Pjanic si presenta: “Juventus grande squadra e società solida”

Al termine della prima settimana di ritiro pre-season, è tempo di presentare ufficialmente alla stampa Miralem Pjanic, centrocampista approdato alla Juventus a inizio giugno per una cifra pari a 32 milioni di euro.

Nella consueta conferenza, il 26enne bosniaco ha descritto le prime differenze tra l’ambiente bianconero e quello giallorosso: “Sin dal primo giorno ho notato delle differenze. Qui mi hanno accolto subito alla grande, ho capito che ci sono dei grandi uomini e dei grandi calciatori. Ho ricevuto tanti messaggi e sono molto contento di essere arrivato in una società così solida ed importante. In questi primi giorni abbiamo lavorato molto, abbiamo corso tantissimo ma è proprio con il lavoro che la Juve ha vinto tutti gli ultimi campionati. Prima potevo vedere tutto ciò solo da fuori, ma ora sono all’interno e ho capito molte cose”.

Nel corso del prossimo campionato, Pjanic sarà chiamato a tornare all’Olimpico di Roma per affrontare la sua ex squadra e, soprattutto, i suoi ex tifosi: “Per me sarà un piacere tornare all’Olimpico e in particolare a Roma, dove ho lasciato tanti amici e ho ancora tanta gente che mi vuole bene. Credo che la maggior parte dei tifosi mi fischierà perché il calcio è così e ogni tifoseria fatica ad assorbire questi trasferimenti. Sarà sicuramente un’emozione diversa tornare all’Olimpico ma d’ora in poi penso a fare bene e a dare il massimo soltanto con la maglia della Juve”.

Spesso paragonato ad Andrea Pirlo per caratteristiche tecniche e per il suo modo di tirare i calci piazzati: “E’ sempre un onore essere paragonato a un giocatore straordinario come Pirlo, ma penso di essere un giocatore diverso tecnicamente e tatticamente. Spero di raggiungere presto i suoi livelli e magari di superarlo, sono uno che non ha paura di giocare la palla e a cui piace far giocare bene gli altri. Le punizioni? Mi alleno per essere sempre più decisivo, perché nel calcio di oggi sappiamo che una partita importante può essere decisa anche da un calcio di punizione. Ho avuto la fortuna di poter imparare da un maestro come Juninho Pernambucano al Lione, quindi per me è stato più facile imparare”.

Tornando alla trattativa che lo ha visto protagonista, il classe ’90 ha voluto precisare alcuni dettagli: “Prima di firmare con la Juve, c’ho tenuto a chiamare prima mister Spalletti e poi capitan Totti, per dirgli che avevo passato 5 anni bellissimi a Roma, ero stato benissimo ed ero molto dispiaciuto di andar via. Ero ben visto nello spogliatoio, quindi anche tutto il resto della squadra era molto giù di morale; nei loro confronti ci sarà sempre grande rispetto, rimarrò sempre un loro amico, ma ora sono qui e sono felice di essere arrivato in una società che mi può consentire di vincere titoli importanti, di fare un passo avanti nella mia carriera”.

Curiosità legata al numero di maglia che indosserà qui alla Juve:Ho scelto il numero 5, perché il 15 è impegnato e soprattutto il 5 è il numero che Zidane, il mio idolo, ha portato sulle sue spalle nella sua carriera al Real Madrid”.

Mehdi Benatia, oltre ad essere un grandissimo amico di Mire, è il primo nome sulla lista della “spesa” di Marotta e Paratici: “Benatia lo sente costantemente da due anni, da quando se n’è andato dalla Roma siamo rimasti sempre in ottimi rapporti. Posso soltanto dire che è un bravissimo ragazzo e un grandissimo difensore, ma per quanto riguarda il mercato non so nulla e non posso dire niente in ogni caso”.

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Nato il 26 dicembre 1996, frequenta la facoltà di Scienze della Comunicazione (ramo Editoria) dell'Università degli Studi di Salerno (Fisciano). Aspirante giornalista e uno dei quattro amministratori di albarsport.com.