Settore Giovanile Avellino: da Lacedonia a Montoro cosa è cambiato?

La dura accusa di un giornalista avellinese, Felice D'Aliasi, richiama vecchie ombre sulle giovanili biancoverdi

Punto e a capo? Il settore giovanile dell’Avellino Calcio era finito nell’occhio del ciclone nel 2015 a causa della nuova gestione alla quale era stato affidato. Estate 2015: il trasferimento a Lacedonia, l’inaugurazione in grande stile, e l’auspicio di un nuovo inizio per una giovanile che da troppo tempo non tira fuori un talento irpino.

Poi le prime ombre, con personaggi ambigui inseriti nell’organigramma. Dopo alcuni episodi deprecabili che hanno raggiunto ribalta nazionale (rissa in una sfida della Berretti, responsabile del settore giovanile che si finge di essere il Sindaco del Paese per contestare l’arbitro ecc…), l’U.S. Avellino 1912 decide di prendere provvedimenti. A dicembre 2015 il cambiamento: si va da Lacedonia a Montoro, cacciato il responsabile, colpevolizzato dalla stessa società biancoverde con tanto di comunicato ufficiale.

Problema risolto? Secondo quanto scritto da Felice d’Aliasi, giornalista avellinese, sul proprio profilo Facebook, non è cambiato proprio un bel niente: “Trenta, quaranta ragazzi a Montoro pagano una retta che va da 200 a 300 euro (soldi tutti rigorosamente in contanti e senza ricevute) che vengono riscossi da due allenatori, i cui nomi ho fatti in Procura. Sarebbe interessante sapere questi soldi a chi vengono dati. Pagati i 1.800 euro al ristorante, i 650 euro per i due appartamenti (e i ragazzi sono in situazioni igieniche disperate, uno sopra l’altro) e tolti i 200 euro per il campo (quindi un totale di 2650 euro), gli altri 6/7000 a chi vanno?”.

E ancora: “Due allenatori del settore giovanile dell’Avellino ogni mese invece di spiegare tecnica o tattica ai ragazzi domandano loro se hanno portato i soldi della retta mensile. Io credo che la società Avellino non sappia assolutamente niente, altrimenti manderebbe il dirigente con tanto di ricevute a riscuotere. I due tecnici (gli inquirenti sanno i loro nomi) riscuotono rigorosamente in contanti e senza rilascio di nessuna ricevuta. Come vengono spesi questi soldi? ( circa 10.000 euro al mese) In quali tasche vanno a finire? Per conto di chi riscuotono queste rette? Basta domandarlo. Io un sospettino ce l’ho”.

Insomma, le giovanili dell’Avellino Calcio continuano a nascondersi tra vecchie e nuove ombre, secondo le pesanti accuse mosse dal giornalista.

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