Scandalo Scommesse Avellino, Rastelli: “Ci fu un calo nel girone di ritorno”

Anche l’attuale allenatore del Cagliari Massimo Rastelli fu ascoltato nell’ambito delle indagini sul calcioscommesse dalla DDA di Napoli, insieme a Fabio Pisacane ed Andrea Seculin.

Rastelli durante l’interrogatorio si è soffermato sulle posizioni di Armando Izzo, Ciccio Millesi e sul calo dei suoi nel girone di ritorno.

Sulla partita finita nel mirino delle indagini Modena-Avellino: “Prima di Modena-Avellino (1-0 ndr), mi venne riferito dal massaggiatore che Izzo non se la sentiva di giocare. Se non sbaglio aveva un problema al flessore, ma lo portai comunque in panchina per fare numero. Izzo e Peccarisi sarebbero dovuti essere i centrali titolari, mi pare che indicai di giocare con Decarli e Peccarisi, con Pisacane terzino. Primo tempo equilibrato, poi loro nella ripresa andarono subito in vantaggio. Non posso affermare da un punto di vista tecnico che ci sia stato un errore marchiano, c’è stato l’inserimento di Bianchi, centrocampista del Modena, che è saltato indisturbato praticamente sul dischetto del rigore. Io mi sono arrabbiato per l’azione del gol ed in seguito ho fatto presente alla squadra l’errore consistito non tanto il fatto di aver perso l’uomo, ma perché avevo visto poca reattività. Io lavoro molto sotto l’aspetto di prevedere e di cercare di anticipare il ‘pericolo’ ed in quella occasione la squadra non è stata reattiva”.

Sull’altra partita segnalata, Avellino-Reggina: “Questa partita non ha presentato particolari problematiche. Izzo ha giocato titolare e bene come sempre. Il direttore sportivo mi aveva raccontato che Armando veniva da una situazione familiare difficilissima, da un quartiere disagiato. Ragazzo introverso, in campo metteva forza e personalità. Si tratta di un giocatore molto tecnico. Mi venne anche raccontato, non ricordo precisamente da chi, che il padre venne ucciso con un colpo di pistola. Per quanto riguarda Izzo, il girone d’andata fu ottimo, nel girone di ritorno alla prima a Novara si ruppe il menisco, lesione da cui si riprese a tempi record, con molta forza fisica, riprendendo il posto da titolare. Nel finale, le ultime sei sette partite, iniziò ad accusare problemi fisici che mi costrinsero a non convocarlo, a tenerlo in panchina, non avendo più quel tipo di rendimento che aveva avuto in precedenza”.  “.

Su Ciccio Millesi: “Era capitano dell’Avellino quando giocavo anche io, non ha mai dato problemi nello spogliatoio. Si è sempre comportato in maniera impeccabile. Non davo mai la formazione il venerdì per il sabato, ma facevo stare tutti sulla corda. La formazione la davo prima di recarci allo stadio. Quando giocavamo in casa ci riunivamo all’Hotel Malaga ad Atripalda dove alloggiavano anche alcuni calciatori, tra cui Decarli e lo stesso Millesi, che aveva anche un miniappartamento ad Atripalda. Millesi fece tornare la famiglia a Catania alla fine del girone di ritorno. Si tratta di notizie che ricevevo attraverso il direttore sportivo, Enzo De Vito, o Massimiliano Taccone, il direttore generale. Millesi già sapeva di non rientrare più nei piani tecnici dell’Avellino e che la società non gli avrebbe rinnovato il contratto. Nonostante ciò, il suo rendimento o la sua condotta non ebbero flessioni. A differenza di altri, ed invero ho già riferito di un calo generalizzato nel girone di ritorno del 2013-2014″. 

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