Italvolley: lavori ancora in corso, siamo pronti per Rio 2016?

Foto Elena Zanutto

Il cammino dell’Italvolley maschile in questa World League 2016 si è aperto con una sconfitta e si è chiuso con una sconfitta. È emblematico come queste sconfitte siano arrivate per mano dello stesso boia, la Francia, ed entrambe per 3-0, come se gli azzurri stessero rivivendo un terribile deja-vu. Dall’esordio a Sydney fino al deludente quarto posto a Cracovia sono arrivate sei pesantissime sconfitte, molte delle quali avvenute nelle fasi cruciali del torneo, tutte con un unico comune denominatore: la mancanza di mordente, di grinta e di cattiveria agonistica degli atleti guidati da Chicco Blengini. Prestazioni altalenanti, azzurri che appaiono scarichi, distratti, a tratti quasi spaventati dall’avversario. E non avrebbero nulla da temere: l’Italia in questo momento gode di un potenziale tecnico individuale altissimo, come non si vedeva da anni, può vantare una serie di top player a livello internazionale; sulla carta nessuna delle squadre che ieri sono salite sul podio le è superiore, tecnicamente.

Ma allora cosa è andato storto? I tempi delle qualificazioni a Rio sembrano ormai solo uno sbiadito ricordo di quell’Italia che è stanca ma non è mai doma, che colpita sa rialzarsi e inferire, che sa raccogliersi intorno a sé stessa e da sé stessa trovare la forza di raggiungere l’obiettivo. Di quella squadra in questa World League non si è vista che una pallida imitazione e il risultato è poi venuto da sé. Sia chiaro, l’imperativo non era vincere, anche se una medaglia di prestigio sarebbe stata solo che positiva per il morale, ma era mostrare di essere nella condizione migliore possibile per arrivare a Rio.  Invece, mentre le altre nazioni sembrano già ampiamente collaudate, l’Italia è un cantiere aperto: nessuna delle formazioni provate sembra funzionare a dovere; i cambi sembrano non essere adeguati o non arrivare mai in tempo utile; anche chi dovrebbe rappresentare l’ancora di salvezza, la luce nei momenti bui, risulta essere tutt’altro che infallibile.

Federazione Italiana Pallavolo
Federazione Italiana Pallavolo

Potremmo adesso discernerne le cause: la World League è un torneo importante solo per la sua valenza monetaria e spesso risulta essere deleterio ai danni di competizioni di maggior prestigio; gli atleti arrivano alla stagione nazionale con alle spalle un campionato inframmezzato dai vari eventi internazionali, con gare a ritmi serrati che molto spesso costringono le società a “rattoppare” i propri tesserati per non affondare del tutto; le singole federazioni nazionali appaiono inermi e spesso disinteressate nel cercare una soluzione; ma non è questo quello che vogliamo. Da tifosi, quello che maggiormente ci interessa è che si ritorni a vincere, che il fuoco negli occhi dei nostri beniamini torni ad ardere accecante, che si ritorni ad occupare la posizione che ci spetta. Che si perda anche, che si inciampi, ma senza mai farsi preda della corrente della negatività.

Le Olimpiadi di Rio sono lontane solo un passo e in Brasile troveremo molte delle squadre incontrate in questa World League. Il compito sarà arduo: sovvertire i pronostici, rovesciare il fato e marciare il più a lungo e il più lontano possibile. Poi il risultato conterà fino ad un certo punto, purché si sia combattuto, purché guardandosi indietro si possa dire di aver fatto tutto il possibile. Per davvero.

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About Ilaria La Rosa 130 Articoli
Classe 1990, napoletana stanziata a Parma. Aspirante blogger, aspirante fotografa, aspirante essere umano. Tutto in via di perfezionamento. Si nutre di musica e parole (specie se provengono da libri e serie tv). Appassionata di qualunque sport si giochi con un pallone, con una spiccata predilezione per la pallavolo.
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