Volley A1 femminile: Sylla scagionata, cade l’accusa di doping

Foto Foppapedretti Bergamo

È la fine di un incubo per Miriam Sylla. La schiacciatrice, che vestirà ancora la maglia della Foppapedretti Bergamo, è stata scagionata dall’accusa di doping che in questi mesi ha gettato ombre sulla sua carriera e le ha impedito di far parte della spedizione azzurra ai recenti campionati europei.

Soltanto poco più di un mese fa l’atleta era stata sospesa dopo aver fallito il test antidoping al quale era stata sottoposta a seguito della finale del World Gran Prix contro il Brasile, giocatasi il 6 agosto. Sylla era risultata positiva al clenbuterolo, un composto broncodilatatore, usato per contrastare patologie quali asma bronchiale e broncopneumopatia cronica.

La Federazione si era subito schierata a difesa della giocatrice palermitana sostenendo l’ipotesi della contaminazione alimentare. Ipotesi poi rafforzata da un altro caso verificatosi all’interno dello stesso evento: quello della serba Ana Antonijevic, anche lei trovata positiva alla medesima sostanza.

La positività al test comportò la sua immediata sospensione, costringendo coach Mazzanti a privarsene durante gli Europei. Per le azzurre il torneo continentale si è poi concluso con la sconfitta ai quarti di finale contro l’Olanda.

Grazie alle controanalisi, chieste con forza dalla stessa Sylla, è stato possibile verificare l’assenza di doping e la sua non colpevolezza. Adesso Miriam può cominciare serenamente a prepararsi per l’inizio della stagione alla corte di Coach Micoli e lasciarsi alle spalle questa brutta vicenda, dalla quale, però, è uscita vincitrice.

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Classe 1990, napoletana stanziata a Parma. Aspirante blogger, aspirante fotografa, aspirante essere umano. Tutto in via di perfezionamento. Si nutre di musica e parole (specie se provengono da libri e serie tv). Appassionata di qualunque sport si giochi con un pallone, con una spiccata predilezione per la pallavolo.
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