Raiola su Donnarumma, le dichiarazioni a La Domenica Sportiva Estate

C’era grandissima attesa per le prime dichiarazioni di Mino Raiola dopo il “No” di Gianluigi Donnarumma al rinnovo con il Milan. Nel post-partita di Danimarca-Italia, prima uscita degli azzurrini di Di Biagio all’Europeo Under 21, la Domenica Sportiva Estate ha mandato in onda l’intervista registrata dalla Rai nel pomeriggio, con il giornalista Paolo Paganini che ha posto diverse domande al procuratore del numero uno della Nazionale U21.

Nella mattinata di oggi, Raiola aveva convocato una conferenza stampa a Montecarlo, prevista per le ore 17.00, per spiegare le motivazioni del “No” dell’estremo difensore campano a tutti gli organi di stampa (italiana e internazionale). Nel primo pomeriggio, però, Vincenzo Raiola, cugino di Mino, ha fatto sapere tramite il suo account Twitter che non ci sarebbe stato nessun incontro ufficiale con i giornalisti, bensì soltanto un’intervista con Sky, Mediaset Premium e (appunto) Rai.

DONNARUMMA NON RINNOVA, LE DICHIARAZIONI DI MINO RAIOLA

Il procuratore ha così esordito: “Innanzitutto, il portiere l’ha perso il Milan. Siamo stati minacciati, l’ultimatum non ha fatto altro che portarci a prendere questa decisione. Donnarumma non aveva nessun dubbio, ma questa pressione del Milan e dei due dirigenti, in particolare, ha fatto cambiare idea al ragazzo, condizionato anche dalla situazione vissuta dai suoi familiari in questo momento”.

L’agente ha poi proseguito: “Non abbiamo parlato, nella maniera più assoluta, con nessuna grande squadra e non siamo intenzionati a farlo nel breve periodo. Gigio non andrà via a parametro zero perché non era questa la sua volontà, ma il Milan ha forzato il giocatore e il suo entourage, spingendo il ragazzo a non rinnovare in un ambiente così ostile. Una società dovrebbe difendere, accudire, un suo tesserato, soprattutto se si tratta di un giocatore di tale calibro, ma non mi sembra che abbia tolto gli striscioni contro Gigi fuori dalla sua sede“.

E poi ha aggiunto: Con Mirabelli non c’è assolutamente feeling, non mi piace per niente il suo modo di fare il dirigente, non lo accetto. Siamo due lunghezze d’onda differenti. In ogni caso, mi prendo la responsabilità totale del mancato rinnovo di Donnarumma. Allo stesso tempo, credo che quello che è stato fatto finora è molto vicino al mobbing“.

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Nasce a Prato nel 1990, frequenta la facoltà di Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Firenze. Il calcio è da sempre la sua passione, ma gli piace rimanere informato anche su tutti gli altri sport.