Morata dice addio alla Juventus: i possibili sostituti

Stadio Olimpico, finale di Coppa Italia. Una Juve irriconoscibile contro il Milan più bello di tutta la stagione. Quinto minuto del secondo tempo supplementare, la lotteria dei rigori sembra sempre più vicina. Ma tutto ad un tratto Alvaro: perfetto cross di Cuadrado, un bomber come Morata non può sbagliare. Si gonfia la rete, curva Sud in delirio.

La storia d’amore tra Morata e la Juve non poteva finire in modo diverso, perchè sì, nell’aria si sentiva che quellA sarebbe stata l’ultima volta in cui i tifosi avrebbero urlato a squarciagola il nome dello spagnolo. Una storia d’amore durata due anni, ma come tutte le storie che si rispettino ricca di momenti emozionanti come questo gol all’Olimpico. Alla fine di questa storia saranno 93 le presenze complessive e 27 le volte in cui Morata infilerà il portiere avversario.

E dirsi addio non è mai una cosa facile dopo che ci si è amati tanto. “Rimango segnato da questa società, dalla sua storia e da tutti voi. Ovunque mi troverò mi sentirò sempre uno juventino e potrò dire orgoglioso e ad alta voce che ho indossato la maglia della Juventus e di essere stato campione con questa squadra”, le parole al miele di Morata. Ad Alvaro mancherà la Juve, come alla Juve mancherà Morata. Mancheranno le sue progressioni, i suoi gol di testa, la sua disponibilità con i tifosi, la sua amicizia con Zaza, approdato a Vinovo l’estate scorsa.

E proprio da Zaza arrivano le parole più belle, parole che riassumono alla perfezione quelli che sono i sentimenti del popolo juventino: “Nella mia vita sono poche le persone che ho voluto rimanessero per sempre a far parte di me e tu sei una di queste. Con alcuni ci si conosce appena. Con altri nascono invece amicizie vere e profonde. Ecco perché tra tanti addii questo è così difficile da dire. Con te Alvaro è stato così: compagno di squadra e di vita. La competizione per una maglia da titolare ci ha reso fratelli.”

Ma nel momento in cui si chiude un ciclo e finisce una grande storia, bisogna avere il coraggio di rimboccarsi le mani e andare avanti. D’altronde, la mentalità della Juve è proprio questa: gli uomini passano, la società resta. Sta a Marotta, ora, far dimenticare lo spagnolo e far sognare, di nuovo, i tifosi della Vecchia Signora. I nomi che circolano sono quelli di Cavani, Sanchez o Lukaku, ma non è esclusa una possibile soluzione “baby”, considerando che i giocatori appena citati non costano meno di 50 milioni di euro.

Per il mercato in entrata, però, ci sarà tempo… Intanto, buena suerte Alvaro!

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About Luigina Pennacchio 4 Articoli
Nata ad Avellino nel 1995. Studia Scienze della comunicazione presso l'Università degli studi di Salerno. La sua più grande passione è lo sport, Non solo calcio, ma anche formula 1, nuoto, ciclismo.