La Scandone perde, ma fa meno male di quanto si pensi

La sconfitta, per la Sidigas Avellino, è “finalmente” arrivata, ma non poteva essere più indolore. Il calo che i ragazzi di coach Sacripanti hanno subito ieri sera contro Torino è ampiamente accettabile, anche perché (purtroppo) non si può vincere in eterno.

La Manital dell’ex Frank Vitucci è scesa in campo col coltello fra i denti, e pur non giocando una grande pallacanestro, ha messo non poco in difficoltà gli irpini con la grinta e l’atletismo, supportata dal grande talento dei suoi americani. Il 43% col quale i piemontesi hanno tirato da 3 punti è (almeno in parte) frutto proprio di questo strabordante talento, perché (diciamocelo) le triple di Eyenga e Dyson da 8 metri avevano ben poco di costruito, e non sono arrivate per demeriti della difesa.

Avellino ha comunque giocato una brutta partita, portando molta confusione in fase offensiva, cosa che non si vedeva da qualche mese. Nonostante questo, la partita poteva essere tranquillamente portata a casa, ma ciò non si è poi avverato. La nota più stonata della serata è stata sicuramente la partita giocata da Joe Ragland, che oltre a non riuscire a limitare Dyson, non è stato in grado di far giocare la squadra, tentando troppe volte soluzioni personali non andate a buon fine ( per lui 2/10 dal campo alla fine). Una delle chiavi della partita era quella di gestire il ritmo della gara, attaccando a metà campo e non forzando conclusioni, che avrebbero poi permesso ai torinesi di correre in contropiede. Ragland e Nunnally non hanno però rispettato questo fattore, forzando tiri e passaggi che hanno permesso più volte a Dyson e compagni di volare in campo aperto. Anche Nunnally, nonostante ancora una volta sia stato il miglior marcatore avellinese, è apparso un po’ sopra le righe, prendendo isolamenti e forzature che non siamo abituati a vedere.

La forza dell’ala americana, è infatti quella di saper essere efficace in un buon sistema di gioco , non monopolizzando l’attacco come molti suoi colleghi (per esempio Mitchell o Gentile), ma questa gara per lui è stata in controtendenza. Ad ordinare il gioco, almeno in parte, sono stati solo Green ( che è anche riuscito, per quanto potesse, a limitare Dyson) e Acker. La guardia di Compton ha infatti giocato la sua solita partita, non forzando, e riuscendo a costruire qualcosa per i compagni (Cervi su tutti).

I lunghi avellinesi, hanno poi contenuto abbastanza bene D.J. White, che si è trovato più in difficoltà contro Cervi che contro Buva. Il croato infatti, poteva si metterlo in difficoltà col suo gioco spalle a canestro, ma troppe volte è stato battuto dal lungo americano. Questa sconfitta comunque fa male relativamente, e deve essere un trampolino di lancio per la gara contro Cremona, nella quale l’approccio dei giocatori biancoverdi deve essere nettamente superiore. Insomma, la prima sconfitta del 2016 (in regular season) è arrivata comunque nel migliore dei modi, contro una squadra motivata. La testa di giocatori e staff è ora già concentrata sulla gara di domenica, dove vincere con uno scarto superiore ai 6 punti, vorrebbe dire agguantare il terzo posto in classifica.

Potrebbe interessarti:

About Sanji 1855 Articoli
Si dice che Dio crei le pietanze e il diavolo ci metta le spezie... ma forse questo piatto era un po' troppo piccante per te.