Volley, Challenge Cup: Verona campione!

La Calzedonia Verona firma la storia: in Siberia batte il Fakel Novy Urengoy per 3-2 e si aggiudica la Challenge Cup, il terzo trofeo per importanza in Europa. È il primo traguardo importante per la società scaligera, la prima vittoria pesante e di valore, che corona un progetto partito da lontano.

La gara finale di ritorno è stata combattuta, tesa e incerta fino alla fine: Baranowicz e compagni sono stati bravi a tenere i nervi saldi quando il Novy Urengoy ha fatto prevalere il proprio aspetto fisico, contrastandolo con tanto cuore, spirito di gruppo e grinta da vendere.

Giani ha potuto contare sul suo sestetto tipo: Baranowicz in palleggio, Starovic opposto, Kovacevic e Sander in banda, Zingel e Anzani al centro e Pesaresi libero. La squadra russa ha risposto con Kolodinskiy in regia e in diagonale con Tiurin, Vlasov e Likhosherstov al centro, Kliuka e Volkov schiacciatori e Shishkin libero.

Il primo set è davvero una battaglia: le due squadre si equivalgono, giocano punto a punto, sul filo del rasoio e nessuna delle due compagini riesce a imporsi sull’altra: serve il finale del set per assistere al primo break, dove Verona passa in vantaggio con un sontuoso Starovic in attacco e battuta (20-17), mantiene il vantaggio e allunga ancora con un muro di Anzani e con Kovacevic in attacco (24-20) ed è proprio un primo tempo di Anzani a chiudere i giochi (25-20).

Nel secondo set il Novy Urengoy parte subito forte (3-1) e difende i suoi due punti di vantaggio lungo il set. Verona fatica in attacco: Starovic viene murato, Kovacevic spreca un attacco e i russi allungano (10-6) e premono il pedale dell’acceleratore, con Volkov protagonista (16-9). La Calzedonia non riesce a ricucire lo strappo e la squadra di casa riporta la parità (25-18).

Il terzo parziale è la fotocopia del primo: equilibrio e gioco sul filo di lana, con le due squadre che si inseguonosimone-anzani-verona punto a punto, fino a quando Verona fa la voce grossa e con Starovic e Zingel firma l’allungo decisivo (21-17), che porta alla vittoria: 25-20.

Il quarto set Novyi Urengoy non vuole mollare: mura Sander e firma il +2, che diventa +3 con un errore in ricezione di Verona. I russi mantengono il vantaggio fino alla fine del parziale e non c’è niente da fare per la Calzedonia, che subisce un ace su Sander sul finale e cede per 25-21.

Il tie break è un lungo monologo italiano: Verona parte subito bene con Starovic e Kovacevic (3-0), la voglia di portare il trofeo a casa è tanta e si vede. Baranowicz diventa protagonista alla battuta, piazzando due ace (7-3) e continuando il suo turno in modo efficace. Il cambio campo porta la firma di Anzani che mura il primo tempo russo, poi sono Zingel e Sander a regalare la gioia immensa della vittoria (15-6) alla città di Verona e all’Italia intera, riportando nel Bel Paese la Challenge Cup, che mancava dal 2013, quando la conquistò Piacenza.

Verona si conferma in un ottimo periodo di forma e finalmente sta dimostrando tutto il suo valore, mettendo un tassello importante nella propria storia: il lavoro di Giani e dello staff scaligero comincia a far vedere i suoi frutti, e la strada da seguire sembra proprio quella giusta. Non c’è tempo di festeggiare in casa gialloblu: mercoledì è già tempo di un altro verdetto, Perugia attende Verona per gara 5 dei quarti di finale di play off, quella decisiva.

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About Silvia Viola 66 Articoli
Laureata in scienze della comunicazione a Torino, anche se non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande. Aspirante blogger, aspirante scrittrice, insomma, sempre con una penna in mano o davanti a una tastiera. La sua passione più grande è la pallavolo e ha deciso di passare da essere protagonista in campo a viverla attraverso le parole.