Milano-Avellino 87-81: la Sidigas affonda, risale, poi perde a testa alta

La Sidigas, ancora una volta, si è presentata al Forum pronta a dar battaglia, conscia del fatto che c’era bisogno di una partita perfetta. Il match dei biancoverdi è stato tutt’altro che perfetto ma, complice anche una Milano a corrente alternata, fino a pochi minuti dalla fine il risultato è stato aperto. Poi, complice un po’ di sfortuna, qualche scelta sbagliata, e comunque l’immenso talento del roster milanese, la Sidigas deve inchinarsi ancora, a due settimane di distanza, all’EA7 Milano, con il punteggio di 87-81.

Tante cose sono cambiate rispetto alla finale di Supercoppa italiana, e l’ambiente biancoverde può ritenersi soddisfatto, pur sapendo che ci sono ancora tanti aspetti su cui lavorare.

I meccanismi, rispetto alla scorsa partita con Milano, stanno migliorando, nonostante le tante incertezze che ancora avvolgono la squadra (in quattro partite ufficiali, ad esempio, abbiamo visto quattro starting five diversi). Ci sono stati passaggi a vuoto che hanno costretto poi la squadra a uno sforzo ulteriore per riprendere in mano la partita (vedi l’inizio del primo e del terzo quarto, con il quintetto titolare in campo). I meccanismi difensivi sono ancora da migliorare: gli aiuti dal lato debole erano spesso in ritardo e c’era poca comunicazione. Tutto sommato, però, si vedono miglioramenti e non possiamo che esserne felici.

I primi segnali positivi e rassicuranti si vedono da Kyrylo Fesenko: non è ancora al 100%, secondo alcuni è ancora lontanissimo dalla forma fisica migliore, ma chiude con 22 punti, 7 rimbalzi, 9 falli subiti e +12 di plus-minus in 21 minuti. Ingaggia un duello epico con Miroslav Raduljica, si danno battaglia senza risparmiare alcun colpo, domina nel pitturato. Pensate quando sarà al 100%…  Per un centro che dà segnali più che positivi, un altro dà segnali decisamente negativi. Marco Cusin, anche lui non al 100%, è solo l’ombra del centrone che tutti conoscevamo: male in attacco, con soli 2 punti segnati, non sfruttando i mismatch creati con i “4” adattati degli avversari; peggio in difesa, saltando su ogni finta per tentare la stoppata, soffrendo i suddetti mismatch. Raccoglie solo 4 rimbalzi, e chiude con -18 di plus-minus, nei 18 minuti giocati.

Capitolo esterni: Adonis Thomas, un po’ in ombra contro Torino, chiude con 19 punti (8/13 dal campo) in 31 minuti. Retin Obasohan, totalmente nullo contro Torino, dimostra di poter essere il vero e proprio jolly della squadra di Sacripanti: dopo un inizio difficile contro le scarpette rosse, si sblocca con qualche giocata difensiva (quelle sulla palla, sulla difesa senza palla ci sarà da lavorare ancora) e alla fine conduce la rimonta dei biancoverdi (il plus-minus di +17, più alto della squadra, testimonia la bontà del lavoro svolto). D’altra parte, chi ha trascinato la Sidigas alla prima vittoria stagionale la settimana scorsa ha deluso fortemente: Levi Randolph, partito in quintetto a Milano, chiude con soli 2 punti segnati – frutto di un brutto 1/5 dal campo, -2 di valutazione e -17 di plus-minus in 21 minuti.

Sabato prossimo, al PalaDelMauro, arriva Pistoia. Inutile sottolineare l’importanza di questa partita, specialmente per alcuni giocatori chiamati ad un vero e proprio riscatto. C’è bisogno di riprendere la marcia, e – per farlo – tutti i giocatori devono dare il proprio contributo.

PAGELLE:
#0 – Andrea Zerini s.v.: dopo l’ottima partita giocata contro Torino, ci si aspettava un minutaggio ben diverso per “Zero”. Resta in campo solo 10 minuti, pochi per provare a sbloccarsi.
#1 – Joe Ragland 6: 31 minuti di utilizzo, 13 punti con 5/14 dal campo, 5 rimbalzi e 6 assist. Il talento è innegabile, l’esplosività è unica. Spesso, però, oltre alle gambe servirebbe più testa: nel tentativo di caricarsi la squadra sulle spalle, Joe forza e spara a salve.
#4 Marques Green 6: i playmaker avversari avevano la fisicità per giocare in post contro Marques, e ne approfittano egregiamente. In difesa ogni tanto è in affanno, ma il suo QI – in questo campionato – è un vero e proprio lusso. Con Ragland che ogni tanto ha perso la testa, Green ha avuto un compito ancora più arduo.
#10 Maarten Leunen 5.5: 9 punti con 3/8 dal campo. Difficile vedere un giocatore come Leunen con queste percentuali e – udite udite – un -9 di plus-minus. L’atletismo e la fisicità dei lunghi milanesi lo mettono in difficoltà, ma il Professore saprà farsi perdonare.
#12 Marco Cusin 4.5: mezzo voto in più è per dare fiducia. Non riesce a sfruttare, offensivamente, la sua stazza contro il quintetto basso milanese; in difesa, ovviamente, soffre contro Macvan adattato a “5”, saltando su ogni finta per cercare la stoppata, battuto spesso in palleggio. Che non sia in forma è evidente, ma così è davvero esagerato.
#20 Levi Randolph 5: dopo quello che ci ha fatto vedere contro Torino, ci si aspettava tutt’altra partita dal prodotto dell’Università dell’Alabama. Parte in quintetto a spese di Obasohan, non incide, anzi… giusto tenerlo in campo 21 minuti?!
#32 Retin Obasohan 6.5: il talento c’è, l’atletismo pure. Grazie a queste due cose, sveglia dal torpore la Sidigas dando il via alla rimonta. Difendendo sulla palla, annulla Alessandro Gentile; senza palla, spesso si addormenta, prendendo backdoor dagli avversari che – grazie a una rotazione difensiva un po’ lenta – riuscivano a portare casa canestri e/o falli. Come sesto uomo potrebbe rivelarsi un vero e proprio jolly ma, se Randolph è così discontinuo, perché non inserirlo in quintetto?!
#44 Kyrylo Fesenko 8: come Cusin, non è ancora al 100%. A differenza dell’ex-Cremona, sfrutta il fisico e chiude con una partita eccezionale. Non mangia palloni in attacco (chiude con 8/9 dal campo), gli piace giocare per la squadra, sa come usare la sua immensa mole. E il meglio deve ancora venire…
#55 Adonis Thomas 7: come detto in precedenza, gioca una buona partita su entrambi i lati del campo, sarà da vedere se riuscirà a confermarsi su questi livelli.