OFFSIDE / Le Signore del Kerr e la nascita del calcio femminile

Spesso, per mancanza di informazioni precise ed attendibili, la genesi di uno sport affonda le proprie nebulose radici in storie dal fascino particolare: quella del calcio femminile non è da meno ed è indissolubilmente legata alle Signore del Kerr.

La Prima Guerra Mondiale

Il contesto sociale in cui il calcio femminile vede la luce è uno dei più bui del Vecchio Continente, a fare da sfondo a questo racconto è infatti la Grande Guerra, che aveva portato molti uomini della working class inglese al fronte costringendo così le fabbriche ad assumere anche delle donne che fino a quel momento risultavano ancora emarginate nel mondo del lavoro, e proprio in una di queste, la  Dick Kerr, nacque la prima squadra di calcio femminile.

Da che se ne abbia memoria le donne cominciarono a giocare col pallone proprio nelle pause pranzo, che rappresentavano gli unici momenti di svago dai duri ritmi produttivi della vita in fabbrica. inizialmente quando la manodopera non era del tutto femminile, non si giocavano vere e proprie partite, ma operai e operaie si divertivano a sfidarsi a calciare la palla dentro piccole finestre, quando vincevano gli uomini le ragazze dovevano comprare loro pacchetto di sigarette Woodbiness, viceversa toccava ai maschi offrire una tavoletta di cioccolato Five Boys, come si apprende nel libro “In League of their Own” di Gail Newsham. 

Le Dick, Kerr’s Ladies

Le Dick, Kerr’s Ladies, le operaie di una fabbrica specializzata nella costruzione di tram di Liverpool poi convertita come molte altre alla forgiatura di munizioni, diedero vita a un vero e proprio movimento, quello delle munitionettes. Già nel nel 1917 riuscirono a richiamare allo stadio per la sfida contro le ragazze della fonderia Arundel Couthard, tenutasi nel giorno di Natale, più di diecimila spettatori registrando un incasso di ben 488 sterline, che venne poi devoluto per le cure dei soldati.

Il seguito che si creo attorno a queste coraggiose donne, che nel frattempo continuavano a lavorare in fabbrica, fu enorme basti pensare che nel 1919 ben trentacinquemila tifosi assieparono St. James Park per la partita contro  le ragazze del Newcastle United, e sempre nel dicembre dello stesso anno ve ne furono ben cinquantatremila al Goodison Park, la casa dell’Everton, per la partita dell’anno contro le acerrime rivali del St. Helens Ladies. Un trend positivo che proseguì fino al 1921.

Le divise agli albori del calcio femminile 

Le ragazze del Kerr avevano una maglia a strisce bianche e nere, a volte abbellite da un fiocco, mentre per coprire le gambe indossavano una gonna pantalone fin sotto le ginocchia, anche se le più audaci optavano per i pantaloncini, contravvenendo cosi alle regole della FA e provocando non poco scandalo per gli usi e i costumi dell’epoca.

La Federazione Inglese mette al bando il calcio femminile

Il 5 dicembre del 1921 la scure della federazione inglese si abbatté sul calcio femminile con una sconcertante sentenza: “A causa dei numerosi reclami, il consiglio federale si vede costretto a considerare il gioco del calcio non adatto alle donne e ritiene che non debba essere incoraggiato in alcun modo. incoraggiato. Per tale motivo chiede alle società che compongono la FA di negare i campi di gioco per le partite del calcio femminile”. 

Fatto che, inutile dirlo, tagliò le gambe al movimento, ma non alle Dick, Kerr’s Ladies che decisero di ignorare questo diktat, che verrà ritirato dalla Football Association con colpevole ritardo soltanto nel 1970, continuando a giocare fino al 1965 vincendo 758 partite su 828, pareggiandone 46 e venendo sconfitte solamente 24 volte, arrivando a segnare complessivamente più di 3500 gol.

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Studente di Scienze Politiche, più che un tifoso si definisce uno studioso del calcio. Oltre ad essere un modesto tuttologo è anche un Potterhead della prima ora. Sogno nel cassetto: Giornalista sportivo.
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