Sassuolo in Europa League 2016-17

Il Sassuolo è in Europa League 2016-17. Ma, prima di arrivare ad oggi, torniamo indietro nel tempo.

Sassuolo, 22 maggio 2006. Tranquillo pomeriggio soleggiato nel cuore dell’Emilia. La cittadina, quarantamila anime, non brulica esattamente di passione: al calcio, in verità, si preferisce una passeggiata in centro. Non per poche centinaia di fedelissimi della squadra di calcio, l’Unione Sportiva Sassuolo. Colori sociali: neroverdi. Lo stadio? Il locale “Enzo Ricci”. Il gruppo di tifosi sta preparandosi alla semifinale di ritorno dei playoff di Serie C2, da giocarsi contro l’Ancona. Il campionato l’ha vinto la Cavese; i neroverdi, dopo aver superato i dorici, trionferanno in finale contro il Sansovino.

Sassuolo, 22 maggio 2016. La Juventus batte il Milan nella finale di Coppa Italia. Morata, nei supplementari, condanna un buon Diavolo, che dieci anni prima era lontanissimo dalla condizione in cui versa ora. E a noi cosa importa? Semplice: il Sassuolo è in Europa League. Sì, avete capito bene. Come è possibile? Sono passati solo dieci anni…

Eppure, le favole si avverano. Certo, non si parla di favoletta in senso stretto: dietro quello che vediamo oggi c’è il lavoro di un sognatore, il presidente Squinzi, che prendevamo in giro quando, 5/6 anni fa, disse: “Oggi siamo in Serie B, ma io voglio il Sassuolo in Champions League”. Ora ci sentiamo ancora di deriderlo?

Questa è la storia di tanta tanta pazienza. Un mattone messo al giorno, piano piano. Il Sassuolo ha scalato le categorie del panorama calcistico nazionale, fino ad arrampicarsi in Serie B. Qui, da cenerentola della situazione, ha saputo costruirsi il rispetto degli amanti della categoria, che ne hanno apprezzato la capacità di migliorare anno dopo anno.

Il debutto in A, doloroso, col cambio di allenatore: Squinzi aveva cacciato un certo Eusebio di Francesco, uno che adesso si starà fregando le mani. Dopo cinque giornate (con cinque sconfitte, leggasi Malesani) la creatura torna all’ex centrocampista della Roma, che si arma di santa pazienza e tira fuori il meglio dai propri calciatori.

Ah, a proposito: il Sassuolo ha diciotto italiani in rosa, e quest’anno ha schierato in almeno un’occasione una formazione titolare composta da soli giocatori del nostro Paese. Una cosa che non si vedeva da tempo, e che dimostra che non c’è bisogno di prendere gli stranieri dal nome esotico per arrivare in alto. Ciò che conta è la fede, nelle cose che si fa. Un appello ai tifosi: accorrete in massa al “Città del Tricolore” (il “Mapei Stadium”, per gli sponsor), sempre di più. A Sassuolo potrebbe nascere un nuovo Parma. Con i dovuti scongiuri sugli ultimi tempi…

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Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, studia Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di calcio, si interessa anche al basket e al tennis.
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