Io Penso Che… due Chiacchiere con Rino Scioscia – 3 ottobre 2016

Consueto appuntamento con la nostra rubrica “Io Penso Che… Due Chiacchiere con Rino Scioscia”, durante la quale il direttore del Giornale dell’Irpinia ha analizzato il momento dell’Avellino di Mimmo Toscano, reduce dalla prima vittoria in campionato contro la Pro Vercelli.

Semaforo “verde” per l’Avellino. Il giocatore di maggior talento dei lupi ha finalmente potuto mostrare le sue potenzialità. Lui ha ringraziato il mister, per avergli dato la giusta carica e per avergli finalmente dato una chance da titolare. Da seconda punta Danielino sembra essere a suo agio. Sarà adesso un titolare inamovibile?

“La partita contro la Pro ha dimostrato in maniera palmare due cose, una nella quale credo tantissimo e che ho scritto sul mio giornale ed ho più volte ripetuto anche nel corso di trasmissioni sportive in cui sono stato ospite (l’ho ribadito anche sabato scorso ad “Extratime”), ed un’altra, che invece discendeva da una mia convinzione tecnico-tattica sin dal ritiro di Sturno, che feci presente proprio a Daniele Verde. La prima è che non esistono moduli preconfezionati che, disegnati alla lavagna, vengano confermati “in toto” dal campo, e che in ogni caso nessun sistema di gioco fa vincere le partite (che invece sono determinate dalle giocate dei singoli e dagli episodi, fortunati o sfortunati). Ribadisco questo concetto perchè tanti sedicenti “soloni” avevano preconizzato “sciagure” ed indirizzato “invettive” anche pesanti nei confronti di Toscano, reo, a dire di questi “scienziati”, di aver fatto fare una campagna acquisti improntata sul suo credo tattico (3-4-3) e di avere poi fatto “macchina indietro” con il cambio di sistema, passando ad un più “prudente” 3-5-2. Tutti a dire, questi sedicenti “commissari tecnici”, che la rosa dell’Avellino non si adattava a questo nuovo modulo: sciocchezze colossali! Io dico semplicemente che la rosa dell’Avellino, guardando particolarmente al reparto offensivo, si avvale di sei attaccanti (escludo l’ottimo Soumarè, perchè specie nella sfida contro la Pro, la sua migliore gara da quando è ad Avellino, il 20nne belga si è mirabilmente disimpegnato da interno e/o esterno di centrocampo, facendomi capire che forse Toscano ha finalmente trovato il ruolo giusto per lui). Ebbene questi sei attaccanti (Castaldo, Ardemagni, Mokulu, Verde, Bidaoui e Camara) possono tranquillamente formare due terne e tre coppie, ovviamente a seconda del fatto che il tecnico reggino intenda giocare con due o tre punte contemporaneamente. Tutto qua, perchè non esistono almeno nella rosa attuale dei Lupi, attaccanti esclusivamente esterni, o esclusivamente interni (da prima o seconda punta). E Verde contro la Pro ha effettivamente dimostrato di essere un grande attaccante, magari preferibilmente una seconda punta, che essendo in grado di giocare su tutto il fronte d’attacco, può essere impiegato con più compiti tattici, ed in diversi sistemi offensivi (a due o a tre attaccanti) anche nel corso della stessa gara. Daniele contro la Pro è stato devastante perchè Toscano ha finalmente capito che questo “puledro di razza” deve essere lasciato libero di esprimere la propria fantasia tecnica, che è notevolessima“.

Si è sbloccato anche Ardemagni. Attaccante d’area di rigore, ha fatto quello che deve fare. Poche occasioni, una ribadita in rete. La coppia giusta d’attacco è quella che ha giocato contro la Pro?

