la scelta dei giocatori di medio/basso valore che possono esplodere; a comprare i top players sono buoni tutti, per cui gli outsider sono proprio quelli che faranno la differenza. I casi patologici arriveranno a fare una squadra composta solo di questi elementi, per l’ebrezza di rivivere una favola alla Leicester (dubitate, di solito è una scusa di chi sta andando male).

4. FATTORE TIFO

Simile a quello del gioco d’azzardo: vi piace uno sport, ma seguite solo la squadra del cuore? Avere un fantateam vi porterà a moltiplicare i giocatori per cui fare il tifo, e di conseguenza le gioie (e le delusioni) ad esso legate. Attenzione a non sovrapporre le cose: il tifo influenza le valutazioni sui giocatori, e le conseguenze possono essere molto dolorose. Nello stadio avanzato di dipendenza, si arriverà a tifare un membro della propria rosa anche quando è avversario della squadra preferita (l’importane è che lui giochi bene, e possibilmente alla fine perda).

5. FATTORE COMPETENZA

Per chi è malato di uno sport, guarda tutte le partite dalle Coppe Europee al campionato primavera e conosce le statistiche degli ultimi 5 anni a memoria, i fantagiochi sono l’occasione perfetta per far fruttare la propria conoscenza: finalmente un riscontro oggettivo su cui mettersi alla prova. Se si tratta di uno sport di nicchia, a ciò si unisce il fattore hipster: avete iniziato a seguire qualcosa quando ancora non era “mainstream”, per cui la vostra esperienza dev’essere per forza superiore alla media, e potrete finalmente vantarvi della vostra passione. Attenzione però: tra aspettativa e realtà può esserci molta distanza, causa imprevedibilità (vedi fattore controllo).

di Luca Mantovani

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