Io Penso Che… Due Chiacchiere con Rino Scioscia – 5 settembre 2016

L’analisi del direttore Rino Scioscia dopo la sfida Virtus Entella-Avellino, giocata ieri e terminata con il punteggio di 2-0 in favore dei liguri. Reti decisive di Masucci e Caputo su calcio di rigore.

Altro giro, altra corsa, e l’Avellino rimane fermo al palo. Sconfitta sul campo dell’Entella, da un certo punto di vista preventivabile vista la trasferta complicata e le tante assenze. C’è stata davvero l’involuzione rispetto alla partita col Brescia che ha detto Toscano?

L’involuzione c’è stata sicuramente. Se la prestazione di una squadra è la sommatoria del rendimento dei singoli, c’è da dire che questo passo indietro rispetto alla confortante prova contro il Brescia è figlio di un impatto con il match assai negativo da parte soprattutto dei singoli componenti del centrocampo. E sì, perchè, tolto Belloni (ragazzo serio e decisamente interessante, anche se Toscano ne sta un po’ stravolgendo le peculiarità tecnico-tattiche) gli altri, da Lasik ad Asmah, passando per Omeonga (magari saltando in parte capitan D’Angelo), hanno offerto una prestazione davvero incolore, deludente assai, in entrambe le fasi di gioco”.

Il mister parla di atteggiamento sbagliato, è giusto “giustificarsi” dando le colpe soltanto all’approccio mentale?

“Sono d’accordo con Toscano (che è persona seria, oltre che allenatore preparato): l’approccio mentale alla gara, soprattutto per una squadra con tanti giovani, addirittura esordienti, è aspetto fondamentale, quasi determinante ai fini dell’esito di un match, specie a questi livelli. Non credo che Toscano sia alla ricerca di banali ed effimere giustificazioni, perchè, ti ripeto, reputo il tecnico reggino persona matura ed intelligente, perchè sicuramente dotato di una grande virtù (difficile da riscontrare nel calcio attuale): la capacità di autocritica e, quindi, di resipiscenza (vedi le continue “evoluzioni” sul sistema di gioco da proporre per i Lupi)”.

Piano del gioco: l’Avellino ieri ha mostrato evidenti carenze nel momento in cui doveva far partire l’azione o creare gioco. Abbiamo rivisto, cosa che non vedevamo da tanto, il lancio lungo dalla difesa per gli attaccanti sperando che succedesse qualcosa. Sintomo preoccupante?

“Per quanto riguarda il piano di gioco e quindi l’assetto, direi che se noi esaminiamo il rendimento fisico-atletico e tecnico dei singoli, e soprattutto l’atteggiamento mentale degli stessi, il discorso tattico diviene assolutamente secondario, lascia il tempo che trova, per il semplice fatto che i dettami del mister non possono essere applicati adeguatamente in campo se gli interpreti mostrano durante il match carenze di forma fisica, di grinta e di concentrazione. Quindi, da questo punto di vista non sarei preoccupato più di tanto. Possiamo archiviare questa brutta pagina della trasferta in Liguria come una mera “giornata-no””.

Un commento sulla prestazione di Isaac Donkor.

“Sulla prestazione di Donkor ci sarebbe parecchio da argomentare, anche a discolpa del ragazzo scuola Inter. E sì, perchè, se è innegabile che Isaac (ricordiamolo, appena 21enne) abbia giocato una brutta gara, tolto l’errore banale (ma comunque imperdonabile) del primo tempo, allorquando ha fornito un involotario assist a Caputo, c’è da tenere nel debito conto che Donkor è un laterale basso (ricordo che a Sturno Toscano lo ha sperimentato addirittura come primo a destra del suo originario centrocampo a quattro) e non un centrale di difesa e, dovendo controllare un attaccante veloce, esperto e tecnicamente molto valido come Caputo, era scontato che avrebbe avuto serie difficoltà. A questo aggiungiamoci un centrocampo che in fase di non possesso è risultato assolutamente inconsistente, per non dire svagato, lasciando spesso e volentieri i tre difensori alla mercè degli avversari”.

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Giornalista per passione. Il suo primo pezzo sui Lupi uscì nel lontano 1975, sulle pagine del settimanale "Irpinia Sport". Successivamente ha collaborato con TeleAvellino nei primi anni ottanta. Diversi anni dopo sono arrivate le collaborazioni con "AvellinoFans", con Il "Corriere del Pallone", "TuttoLega Pro", "TuttoAvellino" e l'attuale "Giornale dell'irpinia", che ha fondato e dirige. Diverse anche le collaborazioni e le trasmissioni televisive cui ha partecipato in varie emittenti campane.Ha curato tre libri: "Avellino, un amore infinito", "I ragazzi del '72" e "Lupi per Sempre"
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