Portogallo-Francia, il cielo è vermelho sopra Parigi

L’imponderabile. Si potrebbe riassumere così ciò che è accaduto ieri sera a Saint-Denis, Parigi, teatro di una delle gare che rimarranno a lungo nella storia del calcio europeo.

Il Portogallo è campione d’Europa. Sì, avete letto bene: il Portogallo ha vinto gli Europei di Francia 2016. Ma come, in finale non ci erano arrivati i padroni di casa? E quelli là in rosso, non erano vittime sacrificali?

Prima di dire qualsiasi cosa, alzi la mano chi avrebbe puntato un euro su questa squadra. Benissimo: adesso alzi la mano chi ci avrebbe puntato dopo 5 pareggi. Pochi, forse 3/4 in tutto il mondo.

Invece è andata proprio così: il Portogallo è campione d’Europa. La squadra allenata da Fernando Santos buggera tutto il continente e la nazione ospitante con un cammino a dir poco singolare. Ripercorrendo la storia dei lusitani, non vi è certo il sapore di una cavalcata trionfale. Anzi.

Pareggio contro l’Islanda. Che, per carità, ha strappato sorrisi ed emozioni a tutti, ma non rappresentava propriamente l’avversario più ostico. Poi lo 0-0 con l’Austria. Un certo Cristiano Ronaldo, in tale serata, sbaglierà un calcio di rigore, condannando i suoi al secondo pari. Si nascondano i suoi detrattori qualche giorno dopo, quando una sua doppietta pareggia i conti con l’Ungheria.

Sì, ma parliamo sempre di tre pareggi. ‘X’ che continuano a fioccare: 0-0 ai regolamentari con la favoritissima Croazia, senza peraltro mai creare pericoli e conquistando la vittoria a supplementari quasi terminati. Avanti ancora con un pari contro la Polonia, stavolta i rigori premiano la banda Santos. È semifinale, senza troppi giri di parole.

Laddove si affronterà il Belgio, che sicuramente spazzerà via il Galles. Come? Ha vinto il Galles? Ah, sì: è l’anno delle sorprese. Ma il 2-0 con il quale Ronaldo e compagni sbattono fuori Bale non lo è poi tanto. E, tanto per dire, il Portogallo si trova in finale.

Ma c’è la squadra padrone di casa, favoritissima. Non proprio una passeggiata al parco. E invece si resiste. E invece si continua ad oltranza. E invece accade che in panchinaro ribalti tutto; Eder, quello portoghese, piazza un fendente che fa male almeno quanto una pugnalata al cuore. Il Portogallo è campione d’Europa.

No, non ci siamo scordati di lui. Cristiano Dos Santos Aveiro Ronaldo. Capitano immarcescibile della truppa, si fa male ed esce dopo soli 23′ dalla partita, a mio modo di vedere, più importante della sua carriera. Ha segnato nei momenti topici, è salito in cielo col Galles e ha usato il tacco con i magiari. Senza Ronaldo, anche se è banale dirlo, adesso non staremmo parlando di questo. Commovente guardarlo incitare i compagni, le sue lacrime fanno malissimo: è il sogno del ragazzino Cristiano, 19enne che si vede strappare l’Europeo in casa dalla Grecia. Riaffiorano vecchie paure, rinascono i fantasmi. Ma stavolta non è andata in quel modo.

Banale anche questo, ma è la vittoria del gruppo. Quaresma, Sanches, João Mário, Fonte, Rui Patrício…Fernando Santos. La sua impresa resterà per sempre nel cuore dei portoghesi.

Tre cose si porterà via il cielo di Parigi. La prima, il mito di Eusebio. La seconda, i sogni della Francia. La terza…la terza è il profondo rosso. Il cielo è vermelho sopra Parigi.

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Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, studia Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di calcio, si interessa anche al basket e al tennis.
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