Taulant e Granit Xhaka, Albania-Svizzera: storie di Kosovo

Albania-Svizzera è anche la partita di Taulant e Granit Xhaka, è anche la partita del Kosovo. Per capire perché, facciamo un salto indietro nel tempo.

Basilea, anni ’90. La Svizzera accoglie migliaia di persone provenienti da un paese non riconosciuto, che appartiene un po’ a questo pezzo di terra qua, un po’ a quell’altro là. Un esodo difficile da spiegare ora, se non con l’osservazione del fenomeno dell’immigrazione, che da diversi anni ormai interessa tutta l’Europa, Italia ovviamente compresa, data la sua posizione nel Mediterraneo.

Il Kosovo è un Paese che non esiste. O meglio: i suoi abitanti hanno una propria storia, tradizioni e un orgoglio popolare difficile da comprendere se sei sempre stato abituato a vivere nel posto dove senti di essere al sicuro.

Migliaia di bambini strappati al seno della propria terra natia per andar via in un posto che non è il loro. Se sei kosovaro è perché lo sei dentro. Questo va al di là dello ius soli: è ius sanguinis, è legame con la terra per il quale i tuoi genitori hanno pianto e sofferto.

Nel 1996 inizierà la guerra. Cinque anni prima nasce Taulant Xhaka. Professione: calciatore, centrocampista difensivo. Cresciuto a Basilea, tira i primi calci nella squadra locale, con la quale milita ancora ed ha messo insieme cinque campionati.

Taulant aveva un anno quando è nato Granit. Di cognome fa anche lui Xhaka, è nato dalla stessa madre, ma ha qualcosa di profondamente diverso da quella del fratello naturale. Cosa, di preciso? Granit Xhaka cresce anch’egli nel Basilea, per poi trasferirsi al Borussia Moenchengladbach e, dalla prossima stagione, all’Arsenal di Wenger.

Insomma: per entrambi arriva la notorietà del calcio internazionale. È il momento di scegliere. Granit decide di offrire il proprio sudore alla maglia della terra in cui è cresciuto. Granit dice grazie alla Svizzera e si mette addosso la casacca biancorossa. Taulant? Lui, invece, sceglie di sputare sangue per la terra alla quale sente di appartenere. Taulant sceglie il Kosovo, Taulant sceglie l’Albania.

Domani i due fratelli incroceranno lo sguardo. Non c’è tempo per pensare. Ci sono solo un pallone, due bandiere, ventidue giocatori e tanta passione. Quella di domani pomeriggio non è una partita come le altre. Albania-Svizzera è molto più derby di quello che si crede. Albania-Svizzera è anche e soprattutto Taulant contro Granit. 

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Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, studia Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di calcio, si interessa anche al basket e al tennis.
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