Io Penso Che… Due Chiacchiere con Rino Scioscia – 19 Settembre 2016

L’analisi del direttore Rino Scioscia dopo la sconfitta dei lupi contro l’Hellas Verona e le sensazioni in vista della gara Avellino-Cittadella, valida per il turno infrasettimanale (quinta giornata Serie B 2016-17), che si giocherà domani sera.

L’Avellino cade nel catino del Bentegodi, contro la corazzata Verona, nonostante abbia dimostrato di saper stare in campo e potersela giocare almeno nella prima mezz’ora. Poi il crollo totale: errori difensivi, anche elementari, di uomini di esperienza, e il match è stato buttato via. È giusto “giustificare” la prestazione dei lupi solo per quei dieci minuti di panico?

La prestazione dei Lupi in quel di Verona mi è apparsa comunque confortante. Per certi versi, il primo tempo dei Lupi, sebbene chiusosi con ben tre gol sul groppone (frutto di due regali e mezzo fatti agli Scaligeri da parte di Radunovic e Gonzalez, e con il secondo gol subito su angolo per via di un posizionamento “allegro” degli uomini di Toscano) mi è sembrato positivo ed interessante su entrambi i fronti: possesso e non possesso palla. Eh sì, perchè i ragazzi in biancoverde sono scesi in campo con il giusto atteggiamento ed hanno saputo tenere testa ad una corazzata come quella scaligera con personalità e confortante lucidità. L’Avellino non ha sofferto più di tanto le folate offensive dei veronesi ed ha ribattuto colpo su colpo. Del resto, gli stessi gol subiti danno, paradossalmente, ragione alla tesi che vuole l’Avellino soccombente più per errori di singoli che per inferiorità complessiva rispetto all’avversario, di così alto lignaggio tecnico.”.

Al Partenio arriva la sorpresa Cittadella. Grande organizzazione di gioco, spina dorsale del campionato di Lega Pro della passata stagione. Venturato sa come far giocare bene la sua squadra. Cosa servirà all’Avellino per bloccare i veneti, capaci di rifilare goleade a Pro Vercelli e Novara?

“All’Avellino occorrerà ripartire dalle cose positive fatte vedere al Bentegodi. Per competere con speranze di vittoria contro questo Cittadella che viaggia a mille all’ora, ci vorrà una squadra vera. La compagine biancoverde non lo è ancora del tutto, ma può arrivarci vicino, se mette in campo furore agonistico, carattere e determinazione. In fin dei conti, per i Lupi è più questione di atteggiamento che di probelmatiche tecnico-tattiche, che pure affliggono Toscano, vuoi per gli infortuni, vuoi per le continue “variazioni in corso d’opera” cui è costretto il tecnico reggino. L’Avellino, almeno sul piano dell’organico complessivo, non ha niente da invidiare ai Granata dell’ottimo Venturato, ma a convincersene debbono essere proprio gli stessi interpreti biancoverdi.”.

Le parole di Toscano in conferenza stampa questa mattina fanno discutere, soprattutto riguardo l’uomo più tecnico dell’organico biancoverde, Daniele Verde. Il mister gli preferisce Soumarè, mandato in campo a Verona dopo l’infortunio di Gavazzi. La scelta è puramente tecnica, magari il belga è un calciatore più duttile, mentre Verde fatica a trovare una posizione in questo 3-5-2. Ma non ti sembra che le esternazioni di Toscano possano minare il morale del gioiellino della Roma?

“Guarda, le scelte che compie Toscano, specie quando sono ampiamente motivate, come ha fatto stamattina in conferenza, vanno comunque rispettate. Io ho dato fiducia sin da luglio al tecnico reggino e certamente continuo a dargliene, anche perchè non mi pare che sia questo il momento giusto (troppo presto!) e, francamente non vedo neppure tante responsabilità tecnico-tattiche imputabili al trainer calabrese. La scelta di Soumarè in luogo di Verde, specie ora che c’è da sostituire un uomo come Gavazzi, sul piano tattico soprattutto nasce dall’esigenza di Toscano di dare un certo equilibrio alla sua squadra. Soumarè, a detta del suo allenatore, a Verona ha dato risposte positive rispetto ai compiti assegnatigli. Su Verde, Toscano ha detto che il ragazzo ha grandi doti tecniche, ma queste da sole non ti fanno vincere le gare. E poi, sulle esternazioni di Toscano, c’è da dire che il trainer reggino ha affermato che l’ambiente sta caricando soverchiamente Daniele di responsabilità, il cui peso il ragazzo di Fuorigrotta potrebbe anche non reggere. Ecco perchè, il mister biancoverde vuole utilizzarlo “a piccole dosi””.

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Giornalista per passione. Il suo primo pezzo sui Lupi uscì nel lontano 1975, sulle pagine del settimanale "Irpinia Sport". Successivamente ha collaborato con TeleAvellino nei primi anni ottanta. Diversi anni dopo sono arrivate le collaborazioni con "AvellinoFans", con Il "Corriere del Pallone", "TuttoLega Pro", "TuttoAvellino" e l'attuale "Giornale dell'irpinia", che ha fondato e dirige. Diverse anche le collaborazioni e le trasmissioni televisive cui ha partecipato in varie emittenti campane.Ha curato tre libri: "Avellino, un amore infinito", "I ragazzi del '72" e "Lupi per Sempre"
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