Sanjin Prcic, il talento bosniaco sbocciato a Perugia

Uno dei protagonisti della seconda parte di stagione del Perugia, Sanjin Prcic, ha parlato ai microfoni di “B Magazine”, raccontando la sua storia e il percorso che lo ha condotto sino al capoluogo umbro.

Arrivato a gennaio all’ombra del “Curi”, Sanjin Prcic è subito entrato nella storia del Perugia Calcio. Una presentazione dalla doppia faccia fu quella di Chiavari, nella partita contro la Virtus Entella: appena entrato, mise a segno il gol del pareggio, portando fiducia a tifosi e compagni, ma con il suo fallo in area negli ultimi minuti, mise fine alla partita, con l’espulsione, l’assegnazione del rigore per i padroni di casa e l’inevitabile sconfitta.

Una storia che parte da lontano quella del giocatore di proprietà del Torino che, nato in Francia da genitori bosniaci, è arrivato in Italia ad agosto, adattandosi subito alla Serie A e al calcio italiano. Il suo obiettivo, però, era quello di giocare con continuità, ecco perché ha scelto di indossare la casacca biancorossa, al termine del lungo “corteggiamento” di Roberto Goretti, volato a Torino ben tre volte per convincere il giocatore.

Volevo giocare, avrei dato tutto e non mi importava della categoria, l’offerta più che gradita del Perugia, è stata accettata“, queste le parole del centrocampista, che è riuscito a segnare 3 gol su tre tiri da fuori, uno più importante dell’altro. In particolare quello nel derby, che ha decretato la seconda vittoria in stagione dei biancorossi contro i rivali di Terni. È proprio il tiro la sua arma speciale: “È una delle mie qualità, dopo l’allenamento mi fermo a calciare come facevo in Francia, anche se la mia caratteristica più importante è la visione di gioco“.

La sua passione è nata grazie al padre, che fin da piccolo, lo ha introdotto nel mondo del calcio: “All’eta di cinque anni, sono stato iscritto alla scuola calcio di Belfort, dove i miei genitori sono emigrati a causa della guerra. Dopo due anni sono passato al centro di formazione di Sochuaux, una società molto importante, dove gli allenatori contavano molto sulla tecnica“.

Fin da subito, quel lavoro lo ha portato non solo nel calcio professionistico, ma anche alla nazionale della Bosnia Erzegovina, dove gioca al fianco di Pjanic, suo grande amico: “Anche se sono nato in Francia non ci ho pensato due volte sulla maglia da scegliere, mi sento legato alla mia terra e ai miei genitori“.

Negli ultimi giorni il numero 20 dei grifoni era stato colpito dall’influenza, che non gli ha permesso di scendere in campo a Brescia, ma già da oggi ha ripreso gli allenamenti e sarà probabilmente uno dei titolari per il match di sabato contro l’Avellino.

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Vive a Perugia, ma studia presso la facoltà di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell'Università di Siena. Appassionata di letteratura, sport e grande sostenitrice del Perugia Calcio.