Leicester City Campione in Premier League: è già nostalgia

Un giorno mi siederò sul letto di mio figlio e lui vorrà che gli racconti una storia. Inizierò con Pollicino ma lui mi bloccherà, la conosce già. Proverò con i Tre Porcellini, ma lui farà ancora no con la testa. Allora comincerò: “C’era una volta una piccola squadra, fatta di giocatori che tutti dicevano essere scarsi e allenati da un coach così e così…”. Il resto lo sapete. Il resto, da oggi, è storia.

Claudio: you’re the man!

Oh Yeah!!! Finally Claudio. Per un allenatore troppo spesso bistrattato è finalmente arrivato il momento di gioire. Quanti di voi hanno sentito, in questi anni, dire cose come “dategli una squadra che deve fare quarta, la porterà al secondo posto; ma non pensate di dargliene una che deve fare prima, la porterà al secondo posto”? Quante volte si è parlato di “normal one” sottolineando le differenze col più blasonato “special one”? Molte. Infinite. Anche questa volta Ranieri ha fatto il suo mestiere: ha preso una squadra che doveva salvarsi e ne ha tirato fuori il meglio. Ha un po’ esagerato: ne ha tirato fuori l’impossibile. I ragazzi in maglia blu hanno corso come se fossero 24, ma che dico, 36; hanno sofferto, hanno gioito e alla fine sono arrivati dove nessuno avrebbe mai pensato. E il merito, diamo a Cesare quel che è di Cesare, è in gran parte di Ranieri. Per un allenatore che è stato messo in discussione praticamente sempre durante la sua carriera, questo poteva essere l’anno giusto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non Claudio Ranieri. Non un gentleman come lui. Hanno provato a farlo arrabbiare, lo hanno stuzzicato sugli arbitri, su questo Chelsea-Tottenham, ma lui niente, mai una risposta fuori posto, mai una frecciatina. Ha saputo tenere l’ambiente disteso, ha saputo accompagnare i suoi verso l’obbiettivo, li ha saputi prendere per mano e portarli alla gloria. Sì, oggi sì: Claudio, YOU ARE THE MAN!

Inglourious Basterds

Non stiamo parlando di Tarantino. Parliamo dei giocatori di questo fantastico team. Da Schmeichel a Vardy, da Kantè a Mahrez, passando per Albrighton e Drinkwater fino ad arrivare a Morgan e Huth, coinvolgendo Fuchs, Simpson, Okazaki, Ulloa e il sempre presente dalle League One King. Tutti, proprio tutti, scartati, maltrattati e derisi in giovane età. Uomini che hanno trovato nei loro personali fallimenti passati la forza di diventare una squadra speciale. La forza d’animo con cui hanno combattuto rimarrà a lungo nelle menti di chi queste partite le ha viste, di chi le ha vissute come se a giocare fosse la propria squadra del cuore, di chi si è innamorato di Davide che batte Golia. Questa è Leggenda. In Premier militano società come Chelsea, Manchester United, City, Liverpool, Arsenal. Tutte squadre che hanno budget per il mercato da far impallidire quelli di tutto il resto del mondo (Spagnole escluse). Il piccolo Leicester, con il suo piccolo stadio, nella sua piccola città, con la sua piccola tifoseria (non sarà mai più così, potete scommetterci) ha messo una freccia, le ha superate una ad una ed è arrivato al traguardo per primo, solo, proprio come devono essersi sentiti i suoi giocatori ogni volta che sono stati bistrattati. Vi è mai capitato almeno una volta nella vita di sentire i vostri genitori dire “Zoff, Cabrini, Scirea, Bergomi, Collovati, Gentile, Oriali, Tardelli, Conti, Graziani, Rossi” come se fosse un mantra? La mia personalissima formazione è sempre stata quella dei Mondiali di Germania 2006 ma da oggi, alla stessa maniera, con lo stesso trasporto, dirò sempre, a chiunque mi chieda chi è la squadra che ha fatto la più grande impresa sportiva che io abbia mai visto: “Schmeichel, Simpson, Huth, Morgan, Fuchs, Albrighton, Drinkwater, Kantè, Mahrez, Okazaki, Vardy”!

Finale

Vorrei raccontarvi di Huth, il gigante che in 5 stagioni al Chelsea ha messo insieme solo 62 presenze prima di essere mandato via; di Kantè, troppo poco tecnico per la sua squadra di provincia; di Morgan, un Giamaicano che gioca a calcio; vorrei potervi parlare di tutti loro, di come questa sia la rivincita più dolce ed inaspettata che la vita potesse riservargli. Dovrei fare un’analisi su cosa resterà di questa leggendaria squadra, di chi si riconfermerà; dovrei dirvi che questo miracolo non è replicabile, che sta arrivando Guardiola, che Conte è un mago del rebuilding, che lo United non starà a guardare e che il Liverpool il mago lo ha preso già quest’anno. Ma no, non me la sento. Ha segnato Hazard, ha pareggiato il Tottenham e ora questa non è più una serata come un’altra. Ora questo è il lieto fine!

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