Reggio Emilia-Avellino 82-72: perde la Sidigas, perde la pallacanestro

A Reggio Emilia serviva una Gara-6 perfetta da parte di tutti, una vera e propria impresa per la Sidigas, che poi avrebbe giocato per l’accesso alla finale scudetto tra le mura amiche. La gara perfetta, però, non è arrivata, alcuni hanno deluso, e la Sidigas ha perso 82-72.

Coach Menetti è stato bravo a resettare tutto, dimenticando il -43 subito solo due giorni prima, giocando una partita non eccezionale, ma comunque migliore di quella dei biancoverdi. Il break decisivo è arrivato nel terzo quarto, dopo alcuni tiri liberi e tiri aperti sbagliati dai giocatori in maglia Sidigas che – alla fine – hanno chiuso il periodo con soli 12 punti segnati. Pochi, se vuoi vincere su un parquet come quello del PalaBigi.

Poca concentrazione, anche se – per la prima volta in tutta la serie – alcuni giocatori sono sembrati davvero stanchi, e qui è venuta fuori la maggiore profondità del roster reggiano. Il pitturato, in cui la Sidigas ha dominato le gare vinte, è stata una delle chiavi della sconfitta per gli uomini di coach Sacripanti, con un Golubovic più incisivo del solito e un Buva rimandato, uscito per 5 falli in 11 minuti di utilizzo.

Non ha perso solo la Sidigas, però. Ad aver perso è anche un po’ la pallacanestro, lo sport. Dopo il cambio di campo, all’inizio del terzo quarto (con la Sidigas sul -1), è andato in scena uno spettacolo a dir poco agghiacciante. Nunnally colpito da palline di carta durante i liberi (0/2), Ragland che aveva un laser verde puntato addosso, rotoli di carta igienica su Cervi che attaccava Polonara spalle a canestro, bottigliette su coach Sacripanti (che si è preso anche un tecnico per proteste, tra le altre cose).

Certo, la Sidigas non ha perso per questo: Green, Veikalas, Buva, ma non solo loro, non hanno giocato al meglio, il kenyano Ongwae non si è sbloccato subito, come accaduto in Gara-4, ed è stato seduto per 36 minuti. Ragland e Nunnally hanno fatto il possibile, ma da soli era davvero dura. È mancata la cattiveria nei momenti cruciali, quelli che – a Reggio Emilia – ci hanno sempre condannato: abbiamo avuto alcune occasioni per pareggiare, poi per passare in vantaggio, e non siamo mai stati in grado di sfruttarle, giocando con troppa fretta, volendo recuperare tutto lo svantaggio e subito. Nonostante tutto, nonostante una Sidigas decisamente sotto i suoi standard, la partita è stata in bilico fino a pochi minuti dal termine. Reggio Emilia non è perfetta, ha tutto da perdere. Bisogna vincere Gara-6 sabato sera (ore 20.45) per metterli con le spalle al muro nella partita decisiva. La Scandone ci sta facendo già vivere un sogno, andrebbe già bene così, e avrà decisamente meno peso sulle spalle. Una volta arrivati qui, però, perché svegliarci?! Noi ci crediamo ancora.

PAGELLE:
Ragland 7.5: 23 punti, 6/13 dal campo e 10/10 ai liberi, 8 falli subiti, 5 rimbalzi, 2 assist e 3 perse. Il clima non gli crea problemi, il laser puntato su di lui neanche. Gioca ad un altro livello, e lo dimostra ancora una volta.
Green 4: 3 punti con 1/8 dal campo e 3 perse, con -4 di valutazione e -15 di plus-minus (il più basso della squadra). Ancora una volta in difficoltà, prende una gara di riposo. Per il miracolo, però, servirà molto di più.
Veikalas 5: solo 2 punti in 13 minuti per il Lituano, che continua a non segnare da oltre l’arco (0/2). Sembrava si fosse sbloccato in casa, il problema è che il fattore campo premia Reggio Emilia…
Leunen 6: 4 punti e 8 rimbalzi, ma anche lui è sotto i soliti standard. Spesso marcato da Kaukenas, è più in difficoltà del solito.
Ongwae s.v.: gioca 4 minuti, ma non riesce a sbloccarsi subito, come accaduto in Gara-4, ed è costretto a guardare dalla panchina i restanti 36 minuti. Intanto, il plus-minus recita +6, l’unico positivo della squadra.
Cervi 6: 6 punti e 7 rimbalzi non bastano. Golubovic sembra si sia finalmente svegliato, e il lungo italiano lo soffre più del solito. Dovrà riscattarsi, riproponendo le buone cose viste fino ad ora.
Severini 6: gioca 10 minuti, segna 2 punti dalla lunetta, e ci mette la solita cattiveria su entrambi i lati del campo. Guai a considerarlo un riempi-panchina. Potrebbe rivelarsi molto più utile di quanto si pensi.
Nunnally 7: inizia proprio contro di lui lo show dei “tifosi” reggiani, che lo colpiscono con una pallina di carta bagnata durante un tiro libero. Chiude, alla fine, con 21 punti (6/11 dal campo) e 7 falli subiti. Uno degli ultimi ad arrendersi, ma lui e Ragland – da soli – non possono vincere le partite.
Pini 6: 5 punti e 7 rimbalzi in 14 minuti. Il minutaggio cresce, il rendimento pure. Commette ancora qualche errore, ma l’energia che mette quando entra in campo è impareggiabile.
Buva 4: 6 punti con 2/7 al tiro e 5 falli in 11 minuti. Tre dei cinque sono blocchi in movimento. Magari un paio saranno anche stati contestabili (vedi l’ultimo, in cui è Kaukenas ad allacciare il croato), però trucchetti del genere sono da mettere in conto quando si gioca con giocatori di tale esperienza. Lui (e gli arbitri) ci sono cascati, ma non può succedere più.