Lega Basket Serie A Beko 25ª Giornata: Top e Flop (2015-16)

Bentornati alla “sesta” della rubrica TOP E FLOP … QUESTO E’ IL PROBLEMA. 

Come appuntamento settimanale, questa rubrica ci permette di rituffarci nei meandri del campionato di basket di serie A1 con un approfondimento sulla valutazione individuale dei giocatori, partendo dai TOP di giornata fino ad arrivare ai FLOP.
TOP
DJ WHITE: Prova da cineteca per il lungo nativo di Tuscaloosa (Alabama) che, grazie ai suoi 25 punti, 14 rimbalzi e 32 di valutazione conduce la sua Manital Torino ad una vittoria importantissima in chiave salvezza, su uno dei campi più difficili  della serie A1, il Pala Carrara di Pistoia. Coach Vitucci, dopo la prestazione superlativa di Ebi sette giorni fa, contro i quinti in classifica si aggrappa al lungo americano che, con la miglior valutazione di giornata, porta a -2 la distanza in classifica da quella penultima piazza che varrebbe la salvezza.
KRUNOSLAV SIMON: Nel big match di giornata l’Olimpia Milano cerca il riscatto dopo la figuraccia in EuroCup nel derby tutto italiano contro la Dolomiti Energie Trentino; con la Grissin Bon Reggio Emilia ci si gioca il comando della classifica e gli uomini in biancorosso rispondono presente… Il migliore in campo è di sicuro uno dei pupilli di coach Repesa, il croato Krunoslav Simon, che rientra nei 12 dopo due giornate di stop (causa infortunio) e lo fa nel miglior modo possibile, piazzando 25 punti con un 8/11 dal campo e un 7/7 dalla linea della carità, 4 falli subiti per un 27 di valutazione da vero campione.
BENAS VEIKALAS: Prima volta assoluta nei top di giornata, il lituano in maglia Sidigas ha sfoderato una prestazione al limite della perfezione. Contro Varese, l’ala nativa di Joniskis chiude il match con un sonoro 9/10 dal campo in 24 minuti di gioco, ma la statistica che lo mette tra i top è di sicuro la percentuale che ha avuto nel tiro pesante; infatti chiude con 7/8 da tre punti (circa 83%) iscrivendosi anche lui nella fantastica storia dell’Avellino targata Sacripanti.
FLOP
WAYNE BLACKSHEAR: L’americano sta pian piano confermando il suo grande limite: non è un giocatore adatto a questo campionato, o almeno, non è adatto per il gioco di questa Pistoia, che ha puntato tanto su di lui e, nel momento del bisogno, non si ritrova che un giocatore che, seppur realizzatore di 11 puntim in 32 minuti, tira 5/12 dal campo, perde 5 palloni collezionando un misero 1 di valutazione. Per stare in quella posizione Wayne deve fare di più, sempre se ne è capace.
RIMANTAS KAUKENAS: Era la partita più importante dell’anno e Rimantas non è riuscito a mettere in campo quella leadership che servirebbe alla sua squadra per andare a vincere su un campo difficile come quello di Milano. 30 minuti di utilizzo con un 2/9 dal campo e assenza assoluta nei momenti caldi del match; di sicuro è stato un caso, ma inevitabilmente, per le potenzialità del campione ex Siena, va inserito nei peggiori.
AUSTIN DAYE: 19 punti e finisce tra i peggiori… Il figlio di Darren Daye (icona della pallacanestro pesarese dal 1987 al 1992, dove ha vinto tanto tra cui due scudetti), nello scontro diretto per la salvezza, decide di scendere in campo e “sparare” 25 tiri (1/10 da tre punti, 6/25 totali), ma la sua Pesaro esce con le ossa rotte dalla partita casalinga contro Caserta e si ritrova a lottare fino all’ultima giornata con la rinata Torino. Essere un fuoriclasse non vuol dire giocare da solo, caro Austin!
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