OFFSIDE / La Svezia che arrivò in finale di Coppa del Mondo

Come quasi sempre e anche giustamente accade il racconto sportivo esalta e ricorda i vincitori, a maggior ragione quando questi sono Vavà, Didì, Pelè. Tre brasiliani neri neri, come tre chicchi di caffè. Ti fan ballar la nuova samba, segnando gol a tre a tre”, per usare le parole del Quartetto Cetra, che regalarono la prima storica Coppa del Mondo al Brasile.

Oggi, tuttavia, vogliamo parlare della Grande Svezia che ai Mondiali che ospitò in casa nel 1958 arrivò a giocarsi la finale, il più grande risultato nella storia della nazionale scandinava, ad esclusione forse dell’Oro ottenuto alle Olimpiadi svoltesi a Los Angeles nel 1948

Il Mondiale del 1958 

La sesta edizione della Coppa del Mondo presenta di per sé alcuni casi alquanto singolari, per esempio è l’unica edizione alla quale l’Italia non riuscì a qualificarsi (il Mondiale 1930 prevedeva la partecipazione su invito), mentre vide l’esordio dell’Unione Sovietica e la contemporanea partecipazione di tutte e quattro le nazionali britanniche (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che elimino proprio gli Azzurri agli spareggi).

Il cammino della Svezia

I Titani del Nord rappresentavano a quel tempo la migliore espressione del calcio europeo, potendo contare su una generazione d’oro che annoverava fra gli altri gli attaccanti Agne Simonsson, passato fra le fila del Real Madrid, e Lennart Skoglund, vincitore di due scudetti con l’Inter, la sagace mezzala Gunnar Gren, che militò nel Bel Paese con le maglie di Milan, Fiorentina e Genoa e la stella di quella squadra e icona di questo incredibile gioco “Il Barone” Nils Liedholm. 

Come da pronostico i Blågult vincono agilmente il loro girone battendo 3-0 il Messico, 2-1 un’Ungheria tenace seppur ancora provata dalla recente rivoluzione e pareggiando 0-0 contro il Galles di John Charles.

Ai quarti e in semifinale gli svedesi non hanno problemi a liberarsi di selezioni quotate come l’URSS, a cui infliggono un secco 2-0, e la Germania Ovest al tempo campione del mondo in carica che viene liquidata 3-1 con le reti di  Skoglund, Gren e Hamrin, calciatore che può vantare una lunga militanza in Italia con Juventus, Padova, Fiorentina, Milan e Napoli e poi anche come allenatore della Pro Vercelli.

Nell’altra semifinale invece il futuro miglior calciatore del Mondo Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé trascina da protagonista il Brasile in finale sconfiggendo la Francia vera rivelazione di quel torneo. Per batter la squadra di Just Fontaine, realizzatore di 13 reti in quell’edizione della Coppa del Mondo (un record tutt’ora esistente e difficilmente battibile nel calcio moderno) è infatti necessaria una tripletta dell’attaccante diciassettenne del Santos, che fissa il risultato sul 5-2.

La Finale 

Prima della partita il Brasile ottene dalla FIFA  il divieto di far sfilare le cheerleaders in occasione della finale, poiché a loro avviso le bellezze scandinave avrebbero regalato un ingiusto vantaggio alla Svezia. I padroni di casa tuttavia non si demoralizzarono e si presentarono con la convinzione di poter vincere e infatti dopo soli 3′ il trentaseienne Liedholm, ovvero l’anima della Svezia, porta a spasso la difesa della Seleção e trova la via del goal. A quel punto milioni di brasiliani, che dall’altra parte del mondo stavano seguendo la partita via radio, cadono nello sconforto e il loro pensiero volge al subito disastroso Maracanazo di otto anni prima. I cattivi presagi vengono però presto fugati dalla tenacia e dalla tecnica sopraffina dei calciatori Verdeoro che con la doppietta di Vavá e le reti di Pelé e Zagallo riescono a portarsi addirittura sul 4-1, prima che Simonsson accorci le distanze e Pelé chiuda definitivamente la partita al 90′ regalando così il primo Mondiale della propria storia al Brasile, mandando in visibilio un intero popolo, dalle grandi città ai più sperduti paesi della Foresta Amazzonica e procurando anche un mancamento al radiocronista.

Questa sfida consegnò agli annali ben due record quello di più giovane e più anziano marcatore in una finale mondiale, rispettivamente assegnati a Pelé (17 anni e 249 giorni) e da Liedholm (35 anni e 263 giorni).

Questa partita sarà per sempre ricordata per aver consegnato alla storia del calcio la prima Coppa del Mondo del Brasile e la genesi della leggenda Pelé, ma è doveroso non dimenticarsi di questa grande Svezia, che fu celebrata anche da quegli stessi calciatori brasiliani che al termine della partita fecero un giro di campo con una grande bandiera del paese scandinavo, ricevendo un fragoroso e sportivo applauso e vergando una delle più belle pagine dello sport.

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Studente di Scienze Politiche, più che un tifoso si definisce uno studioso del calcio. Oltre ad essere un modesto tuttologo è anche un Potterhead della prima ora.
Sogno nel cassetto: Giornalista sportivo.

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