Russia eliminata da Euro 2016: un fallimento annunciato

Prima il flop targato Fabio Capello ai Mondiali del 2014, adesso quello targato Slutsky agli Europei 2016. Non il miglior biglietto da visita per la Nazionale che dovrà ospitare la prossima Coppa del Mondo nel 2018. La Russia esce da Euro 2016 al primo turno, e lo fa a testa bassa e con la coda tra le gambe, ma meritatamente.

Un fallimento annunciato per molti, nonostante il girone non fosse poi così proibitivo. L’illusione del gol nel finale contro l’Inghilterra, dopo una prestazione oscena, che si è ripetuta contro la Slovacchia. La sconfitta decisiva nella terza giornata contro il Galles ha messo in mostra tutti i problemi di una Nazionale ormai lontanissima da quella che otto anni fa raggiungeva le semifinali a Euro 2008 trascinata dalle giocate di Andrey Arshavin.

L’ex Arsenal non lo abbiamo citato a caso, visto che probabilmente è l’ultimo calciatore russo di livello che abbia contribuito alle fortune della Nazionale dell’Est.

Slutsky ha puntato sul blocco del CSKA Mosca, squadra campione di Russia, ma i risultati non sono arrivati.

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Una difesa vecchia e ormai non all’altezza di competizioni del genere. Ignashevich e V. Berezutsky hanno più volte mostrato i loro limiti, come nel caso del gol di Weiss nella sfida contro la Slovacchia alla seconda giornata. Lancio lungo di Hamsik a smarcare l’ala slovacca, lasciata completamente libera, che ha superato con un dribbling secco i due centrali russi facendogli fare la figura dei polli. Un classe ’79 e un classe ’82. Segnali che il ricambio generazionale non sia ancora avvenuto. E le prospettive future non sembrano idilliache.

Per non parlare del centrocampo, dove le assenze di Dzagoev e Denisov hanno pesato eccome. Entrambi fuori per infortunio, Slutsky ha caricato di responsabilità il giovane Golovin (classe ’97), che ha però giocato a nascondersi nei primi due match, per essere poi relegato alla panchina per la sfida contro il Galles. Da lui ci si aspettava molto di più. Troppa confusione anche nelle gerarchie tra titolari e riserve, con Glushakov e Mamaev che non hanno offerto nulla alla squadra, e Ivanov lasciato marcire in panca.

Artem Dzyuba RussiaLa scelta di affidarsi al tridente offensivo ha penalizzato il capocannoniere del campionato russo, l’atteso Fedor Smolov, che giocando quasi sulla trequarti ha visto sprecare tutto il suo potenziale. Kokorin sembra essere l’eterna promessa mai sbocciata, mentre Artem Dzyuba ha dovuto faticare tantissimo per trovare conclusioni utili.

Le uniche trame di gioco costruite in tre partite sono stati i lanci lunghi della difesa a cercare le sponde del povero Dzyuba, costretto al lavoro sporco senza mai incidere, anche per colpe non sue.

Complessivamente, la Russia in 270′ non ha mai dato l’impressione di poter impensierire le avversarie. Una squadra senza gioco e senza idee che lascia Euro 2016 con tanta delusione e troppi interrogativi sul futuro.

Alla prossima competizione i russi saranno Paese organizzatore e testa di serie, ma il vento deve necessariamente cambiare altrimenti si rischia di sfigurare per l’ennesima volta.

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About Aldo Pio Feoli 47 Articoli
Giornalista Pubblicista dal 2016. Laureando in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno. Nato nel 1993 ad Avellino, esperto di Social Media, collabora per diversi giornali online tra i quali AlBarSport.com e IlCiriaco.it. È SMOS dell'U.S. Avellino 1912 per la Lega di Serie B.
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