“Ardemagni ha fatto una partita eccellente, a mio avviso almeno sullo stesso livello, in termini di “rendimento e produttività”, pari a quella di Daniele Verde. Una prima punta così erano anni che non vedevamo ad Avellino, forse l’ultimo è stato Galabinov, che ricordo mise dentro 15 gol. Il milanese ha fatto vedere con questa prestazione che probabilmente i soldi del suo lauto ingaggio sono stati spesi bene dalla società. La coppia Ardemagni-Verde è poi di grande resa, perchè rappresenta, al di là di quello che di ottimo ha detto il campo sabato scorso, l’archetipo del reparto offensivo nel sistema di gioco che prevede le due punte. Da qui a dire se è la coppia giusta per l’Avellino ce ne corre, perchè, fortunatamente, la compagine biancoverde, come ti dicevo, può contare addirittura su sei attaccanti, tutti degni di giocare da titolare. E questo mi fa pernsare che una batteria offensiva così forte. forse, non c’è mai stata in Irpinia. Anzi, ritengo che questi attaccanti formino, per qualità e quantità, uno dei reparti offensivi migliori dell’intera serie B.”.

Se per Verde e Ardemagni c’erano dei dubbi, o quantomeno non avevano ancora mostrato le loro potenzialità, le conferme sono arrivate dai vari Diallo, Omeonga, Soumaré e Asmah. Toscano ha finalmente trovato un 11 ideale da mandare in campo ad ogni partita ? (in attesa di recuperare gli infortunati)

“Per quanto riguarda questo poker di ragazzi che, mettono insieme soltanto 79 anni, e che tranne Asmah (in prestito dall’Atalanta), rappresentano un patrimonio della società di Piazza Libertà, sia tecnico che economico, mica da ridere, c’è da fare questa considerazione. A parte la loro giovane età, che meriterebbe un discorso a parte, perchè essa comporta diversi “pro e contro”, il fatto che siano tutti di colore, non mi pare un particolare da trascurare a cuor leggero. Perchè questo significa, che il nostro poker di giovani di belle speranze ha derivazione sicuramente diversa rispetto ai ragazzi italiani, per cultura, religione, estrazione etnica e “forma mentis”. Insomma, non mi pare facilissimo il lavoro che ha fatto, sta facendo e dovrà continuare a fare Toscano, per arrivare ad integrare tatticamente e tecnicamente questi giovani “virgulti” con il resto della rosa. Ad ogni modo, al di là delle difficoltà di inserimento (che pure dovevano costituire un “alibi” da riconoscere al tecnico reggino), questi quattro hanno dimostrato contro la Pro Vercelli che la pervicacia di Toscano nel dargli fiducia sta comincando a restituire i suoi frutti. Di Soumarè ho già detto innanzi, quando ho parlato dell’attacco, per quanto riguarda, invece il suo coetaneo e connazionale Omeonga, debbo dire che la sua personalità e la sua enorme intelligenza tattica mi hanno sorpreso piacevolmente: per me questo ragazzo può svolgere alemno due ruoli durante la stessa gara: centromediano metodista davanti alla difesa, e interno destro con la contemporanea presenza in campo di Jidayi. Insomma un altro grande valore aggiunto per la rosa di Toscano.”.

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Giornalista per passione. Il suo primo pezzo sui Lupi uscì nel lontano 1975, sulle pagine del settimanale "Irpinia Sport". Successivamente ha collaborato con TeleAvellino nei primi anni ottanta. Diversi anni dopo sono arrivate le collaborazioni con "AvellinoFans", con Il "Corriere del Pallone", "TuttoLega Pro", "TuttoAvellino" e l'attuale "Giornale dell'irpinia", che ha fondato e dirige. Diverse anche le collaborazioni e le trasmissioni televisive cui ha partecipato in varie emittenti campane.Ha curato due libri: "Avellino, un amore infinito" e "I ragazzi del '72". Attualmente, sempre con l'autore dei primi due libri, l'amico Felice D'Aliasi, sta lavorando ad una grossa produzione editoriale, di cui presto si sentirà parlare.
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