Rio 2016 Volley Maschile: Italia argento tra le lacrime, oro al Brasile

Nella cornice del Maracanazinho di Rio de Janeiro, dipinta interamente di verdeoro, con qualche sprazzo azzurro è andata in scena alle 18:00 la finale per il primo posto dell’Olimpiade di volley maschile. Di fronte, negli ottantuno metri quadri del campo da gioco, il Brasile, padrone di casa e l’Italia dei miracoli proveniente da una spettacolare ma quanto mai faticosa semifinale. La posta in palio? Una scintillante medaglia d’oro.

Una partita non brillante per ambedue le compagini, risultate nervose e contratte, attanagliate dalla tensione che solo il match della vita può portare con sé. Sestetti tipo per entrambe le nazionali con Bernardo che ricorre alla diagonale palleggiatore-opposto Bruno-Wallace, agli schiacciatori Lipe e Lucarelli, ai centrali Lucas e Mauricio Souza e al libero evergreen Serginho. Blengini suona la carica con il golden boy Giannelli a smistare palloni, Zaytsev in posto 2, Juantorena e Lanza attaccanti di palla alta, Birarelli e Buti al centro e Magneto Colaci libero. Alla fine la spunta chi sbaglia meno, alla fine la spuntano i padroni di casa del Brasile, forse a tratti più cinici, forse a tratti più consapevoli, sicuramente in più casi favoriti dal pubblico e da qualche svista arbitrale di troppo che avrebbe forse potuto farci raccontare una storia diversa. Ma lo sport ci insegna che la storia non si fa con i sé e con i ma, e senza sé e senza ma il Brasile ha vinto, meritatamente, ma con un 3-0 decisamente bugiardo per gli azzurri.

L’epilogo dell’Italia è avvolto dalle lacrime di Osmany Juantorena, di Filippo Lanza e di tutti i protagonisti che in questi giorni hanno indossato la maglia azzurra facendo sognare un popolo calciofilo per antonomasia, riempiendolo di orgoglio. L’epilogo dell’Italia è la sconfitta di chi non ha mai voluto mollare e per questo indosserà al collo un argento per ora un po’ triste, senz’altro deludente, ma che è la prova che questa squadra ha dato tutto quello che aveva, senza sottrarsi mai, senza mai trovare scuse e scorciatoie. Un argento che la compagine Blenginiana avrà modo di apprezzare tra qualche giorno. Un argento dal quale ripartire. Soffriamo ma saliamo sul secondo gradino del podio eguagliando l’Italia della generazione di fenomeni che lo mise al collo 20 anni fa ad Atlanta.

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Classe 1990, napoletana stanziata a Parma. Aspirante blogger, aspirante fotografa, aspirante essere umano. Tutto in via di perfezionamento. Si nutre di musica e parole (specie se provengono da libri e serie tv). Appassionata di qualunque sport si giochi con un pallone, con una spiccata predilezione per la pallavolo.
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