Volley, Guida alla Superlega: viaggio mistico e dissoluto tra i belli dei Playoff (atto secondo)

Dove eravamo rimasti? Leggi la prima parte con i manzi a tre stelle cliccando qui

Questa volta, insieme a noi, scoprirete la categoria dei manzi a quattro stelle, posti al secondo gradino della piramide della gnoccaggine suprema. Anch’essi eletti con una limpida e cristallina votazione a maggioranza, schivando rovesciamenti di governo e colpi di Stato. Giuriamo solennemente che nessuno dei molteplici tentativi di corruzione sia andato a buon fine e che tutto il processo si sia svolto democraticamente.

MANZI 4 ★★★★: I manzi a quattro stelle sono al secondo gradino della piramide della manzitudine. Non mettono d’accordo tutti ma trattengono spesso l’indecifrabile fascino delle cose imperfette. L’ultima maglietta di Zara con le borchie scucite, la calza smagliata, la riga storta dell’eyeliner al secondo occhio. Sono il pranzo della domenica senza dessert.

LUCA VETTORI

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Un po’ filosofo, un po’ bello e dannato, ti ricorda sempre la tua prima cotta al liceo per quel ragazzino timido, occhialuto e taciturno che odiavi perché non ti faceva mai copiare il compito di latino. Poi entra nel palazzetto, e come un classico Clark Kent indossa la divisa e si trasforma diventando una macchina da guerra insaziabile. Le due personalità si avvolgono perfettamente attorno ai suoi due metri di fisico asciutto e longilineo: un cigno. Approvato da tutte le nonne e le professoresse di Lettere d’Italia. Consigliato caldamente se volete soddisfare la vostra sete di conoscenza..e anche qualche altro tipo di sete..(per rafforzare il concetto raccomandiamo la visione di questo video)

 

UROS KOVACEVIC

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Centonovantasette centimetri di bellezza contadina e selvaggia. Il suo fascino è un mix vincente tra “scugnizzo del quartiere” + ”boscaiolo degli Urali” + “dodicenne che ti fa gli occhi dolci e ti convince a comprargli un gelato a mezz’ora dal pranzo”. Ha conquistato i nostri cuori a suon di facce buffe ed espressioni da attore hollywoodiano consumato. Simpatico. Divertente. Stimolante. Irriverente. Emblema del detto “meglio un uomo da battaglia che un uomo da museo”. Non ha paura di mostrarsi per quello che è e ad ogni malefatta commessa ti guarderà con occhi da bambino esclamando: “Questo è mio principio”. Come non cadere ai suoi piedi?

 

MITAR DJURIC

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Soprannominato “sedici” per le sue dimensioni simili da una 4×4 Mitar è 212 centimetri di muscoli perfettamente disegnati e armonicamente disposti tra addome, cosce, braccia, spalle, fondoschiena e schiena sulla quale si può beatamente praticare l’arrampicata. Fascino e poche parole, da vero uomo dell’est Europa, ci ha fatto sognare grazie ai suoi cambi maglia prontamente catturati e salvati con password criptata sul pc di ogni donna d’Italia. Da tirare fuori all’occorrenza…come un cioccolatino quando hai un calo di zuccheri, la foto di Djuric per una botta ormonale. E che botta!

SEBASTIAN SOLE’

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Argentino di Rosario, classe 1991, due metri e due centimetri di puro fascino latino. Pelle ambrata, barba poco curata e spalle da fare invidia ai pallanuotisti più fisicati, il tutto condito da un accento spagnolo che scioglierebbe tutte le cinture di castità del medioevo. Il suo viso e le sue espressioni facciali bucano qualsiasi schermo, è così telegenico che se non fosse un pallavolista troverebbe certamente posto in qualche telenovelas, pronto a diventare idolo delle teenager e delle madri che sognano una seconda gioventù. Ti conquisterà tra un bicchiere di Jack Daniels e un “te quiero mi amor” a ritmo di reggaeton.

 

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About Ilaria La Rosa 154 Articoli
Classe 1990, napoletana stanziata a Parma. Aspirante blogger, aspirante fotografa, aspirante essere umano. Tutto in via di perfezionamento. Si nutre di musica e parole (specie se provengono da libri e serie tv). Appassionata di qualunque sport si giochi con un pallone, con una spiccata predilezione per la pallavolo.
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