Una speranza chiamata AS Serra 2007

Non voglio parlarvi del solito calcio, quello dove sono puntati tutti i riflettori, dove troviamo campioni e giocatori patinati. Desidero dare voce a quella realtà che vive nel silenzio, nell’ombra, ovvero il calcio di provincia. Spesso dimenticato ed abbandonato a se stesso, costituisce il backstage del gioco del pallone in tutto il mondo.

Succede che esplorandolo, troviamo delle storie che non ti saresti mai aspettato di ascoltare. Come quella dell’AS Serra 2007, una società che rappresenta la piccola comunità di Serra di Pratola frazione del comune di Pratola Serra che nella sua storia decennale ha coniugato l’aspetto sociale a quello sportivo. La squadra formata dai giovani del paese, ha da sempre militato nel campionato di Terza Categoria campana.

Purtroppo cambiano le generazioni e nell’ultimo anno si faticava a raggiungere un minimo di calciatori per iscrivere la formazione al campionato. Nel frattempo come in tutta Italia, nel comune irpino venivano accolti numerosi migranti costituiti per la gran parte da giovani ragazzi di età compresa tra i 16 e i 35-40 anni. Da questa situazione socio-politica incominciò a diffondersi tra i dirigenti della compagine irpina una lodevole idea: quella di puntare su questi “nuovi arrivati”.

Un’iniziativa che si rivelò subito un successo, poiché ne furono tesserati 8 ed il numero è raddoppiato quest’anno, nel quale si prevedono circa 16 tesseramenti, nonostante le grandi difficoltà burocratiche del caso.

Quella che stanno offrendo il presidente Angelo Capone e l’allenatore Pasquale Masucci è più di un’opportunità, è una speranza. La questione è che l’AS Serra è un esempio per tutti, è la perfetta rappresentazione di cosa significa aggregazione, spirito di sacrificio e dare una chance, una possibilità a chi pensava di non poterne avere più. Tutte cose che ormai sono dimenticate, ma fortunatamente non da tutti.

In un contesto che li vede in una specie di “limbo”, questo rappresenta una luce che dirada l’oscurità che li circonda. Non sarà di certo una soluzione alla loro situazione, ma significa dare un senso alle loro giornate, al loro futuro seppur in parte, cosa che è sempre di più in discussione.

Storie come queste fanno bene allo sport soprattutto quando arrivano dal basso da chi nonostante non abbia grandi ricchezze, offre quel poco che ha.

Potrebbe Interessarti:

Benevento, fiducia a Baroni e squadra in ritiro

About Alessio Capone 313 Articoli
È uno studente di sociologia dell'Università degli studi di Salerno. Ammiratore dello sport ed appassionato di calcio sogna di diventare un giornalista sportivo.
Contact: Facebook