Volley, Guida alla Superlega: viaggio mistico e dissoluto tra i belli dei Playoff (atto primo)

La Superlega ha da poco chiuso i battenti mettendo in scena un campionato breve ma intenso; compresso per lasciare spazio alla imminente e più importante stagione nazionale, lasciandoci orfani delle nostre squadre del cuore.
Il periodo senz’altro più atteso, più vissuto, più ricordato dai tifosi di volley sono i Playoff. Per un mese o due, infatti, tutti vivono la febbricitante attesa di sapere chi, tra le otto squadre qualificate si aggiudicherà l’ambito scudetto.

-Ma cosa significa tempo di Playoff per i tifosi?
Tempo di Playoff vuol dire partite ogni due giorni, che non lasciano nemmeno il tempo di gioire per la vittoria o di imprecare legittimamente per una sconfitta.
Vuol dire palazzetti pieni che sia di domenica o di mercoledì, con le coreografie multicolore delle curve, mani che applaudono, tamburi che battono, cori a squarciagola, urla, fischi, abbracci liberatori.
Vuol dire scarpe che fischiano, gambe che saltano, palloni che s’infrangono nel campo avversario con velocità tale da far scattare qualsiasi autovelox.

I Playoff sono questo ma sono anche molto altro..
…sono cosce tornite in perenne tensione, sono vene del collo pulsanti, sono addominali inconsapevolmente sfoggiati per asciugare il sudore della fronte, sono glutei sodi che riempiono poeticamente pantaloncini, sono spalle ampie sulle quali ci si può arrampicare.

I Playoff sono un viaggio mistico con destinazione il Nirvana e saremo noi di Albarsport.com ad accompagnarvi in questo magico percorso alla scoperta della bellezza e della manzitudine.

Cominciamo il nostro viaggio insieme parlando dei MANZI A TRE STELLE.

MANZI ★★★: I manzi a tre stelle sono la base della piramide della manzitudine. Gnocchi veri, gnocchi di qualità ma che mancano di quel quid in più che li proietterebbe nell’Olimpo dei manzi da sogno. Come quegli hotel che sembrano quasi perfetti ma poi a colazione ti servono il croissant del giorno prima, per intenderci.

SASHA STAROVIC

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Se Canova fosse vivo sarebbe stato il soggetto perfetto per un suo nuovo capolavoro. Pelle nivea, capelli color ebano, spalle larghe, sorriso che innalza l’indice glicemico e un paio d’occhi a mandorla che aggiungono quel tocco esotico da arresto cardiaco. Dolce, tenero e schivo come un cerbiatto in un bosco, incanta in ogni sua apparizione, portando in alto il nome della bellezza di serba fattura. Se lo vedi ti innamori, non hai scampo.

KLEMEN CEBULJ

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Due metri tondi tondi di bellezza slava e muscoli definiti che nemmeno nei più dettagliati libri di anatomia. Barba da adolescente in età prepuberale e occhi scuri segnati da occhiaie profonde che fanno molto padre di famiglia che lavora in miniera (è guarda caso anche in odore di acquisizione del titolo di DILF). In campo le sue urla di esultanza sono diventate memorabili per aver scosso la crosta terrestre e anche gli ormoni delle donne presenti da casa e nei palazzetti. Klemen, altresì detto Clemente, è il ragazzo perfetto con il quale instaurare una relazione amorosa: convivenza immediata e un paio di cani con i quali fare lunghe passeggiate in riva al mare. Qui non vediamo l’ora di vederlo portare un passeggino. Juven (pure troppo) Pater Familias.

 

SIMONE ANZANI

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Nato su quel ramo del lago di Como nel 92′ Simone Anzani è il tipico esempio di manzo da festa. Duecentotre centimetri di incredibile energia e tatuaggi fighi, il colore ramato di barba e capelli gli conferisce quella certa particolarità che attira molto le appassionate del ginger. Simpatico, sempre di buonumore e con la battuta pronta incarna la perfezione per chi è alla ricerca di un uomo che la faccia ridere e non del solito, classico, bello che non balla. Simone è bello e balla ed è la compagnia perfetta per viaggi con destinazione Ibiza o Formentera: solo lui, voi qualche drink in una discoteca su una spiaggia e una decina di amici raccattati in giro. Il tipico aspetto da “bravo ragazzo” ingannerà persino vostro padre che di fronte al suo sorriso innocente abbasserà le difese e vi permetterà di uscire con lui e rincasare alle 6 del mattino. Ma solo se il giorno dopo non c’è allenamento.

JIRI KOVAR

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Schiacciatore ceco naturalizzato italiano, 202cm di bellezza con contaminazioni dell’Est Europa. Jiri Kovar è il manzo da poster, quello che appendi nella tua cameretta dopo averlo strappato delirante dall’ultima copia del Cioè, che in regalo portava anche un lucidalabbra glitterato con cui decorarsi e bramare le labbra dell’amato. Il buon Kovar è il manzo col broncio, il volto scolpito nella totale mancanza di interesse per il genere umano, non esprime emozioni ma solide realtà. L’aria da Romualdo in Fantaghirò 3 gli conferisce un’austera gradevolezza e, coadiuvato dai generosi doni della genetica, si candida ad essere il sogno di tutti coloro che hanno l’aspirazione di vivere la vita tra menefreghismo e giacche di pelle.

 

JOAO RAFAEL

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João Rafael De Barros Ferreira ha talmente tanti nomi che nel frattempo che li pronunci ti ci sposi e ci fai almeno due pargoli. Brasiliano di Recife classe 1993 bello e sensuale, dalle movenze armoniche e dalla spiccata religiosità. Un uomo pieno di valori, attaccato alla madre quel tanto che basta a farvi rimpiangere il maschio italico. Ma tranquilli, riuscirà a risolvere il vostro scetticismo puntando sull’abbondanza, paragonabile solo alla rigogliosa vegetazione della foresta Amazzonica. La pelle color crème caramel vi farà ingrassare e ingolosire al tempo stesso. I suoi addominali sono talmente scolpiti da diventare luogo di culto come il Cristo Redentore. Raccoglie più figa lui, che canna da zucchero un coltivatore colombiano.
Sacro e profano.

 

Leggi qui la seconda parte: I manzi dei Playoff atto secondo

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About Ilaria La Rosa 144 Articoli
Classe 1990, napoletana stanziata a Parma. Aspirante blogger, aspirante fotografa, aspirante essere umano. Tutto in via di perfezionamento. Si nutre di musica e parole (specie se provengono da libri e serie tv). Appassionata di qualunque sport si giochi con un pallone, con una spiccata predilezione per la pallavolo.
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